Berlino: le proteste degli agricoltori invadono la capitale

Berlino

Migliaia di trattori hanno invaso Berlino, si sono riversati nelle arterie della capitale e hanno affollato la porta di Brandeburgo, loro punto di ritrovo. 5095 contadini hanno dato vita a una protesta che ha creato molti disagi agli automobilisti, qualche incidente e 20 km di code.

La contestazione è nata dal basso, fuori dai canali istituzionali. Si è organizzata su Facebook, dove ha raggiunto 30 mila persone, per poi spostarsi su Whatsapp, dove sono stati raggiunto 100mila utenti. Ad essere sotto accusa sono le misure agricole varate dal governo tedesco. Il pacchetto di leggi proposto dalla ministra dell’Agricoltura Julia Klöckner (CDU), e quella dell’Ambiente Svenja Schulze (SPD), ha come punto focale la difesa dell’ecosistema. Attraverso queste norme si vogliono limitare i fertilizzanti, i pesticidi e regimentare la composizione dei concimi, allo scopo difendere gli animali, preservare le falde acquifere e salvaguardare il terreno. Una stretta a cui i contadini si sono opposti duramente.

La denuncia dei contadini è che tali misure rischiano di mettere in ginocchio le aziende agricole tedesche, ma il danno economico a cui vanno incontro non è la sola ragione che li ha spinti a convogliare con i loro mezzi da lavoro nelle strade di Berlino.

Quello che lamentano è soprattutto il discredito che il governo sta gettando sulla categoria. «Non siamo inquinatori e torturatori di animali» dicono i contestatori, che definiscono  il pacchetto di leggi troppo ideologico . La ministra dell’Agricoltura, però, ha sottolineato che l’intento è solo di incentivare gli agricoltori a contribuire al risanamento.

Quella di Berlino non è altro che l’ultima di un ciclo di manifestazioni iniziate in Olanda il primo di ottobre, quando 10 mila trattori si riversarono su strade e autostrade e 100mila manifestanti assediarono la sede politica dell’Aja. Il mese scorso, poi, la protesta si era spostata in Germania, invadendo le strade di Monaco, Münster e Bonn. Il motivo sempre lo stesso: il rifiuto di essere il capro espiatorio di una politica a impatto zero.

Federica Ulivieri

Nasce sulla costa Toscana e si laurea magistrale in Storia Contemporanea a Pisa. Vola nelle lande desolate dello Yorkshire, dove inizia a occuparsi di traduzione. Un inverno troppo rigido la fa tornare in Italia, un po' pentita di averla lasciata. Le piace scrivere di esteri, con una predilezione per l'Africa. Fa teatro da 15 anni, una passione che le permette di esprimersi e di coltivare l'altro settore di cui adora molto scrivere, quello della cultura.

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