NEONATO MUORE MENTRE LO ALLATTANO: COS’È IL CO-SLEEPING E COME DIVENTA LETALE

Nel reparto di ginecologia dell’ospedale Pertini, uno tra i più noti della capitale, un neonato è morto soffocato, schiacciato dalla madre. La vicenda risale alla notte tra il 7 e l’8 gennaio, ma ieri la Procura di Roma ne ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo. La donna, in base alle prime ricostruzioni, si sarebbe addormentata mentre lo stava allattando, causando l’irreparabile. Ad accorgersi della tragedia è stata un’infermiera che, durante il turno di quella notte, ha notato il corpo senza vita del piccolo vicino alla madre. A nulla sono serviti, purtroppo, i tentativi da parte dei sanitari di rianimarlo: ormai non c’era più nulla da fare.

I pm hanno disposto l’autopsia sul corpo del bambino e avviato un procedimento per appurare se ci siano state carenze nell’assistenza sanitaria alla madre. La donna, una trentenne, è ancora in stato di shock, ma non è indagata. Le accuse, al momento, sono a carico di ignoti.

Ospedale “Sandro Pertini”, Roma
Le indagini e la ricostruzione

Stando ai primi accertamenti, il neonato sarebbe stato spostato nella stanza della madre nel pomeriggio. Nessuno sarebbe poi tornato a vigilare per riportarlo nella culla, come indicato dal protocollo sottoscritto proprio per prevenire tragedie legate al co-sleeping. Ciò che rimane da chiarire è se ci sia stata sufficiente attenzione da parte dei sanitari, e se la causa della morte sia da ricondurre a schiacciamento, soffocamento o altri motivi.

Co-sleeping: che cos’è e quali sono i benefici

Co-sleeping significa dormire con il proprio neonato, una pratica molto diffusa che comporta benefici e rischi. Per un bambino appena nato, essere vicino alla madre è un bisogno insito nella sua natura: lontano, si sente più vulnerabile, in pericolo, e l’istinto di sopravvivenza lo spinge a cercare il contatto materno attraverso il pianto. Si tratta di ansia da separazione, normale tra gli 8 e i 24 mesi, che svanisce man mano che il bambino impara a sopportare la lontananza dalla mamma. Comprende che, anche se non è fisicamente presente, lei tornerà per rassicurarlo e proteggerlo. In questo processo di sviluppo, essere vicini al bambino anche attraverso il co-sleeping gli permetterà, crescendo, di stare da solo più facilmente.

Co-sleeping e morti in culla

I rischi del co-sleeping sono correlati alla «sindrome della morte improvvisa del lattante» (SIDS, sudden infant death syndrome), anche conosciuta come sindrome della morte in culla. Si tratta del decesso improvviso e inspiegato di un bambino di età tra 1 e 12 mesi. Secondo i dati riportati da First Candle, organizzazione non-profit impegnata nella lotta contro la SIDS, il 79% delle morti in culla sono causate dal co-sleeping o da cuscini, coperte o animali di peluche. Alison Jacobson, CEO di First Candle, ha perso il suo bambino nel 1997 a causa della SIDS. Sostiene che dormire con il proprio bambino può essere anche una questione di praticità: la posizione sdraiata è ideale per l’allattamento notturno, soprattutto se il parto è stato cesareo. Ciononostante, lo studio condotto dall’American Academy of Pediatrics ha evidenziato come ogni anno negli Stati Uniti siano circa 3500 le morti legate al sonno tra i bambini. In Italia, si stima che in un anno siano circa 250 i casi di SIDS.

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