5 Stelle e Lega ancora divisi sul congresso della famiglia

5 Stelle e Lega ancora divisi sul congresso della famiglia

Il congresso mondiale della famiglia che si terrà a Verona tra il 29 e il 31 marzo, è una kermesse organizzata da varie associazioni tra cui alcune dichiaratamente anti abortiste e LGBT, e questo sta causando non pochi problemi nella maggioranza, visto che Matteo Salvini sarà presente mentre non ci sarà nessuno per il Movimento 5 Stelle.

Di Maio invece aveva etichettato i partecipanti all’evento come “la destra degli sfigati”. Oggi ha rincarato la dose: «Ve lo dico: se qualcuno di voi pensa che la donna debba restarsene a casa a farsi dire quello che deve fare, allora il Movimento 5 Stelle non fa per voi», e poi ha precisato «Io a un convegno come quello di Verona, dove si arriva persino a negare il tema della violenza contro le donne, non ci vado. E non ci andrà nessun parlamentare del Movimento», per poi chiudere ringraziando il ministro Bonafede per la proposta di legge che ha presentato volta a aumentare le pene per reati come stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Salvini gli ha risposto dicendo che «Strano che parlare di famiglia susciti polemiche. Io voglio sostenere chi mette al mondo dei figli perchè le culle sono sempre più vuote», ma ha poi precisato che «lo Stato non deve entrare in camera da letto, e se due persone dello stesso sesso si vogliono bene evviva».

Sempre restando nella maggioranza, gli ha risposto a stretto giro Stefano Buffagni, il sottosegretario agli interni: «Ognuno ama come vuole, e soprattutto gestisce la famiglia nella maniera in cui crede: la cosa importante è che il governo dia supporto a tutte queste unità, che poi sono il cuore pulsante del nostro Paese».

L’onorevole Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei parlamentari del PD, ha però espresso la sua preoccupazione: «Il congresso delle famiglie rappresenta un manifesto programmatico pericoloso da cui non possono che uscire rafforzate le tesi misogine, omofobe, discriminatorie e di compressione dei diritti e delle libertà individuali, proposte dai relatori». Ha poi sottolineato la gravità di questo scontro “sulla pelle delle donne” all’interno della maggioranza, ribadendo che « L’unica vera opposizione a questa concezione la sta facendo il PD».

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