Gestione dell’energia, boost e overtake mode, lift and coast, clipping, tutti termini difficilmente accostabili alla Formula 1 e entrati ora di forza nel vocabolario di appassionati e addetti ai lavori con non pochi malumori, soprattutto tra i piloti. Al termine della gara inaugurale della stagione 2026 i canali social del circus sono stati invasi dai commenti, soprattutto critiche, da parte dei tifosi che non sono riusciti a nascondere il proprio malcontento nei confronti dello spettacolo offerto all’Albert Park di Melbourne.
Ready… set… Mario!
Più che una gara di Formula 1, domenica 8 marzo è andata in scena una gara di Mario Kart. Luci blu cinque secondi prima dello spegnimento dei semafori per centrare lo stacco perfetto e modalità overtake che in gara, come ha detto Charles Leclerc via radio, «è come prendere un fungo» che permette di aumentare la velocità, proprio come nel noto videogioco.
Dopo essere scattato dalla quarta casella, il monegasco sfrutta le ottime doti della SF-26 nello stacco-frizione e fa un sol boccone della concorrenza: in curva 1 è in testa alla corsa. Si ingaggia così in una lotta serrata con George Russell, che lo tallona per una decina di giri. I due si scambiano sorpassi e controsorpassi che per un momento hanno ricordato la lotta tra il pilota della Rossa e Max Verstappen nel Gran Premio del Bahrain del 2022.
Visualizza questo post su Instagram
Uno spettacolo sì, ma un qualcosa di estremamente artificiale. Quando il britannico della Mercedes cercava di attaccare il leader della corsa si ritrovava a pochi metri a secco di energia, e quindi a corto di velocità di punta. Leclerc è riuscito a riprendersi più volte la posizione su Russell sfruttando poi il boost di potenza che viene concesso ai piloti che inseguono a meno di un secondo dalla macchina davanti.
We don’t do those things here
Ѐ con questa frase che la Chip Ganassi Racing, team della Indycar, si prende beffa della nuova Formula 1. «Super-clipping? Gestione della batteria? Noi queste cose non le facciamo. Qui si corre». Esatto correre, e soprattutto farlo al limite, sprezzante di ogni rischio. Staccate all’ultimo secondo, full send, ruotate e incroci di traiettorie, tutto quello che ha reso noto la classe regina oggi sembra essere un lontano ricordo. Forse più di tutto si è snaturata l’essenza e il cuore stesso delle macchine: il motore e quel rumore, o meglio, quella musica prodotta a più di quindicimila giri da pelle d’oca.
Oggi le monoposto sono sì più efficienti in termini di aerodinamica, ma sono troppo vincolate alla gestione della parte hybrid della Power Unit. I piloti si ritrovano così ad essere dei “semplici gestori” dell’energia imposta dal regolamento che prevede un rapporto 50:50 nella composizione del motore (metà termico e metà elettrico). Se durante il giro non hai accumulato energia a sufficienza, sei indifeso e facilmente vittima della macchina che insegue. Dall’altra parte, se si tenta un sorpasso in gara, e per farlo si dà fondo alla riserva di energia della batteria e del boost, sei nuovamente preda della macchina che hai appena superato.
Una problematica che si è verificata già dallo spegnimento dei semafori. Chi non aveva calcolato alla perfezione la ricarica delle batterie nel giro di formazione si è di fatto ritrovato piantato sul posto al momento dello stacco in partenza, causando un enorme pericolo in pista. Il pilota dell’Alpine Franco Colapinto ha dovuto fare uno slalom con dei riflessi alla Matrix per evitare la Racing Bulls di Arvid Lindblad, rimasto fermo dopo lo spegnimento dei semafori.
Sorpassi sì, ma a che prezzo?
Al termine della gara il malcontento dei piloti non si è fatto attendere. «La Fia farebbe bene a essere preoccupata. Se penso al ritiro a fine anno? No. Amo le corse, ma tutto ha un limite, spero che la F1 prenda provvedimenti», ha dichiarato Max Verstappen al termine della gara. Anche il campione del mondo in carica Lando Norris ha espresso il suo disappunto mettendo in luce come il comportamento della monoposto dipenda dalla nuova generazione di Power Unit e che questo porti a situazioni estremamente pericolose in pista.
Action EVERYWHERE you looked 😍#F1 #AusGP pic.twitter.com/rTlBSlkzAc
— Formula 1 (@F1) March 8, 2026
Di tutt’altro avviso la Formula 1 e Liberty Media, che hanno celebrato il “successo” in termini di “spettacolo” offerto dal Gran Premio andato in scena a Melbourne. Sui canali social è stato pubblicato un post, peraltro ripreso da uno più vecchio dall’account della Formula E, che mostra come i sorpassi in gara siano stati più del triplo rispetto a quelli della passata stagione. La situazione è degenerata quando gli appassionati si sono scagliati nei commenti, portando la Formula 1 a cancellare e limitare (di fatto censurare) le opinioni dei fan.
Al di là delle opinioni, come sempre è il cronometro che non lascia adito a scuse. In 77 anni, è la quarta volta che in un cambio regolamentare le monoposto di nuova generazione prendono un distacco di più di tre secondi alla prima qualifica dell’anno. Nel 2025 Lando Norris ha firmato la pole in 1:15.096, mentre George Russell si è preso la prima posizione in 1:18.518, un salto all’indietro di ben 3.422 secondi. Il limite principale è nelle velocità di punta. Nella simulazione di qualifica di Max Verstappen, in rettilineo e con il gas spalancato, la sua RB22 passa da una velocità di 326 a 279 km/h (un super-clipping di 47 km/h) perché l’energia della batteria termina.
Correre ai ripari
Prima dell’inizio del campionato la federazione aveva annunciato che si sarebbe presa qualche gara prima di decidere se il regolamento necessita di eventuali modifiche. Dopo una sola gara la FIA ora ha deciso di convocare un meeting con le scuderie per decidere quali correttivi apportare. La Federazione era perfettamente consapevole che Melbourne rientrasse tra le piste più critiche dell’intera stagione, anche perché si trascorre oltre il 65% del tempo sul giro a gas spalancato.

Ma se l’Albert Park è stato solo il primo banco di prova, i limiti emersi sono già molteplici e le criticità emerse in Australia potrebbero ripresentarsi in maniera ancora più evidente in Cina.
Il clima rischia di diventare insostenibile e appare ormai chiaro che la classe automobilistica regina, o quello che ne rimane, e la FIA debbano intervenire immediatamente sul regolamento tecnico per evitare di sotterrare definitivamente l’immagine della categoria. La Formula 1 deve rimanere una disciplina sportiva e non trasformarsi in puro intrattenimento artificiale.