Per chi vorrà sentire Sal Da Vinci e la sua Sarà per sempre sì ancora un po’ l’attesa è finalmente finita: inizia ufficialmente l’Eurovision Song Contest 2026. Il cantante napoletano, reduce dal trionfo dell’ultimo Festival di Sanremo, è pronto a rappresentare l’Italia in Europa con la sua energia dal sapore inconfondibilmente neomelodico. Questa sera, 12 maggio 2026, su Rai 2 sarà possibile assistere alla prima semifinale dove si esibiranno i primi paesi in gara con l’Italia protagonista assoluta delle aspettative della vigilia, in un percorso che ci accompagnerà fino alla finalissima di sabato 16 maggio. Sul palco della Wiener Stadthalle di Vienna lo show della musica e le spettacolari esibizioni dei paesi europei stanno per avere inizio.
IL MECCANISMO DELLA GARA
La 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest entra nel vivo con le due fasi eliminatorie chiamate semifinali, in programma la prima questa sera e la seconda giovedì 14 maggio. Durante questa fase tutti i 35 paesi avranno modo di esibirsi con il proprio brano in gara, rispettando però regole ben precise che differiscono da quelle di Sanremo, specialmente in termini di durata massima del brano, linguaggio e contenuti scenici. Durante queste serate hanno modo di presentarsi al pubblico anche le cosiddette Big Four, ovvero Italia, Germania, Francia, Inghilterra a cui si aggiunge l’Austria in quanto paese ospitante di questa edizione.
Sebbene queste nazioni siano già di diritto ammesse alla finale di sabato, la loro presenza nelle semifinali serve a presentare i brani al pubblico europeo. Per tutti gli altri, invece, la sfida è serratissima: ci sono solo venti posti disponibili per la finale e i paesi non garantiti dovranno lottare voto su voto per aggiudicarsi la possibilità di esibirsi nell’ultima serata.
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I PROTAGONISTI
La rosa dei partecipanti di quest’anno è quanto mai variegata e vede sfidarsi artisti dai generi più disparati. Tra i nomi che vedremo sul palco spiccano Alis per l’Albania con “Nân”, l’Armenia rappresentata da Simòn con “Paloma Rumba” e l’Australia che schiera la celebre Delta Goodrem con “Eclipse”. L’Austria padrona di casa punta su Cosmó e la sua “Tanzschein”, mentre l’Azerbaigian propone Jiva. Proseguendo nella lista troviamo il Belgio con Essyla, la Bulgaria con Dara, Cipro con Antigoni e la Croazia che schiera Lelek. Anche il Nord Europa si fa sentire con la Danimarca di Soren Torpegaard Lund, l’Estonia delle Vanilla Ninja, la Finlandia di Linda Lampenius & Pete Parkkonen e la Svezia di Felicia.
La Francia risponde con Monroe, la Germania con Sarah Engels e il Regno Unito con l’originale proposta di Look Mum No Computer. Non mancano poi la Georgia, la Grecia di Akylas, Israele con Noam Bettan, e ancora Lettonia, Lituania, il ritorno del Lussemburgo con Eva Marija, Malta con Aidan, la Moldavia di Satoshi e il Montenegro di Tamara Zivkovic. A completare il quadro ci sono la Norvegia, la Polonia di Alicja, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Romania, la Serbia, la Svizzera di Veronica Fusaro, l’Ucraina e l’immancabile Senhit che per San Marino si esibirà nientemeno che con la leggenda Boy George.
IL FENOMENO SAL DA VINCI
Il nostro Sal Da Vinci guida attualmente la classifica delle canzoni con più stream su Spotify, vantando ben oltre 25 milioni di riproduzioni, anche se la storia recente dell’Eurovision insegna che nelle ultime tre edizioni il primato digitale non ha sempre coinciso con la vittoria finale. Con oltre 2 milioni di ascoltatori mensili, Sal stacca nettamente la maggior parte dei colleghi europei, confermando un interesse sempre crescente.
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Dopo le prime prove sul palco, emerge chiaramente che l’Italia ha deciso di puntare tutto sul racconto e sull’emozione, anziché osare con ledwall iper-tecnologici o concept digitali estremi. Non si cerca lo shock visivo tipico di certe esibizioni nordeuropee, ma una narrazione basata sull’amore, sulla teatralità e su immagini familiari. Proprio per questa sua autenticità, Sal risulta il più amato sui social e il favorito assoluto per i bookmakers. Quello che vedremo in scena dovrebbe essere un vero e proprio matrimonio all’italiana: un mix fra charme mediterraneo e quell’estetica definita come “Italian wedding core”, fatta di fuochi d’artificio, lampadari e scenografie barocche che richiamano le atmosfere del Castello delle Cerimonie tanto amate all’estero.
LE POLEMICHE E I BOICOTTAGGI
Nonostante la festa della musica, l’edizione 2026 è segnata da forti tensioni politiche. A decidere di boicottare la manifestazione sono state nazioni come Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi, che hanno annunciato il ritiro o forme di protesta drastiche in seguito alla decisione dell’EBU di non escludere Israele dalla gara. Le modalità di protesta variano: la Spagna, pur essendo tra i principali finanziatori, ha deciso di non trasmettere la finale, mandando in onda una serata musicale alternativa. L’Irlanda trasmetterà un film d’animazione al posto della gara, mentre la Slovenia dedicherà la programmazione a contenuti sulla situazione in Palestina. Paesi Bassi e Islanda, pur non partecipando attivamente con un cantante, continueranno a trasmettere l’evento tramite la tv pubblica, mantenendo però una posizione di forte critica verso l’organizzazione.
COME SEGUIRE E VOTARE LA GARA
Le serate in quel di Vienna saranno condotte dalla showgirl Victoria Swarovski e dall’attore Michael Ostrowski, volti popolarissimi in Austria. Per quanto riguarda l’Italia, il commento in diretta su Rai 2 per le semifinali e su Rai 1 per la finalissima sarà affidato alla coppia formata da Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi. Il regolamento prevede che ogni paese sia associato a un codice numerico per il televoto. Il pubblico potrà esprimere la propria preferenza tramite l’app ufficiale dell’Eurovision Song Contest, il sito web o attraverso il telefono fisso e cellulare, per un massimo di 5 voti. Il peso del voto popolare sarà decisivo, contando per il 50,7% del risultato finale, a cui si aggiungerà il restante 49,3% decretato dalle giurie nazionali. L’attesa è alle stelle e chissà se per l’Italia possa essere, di nuovo “Per sempre sì”.