Martina Soligo è la nuova ospite di Tomalet, la newsletter del Master in Giornalismo dell’Università IULM. Allieva del biennio 2018-2020, oggi lavora nella redazione di Radiocor, l’agenzia di stampa del Gruppo Il Sole 24 Ore. Ha svolto entrambi gli stage a Sport Mediaset, prima al sito poi al canale televisivo.
Qual è stato il percorso formativo per diventare giornalista?
Mi sono laureata in Triennale in Lettere all’Università Ca’ Foscari di Venezia e in Magistrale in Editoria e giornalismo a Verona. Da lì poi ho continuato il mio percorso con il Master in Giornalismo alla IULM.
Dove hai svolto gli stage della Scuola?
In entrambi gli stage sono stata a Sport Mediaset. Il primo anno al sito, mentre il secondo sono stata al canale televisivo.
Dopo il Master, com’è proseguito il tuo percorso?
Già mentre frequentavo il Master ho cominciato collaborando con D la Repubblica grazie a una docente che mi aveva presentata alla direttrice di allora. Finita la Scuola ho continuato per un breve periodo questa collaborazione. Poi ho lavorato per tre anni a Pop Economy, diventata ora Pop News, che era un canale televisivo privato in onda su Sky. Facevo quindi un giornalismo televisivo di approfondimenti economici. Infine il 18 di settembre 2023 ho iniziato a lavorare per Radiocor.
Avevi un mezzo (stampa, radio, tv) che preferivi?
Io ho sempre voluto fare televisione e ho sempre pensato che sarebbe stato il mio mezzo per potermi esprimere e per poter comunicare. Anche quando frequentavo il Master aspettavo con entusiasmo i corsi di giornalismo televisivo. Poi con le diverse lezioni della Scuola ho avuto una visione a 360 gradi di quello che è il giornalismo e ho cominciato ad apprezzare, a scoprire e a studiare anche altre forme. Dal quotidiano alla radio al giornalismo d’agenzia. Sottolineo che sono una persona che tende ad annoiarsi se fa sempre le stesse cose, quindi mi serve qualcosa di dinamico. Mi piace buttarmi e provare, quindi sono finita a fare giornalismo d’agenzia, cosa che mai avrei capito di fare prima di cominciare la Scuola. E poi a esplorare tutti gli altri mezzi.
Questo discorso vale anche per i temi che affrontavi?
Sì esatto. Ho sempre voluto fare la giornalista e questo non è mai cambiato, ma ho cambiato spesso le tematiche che affrontavo. Per esempio da piccola volevo occuparmi di esteri e fare l’inviata dalle zone belliche. Poi crescendo mi sono concentrata sullo sport, che è una mia grande passione e motivo per cui ho fatto gli stage a Sport Mediaset. Ma poi la vita ti mette di fronte a delle opportunità e delle sfide: devi scegliere se accettare o meno. Per questo quando mi è arrivata l’opportunità del Sole 24 Ore, pur non avendo mai studiato finanza, ho detto “proviamo, vediamo dove mi porterà questa nuova sfida”. E ho fatto bene, perché ho scoperto che è un mondo che mi piace molto.
C’è stato un momento nella tua carriera che reputi una sorta di momento di svolta?
La svolta secondo me è quando ho cominciato a lavorare per Radiocor, quindi per il Sole. È stata una nuova sfida personale che arrivava in un momento complicato anche dal punto di vista personale. È stata la mia prima volta in una grande testata, che ha altri ritmi, altra organizzazione del lavoro e altre responsabilità. Io fino ad allora avevo lavorato per una piccola televisione, a cui sarò sempre grata, ma che era gestita da poche persone e non era super conosciuta. Con RadioCor per la prima volta mi trovavo a scrivere di cose che avrebbero letto gli addetti ai lavori giornalisti in tutta Italia: tante persone, quindi tanta pressione.
E il momento più difficile?
Appena finito il Master ti trovi a fare i conti con la vita vera e con il lavoro vero. Non avevo un posto lavorativo, perché l’ho trovato poco dopo. Poi ho finito in Master durante il Covid e non era esattamente un bel momento. Mi sono trovata con la paura di dover abbandonare Milano e dover tornare a casa perché magari non riuscivo a trovare un lavoro e a mantenermi. Quindi è stato un momento molto complicato, che fortunatamente è durato poco e in cui il Master mi è stato accanto. Ho scoperto che Radiocor stava assumendo proprio perché mi è arrivata una comunicazione dal Master, anche se l’avevo finito già da tre anni. Così sono riuscita a superare questo momento e poi a trovare un posto di lavoro.
Qual è la cosa più importante che ha imparato al master della IULM?
Ho imparato a buttarmi, a provare, a rischiare, ad avere sempre più soluzioni. Cioè un piano A, un piano B, un piano C. Il Master mi ha insegnato che quando ho un obiettivo, in qualche modo lo devi fare. E poi mi ha fatto scoprire il giornalismo a 360 gradi. Io sono entrata con un obiettivo preciso, che era quello di fare la giornalista sportiva televisiva, ma sono uscita dicendo “io voglio fare la giornalista”. A me piace questo mestiere e ho scoperto che si può fare in moltissimi modi diversi.
Cosa diresti alla Martina di qualche anno fa, ancora allievo del Master?
Le direi di non mollare. I momenti di sconforto e di difficoltà in questo mestiere ci sono, ma continua a essere il mestiere migliore del mondo e ti dà grandi soddisfazioni. Poi le direi di non avere paura del cambiamento, delle opportunità e delle sfide perché chi vuole fare questo mestiere alla nostra età deve buttarsi. Ti fa intraprende una sorta di missione, quindi la deve portare a termine perché poi ne vale la pena.