Coronavirus, la Cina scopre le carte e il numero degli infetti si impenna

Continua a far paura il Coronavirus. Rinominato Covid-19, il bilancio delle morti causate dall’epidemia scatenatasi lo scorso 5 dicembre a Wuhan in Cina, sale a 1.310, di cui 242 solo nelle ultime 24 ore.

Dopo un periodo di «mascheramento» da parte della Cina con i casi accertati che venivano identificati solo in coloro che presentavano i sintomi del virus, da oggi tra gli infetti vengono inclusi anche le persone asintomatiche, ovvero i «casi diagnosticati clinicamente». E il numero risulta molto più elevato: 14.840 le persone positive al Covid-19.

Intanto, allo Spallanzani di Roma, sono stati dimessi i venti cinesi che erano sotto controllo cautelare per presunta infezione. Il gruppo di turisti era infatti in visita nella Capitale assieme alle due persone cinesi ricoverate proprio allo Spallanzani da cui poi il team, formato da Maria Rosaria Capobianchi, Concetta Castilletti e Francesca Colavita – che ha ricevuto in «premio» un contratto di assunzione proprio allo Spallanzani – ha isolato per la prima volta il virus, alla ricerca di una cura.  

Tanta preoccupazione anche in Giappone. Dopo il blocco della nave Diamond Princess nel porto di Yokohama dello scorso 5 febbraio con 218 casi confermati su 221 test effettuati a bordo, mette timore un 70enne risultato infetto all’infuori della nave. Ad aggravare la situazione il suo mestiere: l’uomo sarebbe un tassista, forse contagiato da un cliente cinese durante le ore di servizio. A preoccupare il possibile contatto con altre persone salite sul taxi.

Un’altra vittima per via del virus, la 14esima, è stata accertata negli Usa, in California. Mentre in Vietnam, 10 mila persone nella città di Son Loi sono state messe in quarantena per 20 giorni in via precauzionale.  

«Non ci capisco più niente» le parole dell’esperto Roberto Burioni che si è visto costretto ad ammettere di essere in confusione rispetto ai dati che riguardano il Coronavirus.

No Comments Yet

Leave a Reply