L’odissea dei controlli a Malpensa: il video virale dell’influencer italo-cinese

“Benvenuti in Italia” verrebbe da pensare guardando l’esperienza che i turisti delle aree extra-Schengen devono affrontare una volta atterrati all’aeroporto di Milano Malpensa. A confermarlo è l’italo-cinese Liu Marino, attivo sui social con quasi 10mila follower, il cui video-denuncia ha raggiunto in breve tempo centinaia di migliaia di visualizzazioni. “Mamma mia non venite a Milano, figuriamoci per le Olimpiadi” esordisce nel video e tutto il resto è un rapido declino.

Tre ore di coda e il caos dei bagagli

Il volo di Marino è atterrato a Malpensa alle 7:22 e alle 7:40 era già in coda per il controllo passaporti. Quella che descrive è stata “la fila più lunga della sua vita”: oltre tremila persone stipate con soli tre sportelli aperti. Dopo tre ore di attesa tra il caldo, l’impossibilità di andare in bagno o di mangiare e bere, la situazione è degenerata con persone che passavano davanti a tutti pur di finire l’attesa.

 

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Una volta superati i controlli, è iniziata una vera e propria caccia al tesoro per i bagagli: i numeri dei nastri non erano più presenti e le valigie erano ammassate per tutta la sala. Marino sottolinea inoltre l’anomalia tutta italiana del pagamento di due euro per il noleggio dei carrelli, un costo mai riscontrato in altri aeroporti. Tra controlli all’uscita e un’altra ora di fila per lo shuttle (scelto per evitare i costi elevati di taxi e Malpensa Express), l’esperienza totale è durata 5 ore. “I turisti in coda già decidono di non tornare più”, denuncia Liu  ricordando che mancano solo 20 giorni alle Olimpiadi.

La risposta di Milanairports: il nuovo sistema EES

La replica di Milanairports è arrivata via Instagram il 14 gennaio. Nella nota, la società si scusa per il disagio ma spiega che dal 12 ottobre è attivo il nuovo Entry/Exit System (EES) introdotto dall’Unione Europea. Questo sistema rende le procedure per i passeggeri extra-Schengen molto più lunghe e complesse, una criticità che sta colpendo tutti i principali scali europei secondo ACI Europe. SEA ha inoltre evidenziato che la Polizia di Frontiera sta gestendo questo cambio di normativa senza un rafforzamento degli organici, pur ribadendo l’impegno costante a collaborare con le istituzioni per migliorare la gestione dei flussi.

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