«Devo la mia vita a Baricco»

Un’inchiesta condotta da tre gruppi di giornalisti praticanti del Master in Giornalismo dell’Università IULM ha sondato la notorietà dello scrittore Alessandro Baricco presso gli studenti del polo accademico milanese. L’incontro con gli alunni, per lo più di facoltà umanistiche, ha portato alla luce informazioni interessanti in merito alla conoscenza di un personaggio di spicco all’interno della contemporaneità culturale. Le interviste, effettuate nei bar e nelle mense dell’Università nei primi giorni di marzo, hanno configurato un caleidoscopio di voci diverse, frutto di esperienze disparate e di variegati approcci alla letteratura e non solo.

Gruppo 1

Scrittore, conduttore televisivo e radiofonico, sceneggiatore e fondatore della Scuola Holden. Alessandro Baricco è una delle personalità che più ha segnato il panorama culturale italiano degli ultimi trent’anni. Eppure, nominare l’autore di Novecento in un bar dell’Università IULM di Milano non è sempre scontato. Se per alcuni i suoi libri sono cosa nota, per altri il nome Baricco è quello di uno sconosciuto.

«Devo la mia vita a Baricco». Così Irene, studentessa al terzo anno di Comunicazione Media e Pubblicità, risponde di getto alla domanda “Conosci Baricco?”. Nella sua risposta, un grande affetto per questo scrittore: «I miei genitori hanno iniziato a frequentarsi parlando di Oceano Mare, si sono innamorati e poco dopo sono nata io». La ragazza racconta di aver letto lo stesso libro a distanza di anni, ma di aver apprezzato di più Novecento. Aggiunge poi di non essere a conoscenza della sua malattia, nonostante lo segua sui social. Poco più avanti, Francesca, sua compagna di corso, alla stessa domanda, abbassa lo sguardo quasi imbarazzata. Dopo risponde: «Non so chi sia o cosa sia». L’amica la fulmina.

Studenti dell’Università IULM di Milano conversano all’esterno di uno degli edifici del polo accademico

Seduta vicino a loro, Elisa, al terzo anno del corso di Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, beve il caffè al bar di Iulm 1. «Conosco Baricco, ho letto Seta al liceo e mi è piaciuto moltissimo». Alla domanda sulla malattia resta scioccata: «Non sapevo che avesse la leucemia».

Al caffè letterario le risposte sono invece univoche. I tre intervistati conoscono Baricco, hanno letto almeno un suo libro e sono a conoscenza della sua malattia. «Io sono di Torino, sarebbe strano se non lo conoscessi» afferma Elena, una ragazza prossima alla laurea magistrale. «Conosco anche il figlio, vale?» aggiunge sorridendo, quasi fosse un quiz a punti. Nata nel 1994, stesso anno in cui Baricco fonda la scuola di Holden nel capoluogo piemontese, Elena ricorda la prima volta che l’ha visto di persona. «È stato ospite al nostro liceo, quando per l’occasione abbiamo letto Novecento».

Tra i presenti è la sola ad averlo incontrato, ma ancora per poco. La compagna di corso Roberta, infatti, parteciperà all’incontro con l’autore fissato per lunedì 18 al Teatro Parenti. «Abel l’ho letto in due giorni. Appena ho saputo che ci sarebbe stata la presentazione a Milano, ho preso il biglietto».

Di parere discordante Stefano, il più giovane fra i tre. «Lo conosco grazie alla mia ex fidanzata, ma non mi è piaciuto in particolar modo». Poi, timidamente, ammette: «Forse non lo apprezzo perché lo associo a lei».

Tra gli studenti di Interpretariato e Comunicazione, Ludovica afferma di non conoscere lo scrittore. Tantomeno di aver letto uno dei suoi libri. Martina, al contrario, dice a gran voce che Baricco è il suo autore preferito: «Adoro la sua scrittura. Novecento è uno dei libri che più ho amato leggere».

Anna, invece, studentessa al secondo anno della Magistrale in Marketing, Consumi e Comunicazione, afferma: «So chi è. Nella mia libreria ho Oceano Mare, ma, onestamente, l’ho solo sfogliato. Era molto famoso su Tumblr nel 2015 dove comparivano sue citazioni in ogni post. Non sapevo, però, della sua malattia».

Fuori dal Residence IULM, un gruppo di amiche sta fumando. Alla domanda «Conoscete Alessandro Baricco?» rispondono sgranando gli occhi. Si guardano tra di loro, cercando di fare mente locale. Ma no, non ne hanno mai sentito parlare. Incalzate dalle domande riguardo ai suoi libri, le sue presenze televisive e la malattia, qualcosa sembra smuoversi. Falso allarme. «Ah, ma non è quello di Sanremo?», risponde una delle ragazze, pensando probabilmente a Giovanni Allevi. Si inserisce subito l’amica: «No, no. Mi sa che è quello che è venuto la settimana scorsa in auditorium per parlare».

Le ragazze ammettono la loro ignoranza sull’argomento, ma affermano di esserne incuriosite: «Se scrive cose interessanti, perché non informarsi?»

Al termine della giornata universitaria, alcuni ragazzi lasciano l’edificio e sono diretti verso la metro di Romolo. Uno di loro, alla domanda: «Conosci Baricco?», risponde con aria di disappunto di “non conoscere nessuno”. Lancia uno sguardo scocciato, accelera il passo e sparisce nella folla.

Il tentativo successivo si rivela, invece, un gran successo. Vincenzo racconta di aver letto Oceano Mare, un libro che lo ha segnato a tal punto da riconsiderare le sue scelte universitarie. «Ricordo i personaggi descritti, i loro tormenti e mi affascinavano moltissimo. Ho seriamente pensato di cambiare facoltà ed iscrivermi a psicologia». Un pensiero che evidentemente lo ha tormentato per poco, perché ad oggi frequenta il secondo anno di Comunicazione Media e Pubblicità.

Infine, Alessandro risponde di conoscere Baricco e di aver regalato un suo libro al fratello sedicenne con l’obiettivo creare spunti in merito all’educazione emotiva. «Quando ha raggiunto l’età giusta per comprenderne il messaggio, ho regalato a mio fratello L’arte di essere fragili. Si parla di Leopardi come il poeta eternamente infelice. Ma quel tipo di fragilità può essere anche un punto di forza”. Una risposta convincente, se non fosse che l’autore di questo libro non è Baricco.

Gruppo 2

A 20 persone è stata posta la domanda: “Chi è Alessandro Baricco?”. E di queste 20 persone, soltanto in tre hanno saputo rispondere. Risposte affannate, che appena finivano nello specifico, venivano quasi improvvisate. Perché dall’indagine sembra emergere una sola verità: per la maggior parte dei ragazzi, dai 20 ai 25 anni, Baricco è uno sconosciuto. L’autore torinese di capolavori come Seta e Novecento, da cui è tratto anche un film, non sembra aver fatto breccia nel cuore dei giovani.

L’intellettuale, ospite alla trasmissione di Fabio FazioChe Tempo Che Fa” a febbraio 2024, aveva parlato della malattia che lo affligge da quasi due anni, una leucemia cronica. Ma nemmeno facendo riferimento alla malattia i ragazzi hanno saputo dire chi fosse lo scrittore. E ciò significa che non solo non leggono Baricco, ma probabilmente non guardano nemmeno la televisione.

Dopo i primi otto no, finalmente arriva il primo sì da un ragazzo a metà della fila della mensa. Una risposta che risolleva il morale, ma lo abbassa nuovamente quando ammette di conoscere solo l’ultimo libro: Abel. Avanzando nella fila, altre cinque risposte negative. Poi la tredicesima persona stupisce. La ragazza in questione, Alessandra di 24 anni, non soltanto sa chi è Alessandro Baricco, ma ha anche letto diversi romanzi. E fra questi, quello a cui è più affezionata è “Castelli di Rabbia”. Ma poi alla domanda: “Sai della malattia di Baricco?”.

Studenti dell’Università IULM seguono una lezione in aula

La faccia di Alessandra si stranisce, comincia giocare con una ciocca dei suoi capelli neri e confessa: “Non avevo idea che fosse malato, scusate devo andare”. Fine dell’entusiasmo. Ma l’Università IULM ospita 7.695 studenti. Quindi l’indagine poteva, e doveva, continuare. Il diciottesimo intervistato è Roberto, di 22 anni. Lui sa chi è Baricco, sa della malattia e ha letto i suoi libri.  “Probabilmente Oceano mare è l’opera a cui sono più affezionato, ma anche Seta mi è piaciuto”. Roberto ha, poi, deciso di spingersi oltre, raccontandoci anche della diatriba di Baricco intorno al Nobel dato a Bob Dylan nel 2016.

C’è chi sa, e chi non sa. Ma un aspetto singolare è che, anche quando i ragazzi ammettevano di non conoscere Baricco, nessuno di loro era interessato a sapere chi fosse.

Gruppo 3

Chiedere agli studenti dell’Università IULM chi sia Alessandro Baricco è come fare una ricerca per parole chiave: si prova prima solo con #Baricco, poi si aggiunge il nome di battesimo, si prosegue con #ScuolaHolden, poi l’indizio dei #libri, fino a cedere ai titoli: #Novecento, #Seta, #OceanoMare e così via. Il risultato – desolante – però è sempre lo stesso: facce perplesse, stranite, sorrisi imbarazzati. Qualcuno pensa che, presentandoci noi come giornalisti, Baricco sia un giornalista a sua volta, un esponente della categoria che vale la pena conoscere per qualche motivo, ma che può restare serenamente oscuro ai non addetti ai lavori. Altri, forse più attenti all’attualità del periodo, azzardano che sia uno sportivo, un tennista forse. E chissà che tra i vari Sinner, Musetti, Arnaldi e Darderi, non ci sia anche un Baricco della racchetta.

Il piccolo sondaggio effettuato passeggiando nell’area “Our food” dell’edificio Iulm 6 è un calvario di ignoranza. La stragrande maggioranza della popolazione intervistata – e parliamo di percentuali molto simili a quelle che alle elezioni di domenica hanno premiato Putin nelle regioni occupate –  non conosce Baricco.

Due studenti dello IULM parlano in uno degli spazi all’aperto dell’Università milanese

Ragazzi iscritti a corsi misteriosi, celati dietro acronimi a tre o quattro lettere (Cpr, Cirp (?), …), strabuzzano gli occhi non appena viene posta loro la domanda “Ciao, per caso tu sai chi sia Baricco?”. Un quesito apparentemente innocuo, in grado però di mettere in dialogo, per qualche decina di secondi, degli studenti qualsiasi con gli inquisitori del Master affianco. Gli argomenti sono quelli citati sopra. Il saluto, invece, è un imbarazzato “Non preoccupatevi, è per un lavoro che stiamo facendo”.

Più fortunato, invece, il sondaggio nel giardino Iulm. Sedute sui gradini di fronte al tunnel di fiori, due ragazze stanno mangiando la schiscietta. Sono due studentesse di un corso di laurea magistrale e alla domanda “conoscete Baricco?” hanno risposto di sì. Un colpo di fortuna. La prima dice che si chiama come lei ma al maschile e che ha riscritto l’Iliade, ma non ha letto i suoi libri. Chiediamo se conosce la Holden, o la malattia che sta combattendo.

A entrambe le domande la risposta è no. La ragazza accanto si infila nella discussione: “Io lo conosco, lo seguo da un po’, si è ammalato della stessa malattia di mia madre”. Ci spiega che ha letto Oceano Mare e qualche suo saggio. “Conosco anche la Holden, per un periodo ho pensato di iscrivermi a un corso di scrittura”. E conclude “So che ha già affrontato un secondo trapianto di midollo, spero che possa farcela e vincere la leucemia. In questo Paese c’è bisogno di personalità come la sua”. Alla Iulm c’è ancora qualche speranza.

 

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