In una esplosione nel Principato di Monaco è rimasto ferito l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, insieme al figlio di 13 anni e a una donna di cui non si conosce ancora l’identità. È successo alle 20:58 di ieri, quando la forte onda d’urto della deflagrazione ha costretto i condomini dell’edificio di tre piani sito al numero 4 di Rue Révérend-Père-Louis-Frolla, vicino al confine con Beausoleil, a riversarsi in strada per mettersi in sicurezza.
L’edificio preso di mira contiene sei appartamenti, ma – stando a quanto si apprende – Ermolaev, il figlio e la donna erano i soli presenti nel palazzo. Attualmente sono tutti ricoverati a Nizza, ma le condizioni più gravi sono quelle della donna, alla quale l’esplosione ha mozzato entrambi gli arti inferiori.
Oltre a loro, anche altre quattro persone sono rimaste lievemente ferite e nella serata di ieri hanno ricevuto le cure dei paramedici per ferite provocate dalla rottura di vetri. Secondo il ministro di Stato Christophe Mirmand, infatti, all’interno dell’ordigno, contenuto in uno zaino, ci sarebbero stati bulloni, schegge e vetri. Esso è stato detonato poco dopo, mentre alcune persone entravano nell’edificio. Non è chiaro, però, se tra loro vi fosse un bersaglio specifico.
La ricostruzione
«Un crimine efferato», «uno shock per l’intera comunità monegasca», ha commentato il Principe Alberto II. Non è ancora chiaro, al momento, se l’accaduto sia stato oggetto di un atto doloso: secondo Mirmand «è molto probabile che si tratti di un attentato». Nella conferenza stampa di questa mattina il Procuratore Generale di Monaco Stéphane Thibault ha dichiarato che non vi sono prove per ritenere che si sia trattato di un attacco terroristico.
Nel corso della serata sono stati mobilitati i servizi di emergenza, la polizia e le forze di sicurezza, affiancati da diversi agenti di pubblica sicurezza francesi. L’area dell’esplosione è rimasta chiusa al pubblico fino alle 10:30 di questa mattina per consentire il recupero dei detriti dell’esplosione. Intanto gli inquirenti sono già sulle tracce del principale sospettato, fuggito a piedi. Secondo le autorità monegasche, sarebbe partito per la Francia.
Chi è l’oligarca ucraino rimasto ferito nell’esplosione
Secondo i servizi segreti ucraini, Vadim Ermolaev, l’oligarca ucraino che nel 2021 ha preso la cittadinanza cipriota, farebbe parte del “Battaglione Monaco”, il gruppo di oligarchi, politici e miliardari ucraini fuggiti dopo lo scoppio della guerra e rifugiatisi nel Principato di Monaco e in Costa Azzurra. L’uomo ha comunque continuato a fare affari in Ucraina e ha portato avanti la costruzione di un complesso immobiliare a Dnipro, inaugurando, nello stesso anno, la più grande centrale termica a biomassa del Paese.

Nel 2023 l’uomo è stato indagato in un vasto caso di riciclaggio di denaro tra Estonia e Ucraina e a partire da dicembre era stato colpito dalle sanzioni del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky a seguito della decisione del multimilionario di continuare le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, un territorio sotto occupazione russa. Il sospetto del governo ucraino era che l’oligarca avesse legami proprio con la Russia.
Al momento non si hanno notizie di minacce giunte a Ermolaev o alla sua famiglia.
Il sospettato e le ricerche
Nella tarda serata di ieri le forze dell’ordine hanno avviato la ricerca di un uomo, indicato dai testimoni presenti sul luogo dell’esplosione come persona sospetta. Dopo aver lasciato uno zaino in strada, l’individuo si sarebbe dato alla fuga. Indossava una maglietta scura, un cappellino dello stesso colore, una borsa a tracolla e un paio di scarpe da ginnastica bianche.
L’uomo è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza di Beausoleil, comune francese al confine con il Principato di Monaco. Un’immagine estratta dai filmati ha iniziato rapidamente a circolare sui social network e sui principali siti di informazione. Secondo le prime ricostruzioni, la polizia monegasca avrebbe perso le sue tracce in un vicolo cieco.

Le autorità del Principato sono ora al lavoro in stretto coordinamento con le forze dell’ordine francesi e le ricerche sono riprese fin dalle prime ore di questa mattina. A confermarlo sono fonti vicine al ministro dell’Interno francese, Laurent Nunez: «È stata avviata un’operazione di polizia per trovare il responsabile, che è ancora a piede libero».
Parallelamente sono state aperte due indagini. La prima è coordinata nel Principato di Monaco dalla polizia giudiziaria della Pubblica Sicurezza, con il supporto della polizia tecnica e scientifica. La seconda è stata avviata in Francia, come confermato dal procuratore di Nizza.