Emergenza caldo: stop al lavoro sopra i 33 gradi

Non è l’estate più calda di sempre ma la più fresca d’ora in avanti. Questo è quello che sostengono gli esperti della Nasa. Luglio 2023 potrebbe essere il mese più caldo mai registrato da migliaia di anni, ma il 2024 sarà anche peggio. A dirlo, come riporta il Guardian, è stato Gavin Schmidt, climatologo e direttore del Goddard Institute for Space Studied della Nasa. Ma se il clima cambia deve cambiare anche il lavoro. Negli ultimi cinque giorni si sono verificati diversi casi di persone morte per il caldo intenso nei campi, sulle impalcature, nei cantieri, per strada. È per questo che Cigl, Cisl e Uil giovedì 20 luglio hanno chiesto un incontro al governo.

Cambia il clima? Cambia il lavoro

Per il momento, il tavolo a cui hanno partecipato anche le imprese non ha dato risposte. La ministra del Lavoro Marina Calderone l’ha riconvocato per lunedì. La sua proposta di smart working è stata giudicata inadeguata: il problema non è dentro ma fuori dalle mura. Un’altra soluzione sarebbee la Cassa integrazione ordinaria “per eventi meteo esterni”, una misura che però va potenziata, semplificata e finanziata. «Non c’è tempo per un Protocollo come per il Covid, qui serve un decreto d’urgenza per fermare le attività laddove si superano 32-33 gradi», sostiene Ivana Veronese, segretaria confederale Uil. «La situazione è drammaticamente urgente nell’edilizia, nei cantieri stradali, nell’agricoltura, nella logistica e non solo per i rider. Non si possono attendere le decisioni delle aziende se chiedere o meno la Cig. E intanto contare i morti».

Le temperature estive degli ultimi anni (fonte meteogo.it)
Le misure da adottare

Oltre alla cassa integrazione, che si può chiedere se si superano i 35 gradi, i sindacati chiedono misure più nette. Per la Cigl servono “interventi immediatamente operativi” perchè la situazione è ad alto rischio. La Cisl, invece, giudica in modo positivo la proposta della ministra Calderone “di procedere speditamente alla definizione di un protocollo trilaterale”.  Tra i possibili strumenti di aiuto contro l’emergenza si paventa anche il progetto coordinato sui bollini rossi di allerta caldo per tutelare la salute dei lavoratori. Consiste in una mappa del rischio che fornisce una classificazione, di tre giorni in tre giorni, in base ad aree geografiche: ore da evitare per tipologia di lavori, dai più pesanti a quelli più leggeri. 

 

Eleonora di Nonno

Classe '99, pugliese ma abito il momento. Divoratrice di libri e inguaribile ficcanaso. Per descrivermi ecco le rime di Caparezza: "L'inchiostro scorre al posto del sangue; Basta una penna e rido come fa un clown; A volte la felicità costa meno di un pound".

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