Sono quasi 500 mila i soldati ucraini morti in battaglia dal 24 febbraio 2022. A riferirlo è stata Anne Keast-Butler, direttrice della Gchq, l’agenzia d’intelligence britannica, che ha sottolineato come Putin «stia arretrando sul campo di battaglia». Eppure gli attacchi continuano. Il responsabile delle Nazioni Unite per diritti umani ha messo in guardia contro una «pericolosa escalation», invitando le due parti a trovare un accordo. Nella notte infatti la Russia ha attaccato l’Ucraina con un missile balistico e 147 droni di vario tipo. Droni però abbattuti in gran parte dalla difesa di Kiev, che ieri aveva dichiarato lo stato di allarme aereo. E che ha risposto, danneggiando il tribunale regionale di Nizhny Novgorod, a est della capitale.
Zelensky chiede aiuto a Trump
Dopo 1554 giorni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, e diversi tentativi di pace falliti, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto aiuto a Donald Trump: «la situazione attuale richiede un’azione rapida ed efficace. È importante che gli Stati Uniti ascoltino l’Ucraina». Lo ha scritto su X e ha aggiunto: «Comprendiamo che gran parte dell’attenzione mondiale sia attualmente concentrata sulla guerra in Iran. Ma anche la guerra qui in Europa deve finire: una guerra sanguinosa che è già al suo quinto anno su vasta scala», ha spiegato. Un conflitto che, secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, nei primi quattro mesi del 2026 ha causato un numero di vittime civili superiore del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
This week, I prepared a special letter addressed to the President of the United States and to Congress. And yesterday, the letter was officially delivered to the institutions in Washington. It is quite rare for the leader of another state to address both the President and… pic.twitter.com/FtHmdimd9A
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) May 27, 2026
Nel suo messaggio, il presidente ucraino ha poi ribadito la necessità di continuare a ricevere missili Patriot PAC-3, armi e altri sistemi di difesa aerea in grado di contrastare gli attacchi russi. «Prima saremo in grado di fornire una maggiore protezione contro le minacce balistiche, prima potremo far funzionare la diplomazia Finché la Russia continuerà a fare affidamento sui missili, il suo interesse per la diplomazia non sarà reale. Dobbiamo correggere questa situazione. E possiamo farlo solo insieme agli Stati Uniti». Temi ripresi anche nella lettera consegnata al Tycoon e al Congresso statunitense, verso cui Zelensky ha dichiarato tutta la sua gratitudine per il sostegno garantito fino a ora. E ha concluso il post dicendo che «l’Ucraina sarà ancora più grata per una pace dignitosa e una sicurezza garantita. Tutto questo è possibile, se c’è sufficiente determinazione».
Entrata in Europa
Mentre si attende la risposta del presidente statunitense, l’Ucraina è sempre più vicina all’ingresso nell’Unione Europea.«È davvero commovente, la narrazione è cambiata» ha dichiarato la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos, annunciando che la proposta dell’apertura del primo gruppo di capitoli negoziali per l’Ucraina e la Moldavia verrà presentata al Consiglio Affari generali del 16 giugno. Due giorni prima del summit dei leader del 18-19, che permetterà a tutti di esprimersi in merito. A luglio potrebbero poi aprirsi anche gli altri cluster, cioè i gruppi tematici dei 33 capitoli che i Paesi candidati devono adeguare agli standard europei.
Anche dall’Italia è arrivato il sostegno al percorso europeo di Kiev. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto favorevole «ad aprire un percorso che porti l’Ucraina nell’Unione europea», pur ricordando la necessità di non dimenticare gli altri Paesi candidati, in particolare i Balcani. Contraria invece la Lega: Matteo Salvini ha definito l’eventuale adesione di Kiev «un danno economico e sociale». Parole che hanno provocato le proteste dell’opposizione, con il deputato Pd Filippo Sensi che ha accusato il Carroccio di portare avanti «un’agenda filorussa».

Intanto Zelensky ha ringraziato «i nostri partner europei per la disponibilità a essere al fianco dell’Ucraina e ad aiutare efficacemente la nostra difesa, la nostra diplomazia e la nostra ricostruzione» per il versamento degli aiuti per 90 miliardi di euro. E ha spiegato: «Questi fondi rafforzeranno la nostra resilienza e aiuteranno a proteggere la vita dei nostri cittadini, a ricostruire ciò che è stato distrutto dai colpi russi e a difendere la nostra indipendenza».
La risposta del Cremlino
«La Russia ha molto da discutere con i Paesi europei». Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Jurj Ushakov, criticando i progressi dell’integrazione di Kiev nell’Unione Europea. Sono dure le accusa di Mosca contro Roma per non aver condannato il bombardamento ucraino della scorsa settimana su un dormitorio studentesco nella regione di Lugansk, territorio controllato dai russi. Secondo il bilancio fornito da Mosca, nell’attacco sono morti 21 studenti e oltre 40 persone sono rimaste ferite. In una nota pubblicata su Telegram, l’ambasciata russa in Italia ha accusato il governo italiano di ignorare «un barbaro crimine» compiuto da Kiev contro civili del Donbass.

E mentre il tempo passa e nuovi attacchi incrociati vengono sferrati, La Russia attende la visita dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e di Jared Kushner, il genero di Donald Trump. «Non appena saranno pronti, saremo lieti di vederli», ha affermato Dmitrij Peskov, il portavoce del Cremlino. Da Washington, però, il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti non sono interessati a incontri «interminabili e inutili». Anche se ha confermato al disponibilità a contribuire alla soluzione del conflitto, sebbene al momento non siano in corso negoziati.