Medici a gettone: lo stop in Lombardia e nel resto d’Italia

Stop definitivo ai “medici a gettone”, ossia medici e personale specializzato impiegato dalle strutture pubbliche tramite cooperative contrattualizzate. La decisione è stata presa dalla giunta regionale della Lombardia e sancisce la fine dell’era dei cosiddetti “gettonisti”, medici assunti da coop e impiegati per coprire i turni vacanti, pagati tre volte di più rispetto a un operatore del pubblico. I gettonisti resteranno a disposizione fino alla fine naturale del contratto, ma non saranno possibili rinnovi.

La delibera proposta da Bertolaso

Una decisione voluta specialmente dall’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, la cui delibera è stata approvata e resa immediatamente esecutiva dalla giunta. «Mi verrebbe da dire ‘un atto dovuto’, un provvedimento che va a riequilibrare un modello iniquo. Credo che sia un doveroso segno di rispetto verso tutto il personale che lavora negli ospedali con gli stipendi che purtroppo ben conosciamo» spiega Bertolaso, che sui gettonisti aggiunge «O vanno tutti in Arabia Saudita e in Norvegia o se vogliono restare devono cominciare a rivedere le loro priorità».

I medici gettonisti: chi sono e quanto guadagnano

La carenza di organico nei pronto soccorso e nelle sale operatorie viene sopperito tramite i medici assunti da cooperative contrattualizzate dalle strutture pubbliche. I cosiddetti gettonisti sono generalmente neolaureati, pensionati, liberi professionisti. Oppure medici che stremati da turni scomodi e insoddisfatti della retribuzione hanno scelto una tipologia di lavoro più flessibile e remunerativa. Molti “gettonisti”, infatti, si sono licenziati dalla struttura pubblica per poi farvi rientro attraverso le cooperative; hanno quindi potuto godere una paga più alta e della possibilità di rifiutare i turni “scomodi”.

La retribuzione di un gettonista (per turno di 12 ore) varia dai 700 ai 900 euro per un medico di pronto soccorso, dai 1200 ai 1800 euro per un medico anestesista, e dai 780 ai 1200 euro per un medico di altri reparti. Retribuzioni che variano dai 60 ai 150 euro all’ora, oltre tre volte superiori rispetto quella di un collega del pubblico.

Chi coprirà i turni

I turni vacanti verranno coperti da personale preso in prestito da altre strutture sanitarie pubbliche, o da liberi professionisti assunti tramite procedure regionali centralizzate. Inoltre è stata fissata in 80 euro lordi l’ora la massima retribuzione per le prestazioni di anestesisti e medici di pronto soccorso in libera professione, e 40 euro per le altre figure mediche.

L’esternalizzazione del personale delle strutture sanitarie pubbliche è cosa nota da tempo. Si tratta di un fenomeno che oltre a far lievitare la spesa pubblica mina la salute dei pazienti. Spesso, infatti, i medici delle cooperative, chiamati a copertura di turni vacanti, svolgerebbero prestazioni non di loro competenza e nelle quali non hanno specializzazione.

 

A cura di Tommaso Ponzi

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