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Ecco perché non è vero che l’Ucraina è governata da nazisti

E’ dall’inizio del conflitto in Ucraina nel 2014 che i media russi sostengono che l’esercito di Mosca abbia invaso il Paese per di liberarlo da un governo nazista. Una parte dell’opinione pubblica mondiale è fermamente convinta di questa teoria. Che sia un tentativo del Cremlino di convincere l’Occidente o meno poco importa. La verità è che esiste una base storica per spiegare il dilagare di queste opinioni e per dimostrare che il governo di Kiev non è né fascista né nazista.

La struttura dello Stato ucraino

L’Ucraina è una Repubblica semipresidenziale. I cittadini eleggono il Parlamento e il Presidente della Repubblica, che a sua volta nomina il Primo Ministro. Quindi non è il Parlamento a votare la fiducia al Governo, come accade in Italia, ma può comunque togliergli la fiducia. Zelensky quindi ricopre il ruolo di Presidente della Repubblica.

Il Primo Ministro è Denys Anatolijovič, politico e imprenditore che ha lavorato in posizioni manageriali in diverse aziende di Leopoli. Il ministro della difesa, figura cruciale durante una guerra, è Rustem Umerov, originario della Crimea e appartenente all’etnia dei tartari. Ha ricevuto questo incarico dopo che a settembre 2023 l’ex ministro è stato rimosso dalla propria posizione.  La causa è uno scandalo di corruzione che ha coinvolto il ministero della difesa.

Tutto ciò è solo la premessa di una lunga serie di scandali di corruzione che hanno colpito il governo un anno dopo. Questi hanno portato, nel settembre 2024, ad un rimpasto di governo. Oltre al presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk a dimettersi sono anche membri di primo piano dell’esecutivo, come il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il ministro della Giustizia Denys Malyuska, la vicepremier e responsabile per la reintegrazione dei territori temporaneamente occupati Iryna Vereshchuk.

Questo rimpasto di governo ha contribuito a combattere la corruzione nel Paese, come afferma anche il World Democracy index del 2024, che evidenzia «il successo delle istituzioni anticorruzione nell’affrontare la corruzione sistemica negli appalti militari».

A parlare più nello specifico di nazismo sono alcune leggi approvate in Ucraina nel maggio 2015 e proposte dall’Istituto di Memoria Nazionale. Queste condannano sia il nazismo che il comunismo in quanto regimi totalitari. Il loro effetto è la demolizione di più di duemila monumenti a Lenin in due anni e la distruzione dei simboli sovietici, compresi dipinti e oggetti presenti nelle case.

I rapporti tra Russia e Ucraina nella storia

Ma la convinzione che l’Ucraina sia un Paese storicamente e culturalmente russo governato da nazisti non è nata con il conflitto iniziato nel 2022 ma ha delle radici storiche molto antiche. Già nel Medioevo infatti, attorno al decimo secolo, in quella che è l’attuale Ucraina si crea un principato che prende il nome di Rus. Secondo Guido Formigoni, professore ordinario presso l’Università IULM di Milano, il pensiero russo secondo cui l’Ucraina non dovrebbe esistere deriva proprio da questo principato. Infatti, il professore sostiene che «il termine Rus indicava già una pluralità di Russie, e spiega perché ci siano oggi delle rivendicazioni territoriali».

Andando per gradi, il punto nevralgico di questa storia si tocca con la sconfitta della Russia nella prima Guerra Mondiale. Formigoni spiega che in quegli anni «la Germania spingeva affinché si sviluppasse un’identità locale che volesse staccarsi dalla Russia». Poi, continua il professore, «scoppiò la guerra civile in Russia e in quella fase l’identità ucraina tornò ad avere un significato, perché Lenin e i suoi colgono il concetto che si possa affermare l’identità comunista con la costituzione di repubbliche bolsceviche autonome».

Quest’analisi spiega perché ci siano oggi delle rivendicazioni territoriali della Russia sull’Ucraina, ma per evidenziare lo sfociare delle teorie riguardanti la presenza nazista a Kiev bisogna spingersi più avanti.

Le vicende tra le due guerre sono fondamentali perché è il periodo in cui riaffiorano le spinte nazionaliste in Ucraina. Formigoni ricorda che durante la seconda Guerra Mondiale «arrivano i tedeschi di Hitler e cacciano per circa due anni i comunisti, quindi si rifà vivo il sentimento nazionalista. Quando i russi tornano nel 44 ci mettono un po’ a stroncare questi nazionalismi». Il punto è che queste identità nazionali vengono gestite in modo alterno sia durante sia dopo la guerra. Ma la verità è che all’interno della stessa Ucraina si creano delle identità diverse tra chi si sente russo e chi, invece, vorrebbe staccarsi completamente da Mosca.

La nascita dell’idea di un governo nazista in Ucraina

Sembra una banalità, ma è proprio in questi anni che il Cremlino inizia a sostenere l’idea di un governo nazifascista a Kiev. Il motivo è prevalentemente etnico-territoriale. Infatti, l’attuale presidente russo utilizza le spinte nazionaliste e separatiste di alcune regioni dell’Ucraina, come il Donbass, per creare una narrazione irreale. «è vero che una parte della popolazione ucraina acclamasse l’arrivo delle truppe tedesche del terzo Reich», puntualizza Formigoni, «ma non per un appoggio politico».

Si tratta piuttosto di un’identificazione culturale ed etnica che va a definire cosa è Ucraina e cosa non lo è. Non si tratta, quindi, di nazismo. Il problema è che una parte del paese ha sempre voluto fare parte della Russia e non dell’Ucraina, ed è questo l’aspetto su cui poggia l’attuale invasione.

Putin strumentalizza questa visione a partire dal 2014, quando in Ucraina si istituisce un governo filo-occidentale. Formigoni conclude dicendo che «la situazione degenera quando nel 2019 Zelensky vince le elezioni con il partito “Servitore del Popolo”. Perché da quel momento viene additato di voler nazionalizzare anche quella parte del paese vicina alla Russia». Come si vede lo scoppio del conflitto non è immediato, ma graduale. E, storicamente, ciò che oggi viene identificato da qualcuno come nazista o fascista è in realtà una strumentalizzazione politica.

Chiara Brunello

Classe 2002. Sono laureata in comunicazione, media e pubblicità all'Università Iulm. Mi interesso di politica interna ed estera.

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