Venezia in festa, ecco la promozione in Serie A

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19 anni dopo l’ultima volta il Venezia è in Serie A. Al termine del soffertissimo match di ritorno dei playoff di Serie B contro il Cittadella concluso 1-1, i lagunari possono dare il via alla festa. L’andata si era conclusa con la vittoria della Serenissima per 0-1, ma in virtù delle regole dei playoff che privilegiano i meglio classificati in regular season, il Cittadella avrebbe dovuto vincere con due reti di scarto. A coronare il sogno è stato Riccardo Bocalon, che al novantaquattresimo minuto ha firmato il pareggio. Un segno del destino, che a realizzare la rete sia stato proprio lui, nato a Venezia il 3 marzo 1989.

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Paolo Zanetti, tecnico del Venezia artefice della promozione in A
LA PARTITA

Il Cittadella esce a testa altissima da questa finale playoff, ma mai come quest’anno il rimpianto è fortissimo. Negli ultimi cinque anni infatti i figli della Fortezza hanno raggiunto cinque volte i playoff, perdendo due volte in finale. La partita di ritorno della finale è stata un quadro di intensità, di cattiveria agonistica e di voglia di farcela da parte di entrambe le squadre. Tutto è sembrato andare al posto giusto per il Cittadella quando tra 26′ 36′ del primo tempo prima Proia ha realizzato la rete del vantaggio e poi Mazzocchi del Venezia con una doppia follia nel giro di un minuto viene espulso. Il resto della partita è un Venezia stoico che verso il settantesimo perde anche Mattia Aramu anch’esso espulso. Il muro tiene, e in contropiede Bocalon fa esplodere la festa della Laguna.

19 ANNI DOPO

Era il 5 maggio 2002, il Venezia retrocedeva in Serie B mentre a Roma si consumava il dramma dell’Inter, sconfitta 4-2 dalla Lazio all’ultima giornata in uno dei pomeriggi più incredibili della storia dello sport italiano. Da allora, per la Serenissima, una continua rincorsa alla massima categoria. Una rincorsa travagliata, infinitamente difficile, condita da due fallimenti, due rifondazioni, vari cambi di proprietà. Oggi la proprietà è forte, la squadra è stata rifondata da numerosi imprenditori tra cui Duncan Niederauer, dirigente statunitense ed ex amministratore delegato della Borsa di New York.

UNA TRASFERTA UNICA

Lo Stadio Pier Luigi Penzo è un unicum tra tutti gli stadi in Italia. Innanzitutto si tratta del secondo impianto calcistico per antichità in Italia, preceduto solo dal Ferraris di Genova. Per raggiungerlo bisogna prendere il vaporetto, perché il Penzo è situtato sull’Isola di Sant’Elena, alla sua estremità orientale. Si tratta di uno stadio indubbiamente piccolo, conta infatti 7500 spettatori, ma ha la deroga per i match di Serie A. Per adattarsi alla eventuale promozione in massima categoria, infatti, sono in corso numerosi lavori di adeguamento.

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Stadio Pier Luigi Penzo, sull’Isola di Sant’Elena a Venezia
Umberto Maria Porreca

Sono volato dalla più profonda costa Abruzzese a Milano col sogno del giornalismo sportivo nel cassetto e poche certezze nelle tasche e nella testa. Mio padre mi voleva ingegnere, ma la matematica non sarà mai il mio mestiere. Amante della musica italiana e del buon cibo da ovunque esso provenga, ho scritto per due anni per il settimanale di calcio giovanile lombardo/piemontese Sprint&Sport e ho collaborato con The Shot, testata di basket. Lo sport (parlato, non praticato) è il mio pane e la mia vita è stata profondamente influenzata da Andriy Shevchenko. Inseguo il mio sogno sulle note di Fabrizio De Andrè.

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