GREENPEACE: CON BOLSONARO LA DEFORESTAZIONE È AUMENTATA DEL 75%

Da quando Jair Bolsonaro è diventato presidente del Brasile la deforestazione amazzonica è aumentata del 75,6%, gli allarmi per gli incendi forestali sono cresciuti del 24% e le emissioni di gas serra sono aumentate del 9,5%. Questo è quanto rivela il rapportoDangerous man, dangerous deals”, pubblicato dalla Ong Greenpeace.

13.235 km2 disboscati

«Si evidenziano i crescenti impatti negativi causati dal sistematico smantellamento della protezione dell’ambiente e dei diritti umani da parte del governo Bolsonaro negli ultimi tre anni» spiega Greenpeace. A novembre 2018, quando Bolsonaro è entrato in carica, il tasso annuo di deforestazione era di 7.536 km quadrati e tre anni dopo i dati raccolti dall’INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais) mostrano un drastico peggioramento: tra agosto 2020 e luglio 2021 sono 13.235 i km quadrati disboscati. Un aumento del tasso di deforestazione di oltre il 75%. In realtà, questi dati erano arrivati una settimana dopo la COP26, ma il governo brasiliano aveva ritardato il loro rilascio per non minare la propria immagine.

La deforestazione in Amazzonia
Il drammatico aumento degli incendi

L’impunità che ha accompagnato l’aumento della deforestazione si è tradotto anche in un drammatico aumento degli incendi. Questi, spesso, vengono appiccati illegalmente per favorire l’espansione dell’agricoltura industriale e del settore estrattivo. Infatti, il cosiddetto “cambio di uso del suolo”, ovvero l’eliminazione della vegetazione autoctona, serve a far spazio a infrastrutture e miniere. Inoltre, gli incendi hanno un impatto negativo sul clima, dato che rilasciano grandi quantità di gas effetto serra. Nel 2020, il Brasile ha emesso 2,16 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, la quantità più elevata dal 2006.

Gli incendi devastano l’Amazzonia
Gli affari con il Brasile continuano

«L’agenda politica del presidente brasiliano ha peggiorato le condizioni di ecosistemi preziosi per la salute del pianeta e di numerosissimi Popoli Indigeni che lottano per proteggerli» afferma Martina Borghi, che si occupa della campagna foreste di Greenpeace Italia. Dunque, l’Unione Europea non solo ha continuato a fare affari con il Brasile, ma ha anche rispolverato l’accordo commerciale Ue-Mercosur, che rischia di inondare il mercato europeo di prodotti legati alla deforestazione e alla violazione dei diritti umani.

 

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