“La custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Ruota attorno a questo principio cardine la prima enciclica firmata e promulgata da papa Leone XIV. A poco più di un anno dal suo insediamento il Pontefice il 15 maggio 2026, esattamente 135 anni dalla firma della Rerum Novarum di Leone XIII, ha posto l’attenzione sul ruolo delle nuove tecnologie, in particolare all’AI con il suo immenso potenziale. Particolare importanza è stata data alla necessità di sviluppare una consapevolezza profonda, unita a una grande responsabilità e al discernimento necessario per il corretto orientamento di questi strumenti, affinché possano produrre effettivi benefici per l’umanità. Il testo ufficiale sarà presentato l’ormai prossimo 25 maggio 2026 nell’Aula del Sinodo, segnando un momento storico: per la prima volta, infatti, il Papa presenzierà di persona alla presentazione di una enciclica.
Cos’è un’enciclica
Come da definizione l’enciclica è una lettera apostolica indirizzata dal papa ai vescovi di tutto il mondo o a quelli di una sola regione, su argomenti riguardanti dottrina cattolica, particolari situazioni religiose o sociali. Il nome, che significa semplicemente “circolare”, fu adottato ufficialmente da Benedetto XIV che nel 1740 intitolò la prima lettera del suo pontificato Epistola encyclica (et commonitoria). La differenza con altre lettere pontificie risiede nel carattere generalmente dottrinario e per certi requisiti formali: di solito sono indirizzate “ai venerabili fratelli patriarchi, primati, arcivescovi e vescovi e altri ordinari di luoghi aventi pace e comunione con la Sede apostolica” e “a tutti gli uomini di buona volontà”; segue di regola il nome del papa con le parole: “venerabili fratelli, salute e benedizione apostolica”, quindi il testo della lettera, con le cui prime due o tre parole si designano comunemente le singole encicliche.
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Sebbene nel tempo molte fondamentali formulazioni dottrinarie siano state affidate al mezzo dell’enciclica, sono stati soprattutto gli ultimi pontefici, a partire da Pio XII (autore di 44 encicliche) a essersene serviti per offrire ai fedeli un punto di riferimento nelle più importanti questioni teologiche, filosofiche, economiche e sociali dibattute in seno alla Chiesa e alla società.
Nel solco della Rerum Novarum

L’intenzione che emerge forte e chiara da parte di Prevost è quella di porre al centro la dignità delle persone in un passaggio storico segnato da un’influenza sempre crescente di tecnologie digitali e intelligenza artificiale. In particolare dunque papa Leone XIV, ha compiuto una scelta di nome importante, e rendendo importanza al Leone che lo ha preceduto (XIII) ha adottato a pieno un richiamo con l’operato del suo predecessore. Un papa considerato molto vicino ai lavoratori e alle politiche sociali, come fece con la sua celebre enciclica Rerum Novarum, una vera e propria svolta nella chiesa cattolica più aperta a porsi come guida internazionale per affrontare le sfide della modernità: tutto questo esattamente 135 anni prima della firma di Magnifica Humanitas.
Una scelta che appare tutto fuorché casuale, quella di firmare la prima enciclica in occasione dell’anniversario, e un parallelismo con le trasformazioni del mondo del lavoro e dell’economia alla fine del XIX secolo e i cambiamenti in atto oggi, in cui l’intelligenza artificiale ridefinisce processi produttivi, relazioni sociali e persino le dinamiche del sapere è bene aspettare.
Rischi e opportunità dell’evoluzione tecnologica

Magnifica humanitas si preannuncia come un monito che non esclude nessun lato della medaglia: una profonda riflessione non solo sui rischi, ma anche sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie con la ferma consapevolezza però che ogni sviluppo tecnico deve restare ordinato al bene integrale della persona. Per il Pontefice, infatti, custodire i volti e le voci significa in ultima istanza custodire noi stessi, mentre invece ci sono da tempo molteplici evidenze del fatto che algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social media – redditizio per le piattaforme – premiano emozioni rapide e penalizzano invece espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprendere e la riflessione. Con questo testo la Chiesa punta a facilitare la collaborazione e lo scambio anche all’interno delle sue stesse istituzioni, promuovendo politiche d’uso dell’AI che sappiano mettere al riparo l’umanità da una potenziale deriva algoritmica.
La presentazione di Magnifica Humanitas
Oltre alla straordinaria presenza del Santo Padre, dato che non era mai successo che un pontefice presenziasse alla presentazione di un’enciclica, secondo il bollettino ufficiale diffuso dalla Sala stampa vaticana interverranno autorevoli esperti del settore religioso e scientifico. Tra i relatori figurano il Card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e il Card. Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Accanto a loro ci saranno la Prof.ssa Anna Rowlands, docente di Teologia politica ed etica teologica delle migrazioni umane presso la Durham University, e la Prof.ssa Leocadie Lushombo, docente di Pensiero sociale cattolico alla Santa Clara University in California.
Poi l’intervento di Christopher Olah, co-fondatore della nota azienda di intelligenza artificiale Anthropic e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dei sistemi di calcolo avanzati. L’evento vedrà le conclusioni del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, e solo infine si terrà l’atteso discorso con la solenne benedizione di Papa Leone XIV. Per l’occasione, la Libreria Editrice Vaticana ha già diffuso in anteprima la copertina del documento, che mostra un profilo del Papa con le mani giunte in preghiera.