Faida tra bande latine: attirato in trappola e ucciso a coltellate

Un cadavere è stato ritrovato in una fossa in uno dei campi di via Rocca Brivio, a San Giuliano Milanese. Si tratta del corpo di Odir Ernesto Barrientos Tula, storico membro della Ms 13, la Mara salvatrucha, ucciso a coltellate e abbandonato agonizzante in una fossa che sarebbe diventata la sua tomba.

Gli assassini del Necio, così era conosciuta la vittima, fanno parte della sua stessa banda. I tre salvadoregni tra i 22 e i 32 anni sono stati fermati dalla Squadra mobile diretta da Lorenzo Bucossi.

Il Necio è stato ucciso da una trappola mortale. Un complice lo ha attirato nel luogo dell’omicidio, dove ad attenderlo c’erano i killer armati di coltello.

Secondo la Procura di Lodi, le indagini sono iniziate dopo la denuncia di scomparsa di Barrientos Tula. Probabilmente è stato l’esame dei tabulati telefonici a permettere agli investigatori di imboccare la pista giusta.

Necio aveva scontato una lunga permanenza in cella per tentato omicidio nel 2008. Accusato di aver aggredito un gruppo di ragazzi salvadoregni per vendicare una lite, prima della chiusura dell’inchiesta era già finito in cella per una rapina a colpi di catena. Quando venne fermato dagli agenti, Necio aveva sul petto una cicatrice fresca di coltello risalente a una rissa in discoteca con un’altra banda, i Latin Kings. Dopo aver scontato 8 anni e 8 mesi di carcere, una volta uscito, aveva ripreso i vecchi contatti ed era rientrato nella banda.

Al momento gli investigatori si stanno concentrando sul movente: la paura è che dopo i vari arresti eseguiti negli anni, tra i membri della Mara ci possa essere chi scalpita per prendere in mano la situazione, ormai allo sbando, e rilanciarla.

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