“L’Atleta” di Lisippo, Getty fa appello per non restituirlo all’Italia

 

Il Getty Museum di Los Angeles ha contestato la sentenza della Corte di Strasburgo che il 02 maggio aveva sancito l’appartenenza de “L’Atleta di Lisippo all’Italia.

La diatriba

«Pensiamo che la proprietà da parte del Getty da oltre 50 anni di un’opera d’arte che non è stata creata da un artista italiano, né è stata trovata in territorio italiano, sia giusta, etica e in linea con la legge americana e il diritto internazionale».

Il museo californiano è pronto a dare battaglia per tenere l’Atleta di Lisippo. Il Getty ribadisce la sua posizione, secondo la quale, essendo di origine greca ed essendo pescata in acque internazionali, la statua non sarebbe mai stata parte del patrimonio italiano.

Il punto rimanda a una sentenza della Corte di Cassazione che sanciva la mancanza di prove per giudicare l’appartenenza dell’opera d’arte a Roma. La Cassazione ribaltò la posizione  nel 2018, quando i giudici stabilirono che la statua fu portata sulla terra ferma da un peschereccio italiano e venduta in maniera illegale. Proprio per questo motivo, il museo americano scelse di adire la Corte di Strasburgo che, però, lo scorso giovedì, ha ribadito la scelta e sancito che la statua deve tornare in Italia.

Ora, la palla passa alla Corte europea per i Diritti umani. Il tribunale dovrà scegliere se accogliere il ricorso oppure no. In caso l’Italia ne uscisse nuovamente vincitrice, la causa dovrà essere presa in carico dal dipartimento della giustizia e difesa in un tribunale californiano. A complicare il quadro, il fatto che le sentenze della Corte sono vincolanti per tutti gli Stati membri ma non per gli USA, lasciando aperti tutti gli scenari.

Le altre opere clandestine del Getty

La Testa da una statua di un giovane

La diatriba con l’Italia  non è l’unica che ha coinvolto il museo californiano. Alla fine di aprile, Getty è stato condannato a dover restituire un’antica testa di bronzo di una scultura alla Turchia.  L’indagine è stata condotta dal procuratore del distretto di Manhattan e ha stabilito che fu trafugata negli Anni ’60.

Si tratta della Testa da una statua di un giovane, una testa di bronzo datata tra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C. L’opera d’arte è parte della collezione americana dal 1971. Quell’anno  fu venduta al museo da Nicolas Koutoulakis. Si tratta di un noto rivenditore di opere d’arte che è stato associato alla vendita illegale di molte opere trovate nella regione.

In particolare, la testa del bronzo fu trovata nel sito archeologico di Bubon in Turchia sud occidentale, dove fu trafugata dopo alcuni scavi illegali e venne poi acquistata nel 1971 per 90.000 $, equivalenti a quasi 700.000 di oggi. Dopo cinquanta anni la statua tornerà ad Ankara.

Il caso di Orfeo e le Sirene

Già avevamo parlato di Orfeo e le Sirene, gruppo scultoreo risalente al 350-300 a.C, che aveva fatto rientro in Italia nel settembre 2022. Il capolavoro di terracotta, rinvenuto in uno scavo di Taranto negli anni Settanta, era poi finito clandestinamente nella collezione del Getty Museum di Los Angeles. Anche in questo caso la restituzione aveva ottenuto il via libera del museo. Dopo gli accertamenti condotti dai Carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale, dalla Procura di Taranto e dalle autorità giudiziarie americane.

Il Museo dell’Arte Salvata

Prima di tornare a Taranto, Orfeo e le Sirene ha fatto tappa a Roma, presso il neonato Museo dell’Arte Salvata. Parte del Museo Nazionale Romano, il Museo dell’Arte Salvata nasce nel 2022 per ospitare temporaneamente tutte le opere d’arte trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente e poi, finalmente, riportate a casa. Un luogo dove dare il benvenuto ai capolavori ritrovati, tra cui si spera, un giorno, di poter annoverare anche L’atleta di Lisippo.

Zeus in trono

Un’altra opera finita al centro degli scandali con il Getty Museum è “Zeus in Trono”. Il museo americano acquistò la statua in maniera poco chiara nel 1992. La statua, dopo essere finita in un giro di ricettatori, fu acquistata in circostanze poco chiare nel dal museo americano nel 1992. Dopo un’analisi del 2012 è stato però possibile stabilire la sua provenienza italiana. A risolvere la questione fu il ritrovamento di un frammento di marmo ritrovato a Bacoli, in provincia di Napoli. In quel caso Getty fu collaborativo e la statua tornò in Italia nel 2017 ed è ancora oggi visitabile al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Ettore Saladini

Laureato in Relazioni Internazionali e Sicurezza alla LUISS di Roma con un semestre in Israele alla Reichman University (Tel Aviv). Mi interesso di politica internazionale, terrorismo, politica interna e cultura. Nel mio Gotha ci sono gli Strokes, Calcutta, Martin Eden, Tondelli, Moshe Dayan, Jung e Wes Anderson. In futuro mi vedo come giornalista televisivo.

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