Elon Musk scarica il Bitcoin: È troppo inquinante

Elon Musk ha annunciato una retromarcia sul Bitcoin. Il magnate sudafricano infatti, ha comunicato tramite Twitter che la Tesla non accetterà più la criptovaluta per l’acquisto dei veicoli elettrici. La motivazione è correlata all’attività di mining necessaria per la generazione di Bitcoin, che secondo Musk danneggerebbe l’ambiente richiedendo il consumo di troppa energia.

«Siamo preoccupati per il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili necessari per l’estrazione e le transazioni di Bitcoin, in particolare di carbone, che ha le peggiori emissioni di qualsiasi combustibile – ha scritto Elon Musk nel tweet. – La criptovaluta è una buona idea a molti livelli e crediamo che abbia un futuro promettente, ma questo non può avere un grande costo per l’ambiente». Ha aggiunto l’amministratore delegato di Tesla.

La tecnica del mining

Infatti, il “mining” (letteralmente estrazione) del Bitcoin, richiede l’utilizzo di computer altamente specializzati e dotati di decine di processori. Per evitare il surriscaldamento di questi apparecchi tecnologi sono necessari sistemi di raffreddamento molto efficienti che consumano grandi quantità di energia. Secondo il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index, per le operazioni di estrazione di Bitcoin, ogni anno si spendono quasi 120 terawattora, tanto quanto consuma l’intera Svezia nell’arco di un anno. Secondo il sito Web Digiconomist, inoltre, una transazione effettuata con Bitcoin produce emissioni di carbonio un milione di volte superiori rispetto a quelle prodotte con l’uso di una classica carta di credito.

Le conseguenze finanziarie

Tuttavia, la dichiarazione del magnate ha avuto conseguenze finanziarie importanti. Visto il credito che il sudafricano riscuote tra gli investitori, il suo tweet ha generato un repentino effetto sui mercati. In un primo momento, infatti, il valore del Bitcoin è crollato del 16% scendendo da 54.658 dollari della mezzanotte del 13 maggio ad un minimo di 46.045, bruciando in due ore 144 miliardi di dollari di capitalizzazione. Dopo varie oscillazioni, la criptovaluta si è assestata a cavallo tra i 49 e i 50 mila dollari.

La caduta successiva alle parole di Musk, inoltre, ha trascinato con sé tutto il mondo delle monete virtuali: secondo Coinmarketcap la capitalizzazione complessiva del mercato è pari a 2.320 miliardi di dollari, -8.29% rispetto alla giornata precedente.

L’anno d’oro del Bitcoin

Prima dello shock del 13 maggio, nell’ultimo anno il Bitcoin aveva subito una crescita esponenziale. Se nell’aprile 2020 un’unità della criptomoneta veniva scambiata per circa settemila dollari, il 14 aprile 2021, dopo 12 mesi, il valore del bitcoin ha toccato il record di 64.895,22 dollari per poi scendere al di sotto dei 60 mila.
E nei mesi passati era stata proprio la Tesla ad aiutare il mercato dei Bitcoin. Infatti, l’acquisto di una quantità pari a 1,5 miliardi di dollari, effettuato dalla casa automobilistica a inizio febbraio 2021, aveva provocato una crescita di oltre il 20% del valore del Bitcoin in sole 24 ore.

Elon Musk, al contempo, ha comunque voluto precisare che Tesla non venderà alcun Bitcoin, ma che anzi l’intenzione è quella di usare la moneta virtuale per le transazioni, non appena il mining potrà passare a un’energia più sostenibile. Inoltre, ha concluso l’amministratore delegato di Tesla, «Cerchiamo anche altre criptovalute che consumino meno dell’1% dell’energia utilizzata dal Bitcoin per ogni transazione».

Alessandro Bergonzi

Giornalista praticante

Nato a Roma, cresciuto a Imperia. I libri di Terzani mi hanno insegnato a sognare e una laurea in Giurisprudenza mi ha permesso di riflettere. Mi piace scrivere di geopolitica, indagare e approfondire tutto ciò che non è lineare.

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