OSCURARE IL SOLE PER FRENARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: BILL GATES FINANZIA IL PROGETTO

Creando delle nuvole di gesso, zolfo e acqua dovrebbe essere possibile riflettere nello Spazio parte dei raggi del sole, limitando così il riscaldamento globale. È questo l’obiettivo del progetto scientifico di ingegneria solare portato avanti dall’università di Harvard, e finanziato da Bill Gates, per contrastare il cambiamento climatico.

In un report pubblicato il 30 giugno, anche la Casa Bianca ha dato un timido consenso a portare avanti questa sperimentazione. L’amministrazione Biden si dice aperta a studiare la possibilità che alterare i raggi solari possa essere un contributo al raffreddamento del Pianeta.

Nuvole di gesso, zolfo e acqua andrebbero a bloccare la luce del sole nell’atmosfera superiore, riducendo il riscaldamento globale

Si tratta di un progetto scientifico controverso che prende il nome di geoingegneria solare. Nella pratica prevede di modificare la radiazione solare: alterando la composizione dell’atmosfera rendendola più riflettente, si rispedisce parte dei raggi solari indietro nello Spazio. Possiamo dire «oscurare il Sole» per essere sintetici, ma la pratica è molto più complessa.

Non mancano, infatti, scetticismo e cautela nell’affrontare una materia così controversa. Nello stesso report della Casa Bianca viene scritto che «Non ci sono piani in corso per stabilire un programma di ricerca globale».

In cosa consiste la geoingegneria solare

Quando il cielo è nuvoloso, al suolo c’è più fresco. E se le nuvole non si formano naturalmente, possono essere create artificialmente, hanno pensato gli scienziati di Harvard. L’esperimento prende il nome di SCoPEx (Esperimento sulla perturbazione controllata stratosferica) e la tecnica è chiamata Stratospheric Aerosol Injection (Iniezione di Aerosol Stratosferico). Questo studio va avanti dal 2012 e nel 2017 è arrivato il finanziamento del magnate di Microsoft, Bill Gates. Quello che finora era mancato era il supporto politico, che arriva con il report della Casa Bianca.

Per farlo, gli scienziati vogliono sviluppare una forma di SRM nota come Stratospheric Aerosol Injection (Iniezione di Aerosol Stratosferico). Come si legge su un documento dell’Etc Group, un’associazione che monitora l’impatto delle nuove tecnologie sulla biodiversità e i diritti umani, «prevede di spruzzare una soluzione di acqua, gesso e particelle di zolfo nell’atmosfera attraverso un pallone aerostatico che vola ad alta quota». Questa sostanza dovrebbe generare delle nuvole che andranno a bloccare la luce del sole nell’atmosfera superiore.

Non si conoscono gli effetti collaterali, ma c’è la consapevolezza dei rischi

La parte più controversa della geoingegneria solare sta nel fatto che non si conoscono ancora i potenziali effetti collaterali di un’azione di questo tipo sull’ambiente. Secondo gli scienziati di Harvard, almeno nella fase sperimentale, «le quantità rilasciate dal progetto saranno molto piccole rispetto ad altri rilasci di routine di materiale nella stratosfera da parte di aeromobili, razzi o voli di routine in pallone aerostatico». Tuttavia, la consapevolezza dei rischi. Ciò che si propone con lo SCoPEx è di studiare le potenzialità – positive e negative – di questa soluzione al cambiamento climatico per essere pronti a capire se e come utilizzarla nel caso in cui un domani servisse.

Francesca Daria Boldo

Nata e cresciuta tra le Dolomiti Bellunesi, Patrimonio UNESCO, classe ’96. Scorpione di segno e di fatto: empatica, estroversa ed energica (un po' rivoluzionaria). Laureata in Filosofia e specializzata alla magistrale di Editoria e Giornalismo all’Università degli studi di Verona, collaboratrice del quotidiano scaligero L’Arena e giornalista praticante per MasterX. Fin da piccola, annotare su un foglio bianco il mio punto di vista sul mondo e interrogarmi su mille perché è sempre stato il mio passatempo preferito e lo è anche adesso. La mia ambizione? Diventare una giornalista televisiva. Quando? Senza fretta ma senza sosta.

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