Alice Scaglioni, giornalista del Corriere della Sera: «Sui social raccontiamo le notizie con un linguaggio nuovo»

Alice Scaglioni è la nuova ospite di Tomalet, la newsletter del Master in Giornalismo dell’Università IULM. Allieva del biennio 2017-2019, oggi lavora nella redazione Online del Corriere della Sera. Ha svolto il primo stage al sito di Prima Comunicazione e il secondo nella redazione Economia del Corriere.

Qual è stato il percorso formativo per diventare giornalista?

Mi sono laureata in triennale a Bologna in Lettere moderne. Sapevo che avrei voluto fare la giornalista e volevo iniziare il Master senza fare prima la magistrale. Ho dovuto convincere i miei genitori a sostenermi nella scelta perché è un ambiente complesso e le possibilità sono molte meno rispetto al passato. C’era il timore che questa potesse essere una scelta molto complessa, ma alla fine mi sono laureata a luglio e a ottobre ho fatto il test per il Master alla IULM.

Quando hai capito che volevi diventare giornalista?

Se devo dire un momento in cui ho pensato con lucidità che avrei voluto fare questo, penso sia stata alle elementari, guardando il Tg e vedendo gli inviati da tutte le parti del mondo. Lì ho pensato che avrei voluto anche io raccontare la realtà che ci circonda dando un mio sguardo.

Dove hai svolto gli stage della Scuola?

Il primo stage l’ho fatto nella redazione online di Prima Comunicazione. Io ero al sito, quindi non mi occupavo della parte cartacea, ma degli articoli digitali e della newsletter. Il secondo stage invece l’ho fatto nella redazione Economia del Corriere. Da lì ho continuato nel giornale e non ne sono più uscita.

Come hai continuato nella redazione del Corriere?

Ho fatto lo stage del secondo anno nel 2019 e una volta finito mi hanno fatto un primo contratto di collaborazione, sempre con la redazione Economia. Nel frattempo, siccome mi piace spaziare, ho lavorato anche per altre redazioni, per esempio in quella della Lettura e della Cultura del Corriere. Poi nel marzo 2020, sette giorni prima del lockdown, ho ricevuto il primo contratto con la redazione Online per occuparmi dei social della testata e in contemporanea anche dei social di Dataroom con Milena Gabanelli. Poi sono stata assunta nel 2023 nella redazione Online e da lì non mi sono più spostata. 

Cosa vuol dire oggi fare giornalismo sui social?

Per gestire i social uso un metodo abbastanza uguale a quello che applico quando scrivo un articolo per il quotidiano o per il settimanale. Il metodo giornalistico semplicemente è applicato a un mezzo diverso, ma è stimolante trovare dei mezzi diversi rispetto alla scrittura per raccontarlo. Devi trovare, approfondire e raccontare una notizia e soprattutto utilizzare un linguaggio adatto a quella piattaforma. Per me fare giornalismo sui social vuol dire pensare prima alla notizia e poi elaborarla con un formato adatto, ma non ragionare per compartimenti stagni. 

C’è stato un momento nella tua carriera che reputi una sorta di momento di svolta? 

Non credo di avere una carriera così lunga da poter definire un punto di svolta, ma sicuramente l’assunzione a tempo indeterminato è stato un momento fondamentale. Questo non sarebbe successo senza il Master, quindi per me il percorso alla IULM è stato un passaggio necessario per ciò che ho potuto fare dopo e per conoscere delle persone che mi hanno dato tanto a livello di insegnamento e di metodo. 

Se invece dovessi pensare al momento più difficile della tua carriera?

Quando ho finito la scuola, che è un ambiente protetto, ho provato la tensione e la preoccupazione dell’ignoto. Il mondo giornalistico è estremamente stimolante, ma anche difficile, soprattutto negli ultimi anni. Purtroppo è un settore in crisi, soprattutto per i giornali tradizionali, quindi la fine del Master è stato forse il momento più impegnativo perché c’era il costante timore e la paura di non riuscire a concretizzare quello che era il mio sogno.

Qual è la cosa più importante che ha imparato al Master della IULM? 

La cosa più importante che ho imparato, ma che ho realizzato a posteriori, è sperimentare. Il Master è veramente una fucina per sperimentare in un ambiente protetto con tutto quello che vuoi. Ci sono delle attrezzature incredibili e dei professionisti che ti possono aiutare a rispondere a tutte le domande che hai, quindi ho imparato a sperimentare, a non avere paura e a non pormi limiti.

Cosa diresti a te stesso del passato, all’Alice che frequentava il Master?

Direi di sperimentare di più sicuramente. Ci sono un sacco di cose che non ho potuto fare dopo, perché vieni travolto dal flusso del lavoro e mi sono rimasti dei tarli per questo. Alla vecchia Alice direi di sperimentare di più e anche di prenderla con più leggerezza.

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