Flotilla, tutto il mondo contro il video di Ben-Gvir. Attivisti rientrati in Italia: «Subìte torture, violenze e privazioni»

«Abbiamo subìto torture, violenze, privazioni. Io sono molto scosso per le percosse subite». Sono queste le prime parole di Dario Carotenuto, il deputato del Movimento 5 stelle, dopo essere rientrato in Italia. Era uno dei 29 italiani salpati con la Global Sumud Flotilla. La seconda missione umanitaria, composta da 428 attivisti, che è stata abbordata dalle forze armate israeliane. «Siamo stati incatenati e ammanettati, io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista» ha raccontato il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. «Un trattamento incivile, di un livello infimo» ha commentato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il video che va contro la dignità umana

Il rilascio degli italiani è avvenuto questa mattina, giovedì 21 maggio, dopo aver passato quasi 48 ore nella prigione di Ashdod. È lì che gli attivisti hanno potuto conoscere la violenza vera: «Molti hanno denunciato pestaggi, alcuni dicono di avere costole rotte. Ho sentito che diverse donne hanno subìto violenze sessuali. Due persone sono entrate in ospedale, perché avevano ferite inferte da proiettili di gomma» ha raccontato Carotenuto. Denunce a cui non si fa fatica a credere, soprattutto dopo aver visto il video circolato in rete, dove il protagonista è Itamar Ben-Gvuir.

Il ministro della difesa passeggia tra i corpi accovacciati dei 428 attivisti, uomini e donne, di ogni età. Partiti per portare gli aiuti umanitari al popolo palestinese, ma finiti per restare immobili per ore con le mani dietro la schiena con la testa sul pavimento. E intanto dall’altoparlante risuona l’Hatikvah a tutto volume. È l’inno nazionale. Ben-Gvir sventola la bandiera israeliana e con un sorriso beffardo dice: «Benvenuti in Israele, siamo noi i padroni di casa». E continua: «Erano arrivati con tanto orgoglio, guardateli come sono ridotti ora».

La reazione mondiale

In poco tempo le immagini hanno fatto il giro del mondo. «Il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, tra cui ci sono cittadini dell’Unione Europea, è degradante e inaccettabile» ha dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas. E ha sottolineato che la condotta del ministro Ben-Gvir è «indegna di chiunque ricopra quella carica». Perché, come ha spiegato la commissaria Ue alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib, «non si tratta di criminali condannati, ma di attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame». E ha concluso. «Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l’umanità». L’Europa è unita per condannare questo spregevole atto di violenza. Belgio, Olanda e Francia, così come anche l’Italia, hanno subito convocato gli ambasciatori israeliani, per chiedere conto dell’accaduto. E alla lista si aggiunge poi la Spagna, che ha definito il trattamento degli attivisti «mostruoso, indegno e disumano».

428 attivisti ammanettati al porto di Ashdod

Anche oltreoceano le reazioni sono state dure. Dal Canada fino alla Corea del Sud, il cui leader Lee Jae Myung ha parlato di azioni «inaccettabili». E poi si è lasciato andare a una serie di domande retoriche: «Qual è la base legale (per gli arresti)? Si tratta di acque territoriali israeliane? È territorio israeliano? In caso di conflitto, possono sequestrare e fermare navi di Paesi terzi?». Domande, però, a cui sa che non troverà risposta. E al coro mondiale si è unito anche Benjamin Netanyahu, che dopo aver detto che Israele ha il diritto di impedire alle flottiglie di entrare nelle proprie acque territoriali e raggiungere Gaza, ha attaccato il suo ministro: «il comportamento di Ben-Gvir non è in linea con i valori e le norme di Israele».

La dura posizione dell’Italia

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per torture, sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. Lo aveva fatto anche nel 2025, quando la prima spedizione della Global Summud Flotilla era stata abbordata e i suoi passeggeri erano stati vittime di pesanti torture. Questa volta, però, a cambiare le carte in tavola ci sarebbe proprio il video di Ben-Gvuir. Un atteggiamento che in una nota congiunta, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli esteri Antonio Tajani hanno definito «inaccettabile». Aggiungendo che è stata «superata la linea rossa» e che per questo l’Italia «pretende delle scuse». Considerato anche «il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo». Il capo della Farnesina ha quindi fatto sapere di aver chiesto, in sede europea, di prendere sanzioni contro il ministro israeliano.

È questo l’unico modo per «sconfessare tre anni di appiattimento» ha detto Elly Schlein, perché «il tempo delle parole è finito e servono fatti concreti». A partire dal togliere «il veto alla sospensione dell’accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani» ha affermato la segretaria del Pd. Anche il Movimento 5 Stelle ha parlato di «trattamenti umilianti» e ha chiesto un intervento immediato della Farnesina. Angelo Bonelli di Avs ha criticato il un governo Netanyahu, definendolo «peggio dei pirati». 

Dura la reazione anche del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che rivolgendosi idealmente al suo omonimo ha detto: «Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele».

Alyssa Cosma

Ho deciso di diventare una giornalista quando avevo sette anni e guardavo tutti i programmi di informazione per seguire il caso Scazzi. Scrivo di cronaca e ho una grande passione per il giornalismo d'inchiesta. Mi interessa approfondire temi di attualità, esteri e politica interna. Ho collaborato con Diario del giorno, il programma di approfondimento del TG4.

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