Domenico Ferrara, giornalista a Il Giornale: «Ai giovani dico di specializzarsi in un settore»

Domenico Ferrara è il nuovo ospite di Tomalet, la newsletter del Master in Giornalismo dell’Università IULM. Allievo del biennio 2008-2010, oggi è responsabile della redazione web de Il Giornale. Proprio lì ha svolto gli stage del master. Il primo nella redazione cartacea, il secondo al sito.

Qual è stato il tuo percorso formativo per diventare giornalista?

Ho iniziato alla Lumsa di Roma, dove ho frequentato sia la triennale in Scienze della Comunicazione sia la specialistica in Editoria e Giornalismo. Durante questi anni ho fatto uno stage all’Ansa di Palermo e in ufficio stampa che curava la comunicazione di alcuni politici. Dopo sono entrato al Master della Iulm. Ho svolto il mio primo stage a Il Giornale, nella redazione cartacea che si occupava di cronaca ed esteri. Poi è arrivata una fase molto intensa: durante il secondo anno di Master ho continuato a collaborare con il quotidiano. Scrivevo articoli nei posti e negli orari più disparati: quando la redazione chiamava, dovevo farmi trovare pronto. Sempre al Giornale ho fatto anche il secondo stage, questa volta al sito, e poi dopo un breve contratto a progetto sono stato assunto.

Che giornalista sognavi di diventare?

Verso i 18-19 anni il mio sogno era diventare un telecronista sportivo. Ero affascinato dal calcio e da figure come Bruno Pizzul, Bruno Longhi o Fabio Caressa tanto da svolgere la tesi triennale proprio in telecronaca sportiva e da intervistare tutti i principali professionisti del settore.

Cosa ti ha fatto cambiare idea e virare verso la politica?

La politica mi ha sempre affascinato e incuriosito. Così come i temi legali alla giustizia. Lavorare al Giornale mi ha permesso di coltivarle e svilupparle maggiormente.

Ora sei al web ma hai scritto e scrivi ancora per la carta. Quali sono le principali differenze?

Toccare la carta è come un rito: poter poggiare gli occhi su qualcosa di fisico, poter tornare indietro, sfogliare la pagina, fa sicuramente un altro effetto rispetto alla velocità e allo spazio sterminato e diversificato che il web consente. Il giornalismo è sempre lo stesso ma viene declinato su due formati differenti.

Quando sei stato assunto e come è andata avanti la tua carriera al Giornale?

Sono stato assunto ad agosto 2011 e poi nel 2015 sono diventato vice responsabile della redazione web e di tutti i collaboratori esterni. All’epoca ne avevamo circa una sessantina sparsi in tutta Italia e io coordinavo tutta la parte editoriale e di gestione.

Dal 2024 sei responsabile della redazione web, giusto?

Esatto. E naturalmente cambia tutto perché significa ciò che tutto quello che il lettore trova e legge sul sito è sotto la mia responsabilità. Dalla valorizzazione dei contenuti della carta alla scelta degli articoli da realizzare nel corso della giornata, dalla valutazione delle proposte dei collaboratori a eventuali approfondimenti da realizzare fino alla gestione dell’home page e alla supervisione e coordinamento dei contenuti da valorizzare sui nostri social: a grandi linee questo è il mio campo d’azione, naturalmente seguendo la nostra linea editoriale e le riunioni quotidiane svolte con le altre redazioni.

Qual è stata la sfida più grande di questo percorso?

Diversificare, trovare sempre nuovi stimoli, non cedere mai alla routine, lanciarsi in nuove sfide: dalla scrittura di libri agli approfondimenti di determinate tematiche.

Pensi che ci sia stato un momento di svolta nella tua carriera?

Sicuramente diventare capo di una redazione è una bella svolta oltre che una importante responsabilità.

Qual è la cosa più importante che hai imparato al Master?

La cross-medialità: la capacità di essere in grado di usare tutti i mezzi di comunicazione ti permette di entrare in un’azienda editoriale con delle solide basi. Ed è un grande vantaggio.

Che cosa diresti al Domenico di qualche anno fa ancora allievo del master?

Forse gli direi di specializzarsi su un determinato settore e andare in profondità nelle cose. Il giornalismo di oggi si sta spostando verso una verticalità, anche sui social media.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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