Crolla la passerella ciclopedonale sull’Adda ancora prima dell’inaugurazione

Un forte boato, avvertito distintamente fino alle abitazioni di Maccastorna e Crotta d’Adda, ha segnato una brutta sorpresa della zona sul fiume Adda a cavallo tra le province di Lodi e Cremona. Il 13 febbraio, la nuova passerella ciclo-pedonale che avrebbe dovuto unire le due sponde del fiume è collassata, finendo ripiegata su sé stessa nelle acque sottostanti. Un’opera imponente, costata 4 milioni di euro finanziati da Regione Lombardia, che oggi giace come un gigante ferito nel letto del fiume, prima ancora di aver potuto accogliere il suo primo ciclista.

Nella mattinata del 16 febbraio un altro pezzo della passerella ciclabile del ponte sarebbe crollato. Il nuovo cedimento ha interessato la porzione più vicina a Crotta. I tecnici dell’Aipo sono sul posto, per compiere compiere ulteriori accertamenti. Il sindaco del paese, Sebastiano Baroni, chiede che venga rivalutato l’intero progetto.

Un collaudo finito male

L’aspetto più paradossale della vicenda è che la struttura era intonsa: i materiali, nuovi di zecca, erano stati maneggiati esclusivamente dagli operatori del cantiere. La passerella, agganciata alla Provinciale 196, non era ancora stata inaugurata e si trovava proprio nella delicata fase di collaudo.

Dalla tarda mattinata di venerdì, i Vigili del Fuoco di Lodi, supportati dai sommozzatori, hanno scandagliato il tratto di fiume interessato. La priorità assoluta è stata verificare l’assenza di persone coinvolte, un timore fortunatamente smentito dopo ore di controlli. Resta però l’inquietudine per un disastro sfiorato: se il cedimento fosse avvenuto durante un’inaugurazione affollata, il bilancio sarebbe stato tragico.

Sicurezza e indagini: il punto del Sindaco

Sul luogo del disastro è intervenuto prontamente il sindaco di Maccastorna, Fabrizio Santantonio, che ha seguito da vicino le operazioni di messa in sicurezza. Il primo cittadino ha espresso sollievo per l’incolumità pubblica, confermando che il vicino ponte stradale non ha subito danni strutturali e resta regolarmente transitabile. «È positivo che non ci siano state conseguenze per il traffico veicolare — ha dichiarato Santantonio — ma ora è fondamentale capire le cause. Ci relazioneremo con Aipo per accertare le responsabilità e valutare i tempi di ripristino. Questa infrastruttura ha un significato considerevole per la nostra comunità».

Il futuro incerto di un asse strategico

Il crollo rappresenta un duro colpo non solo per l’economia locale, ma per l’intera mobilità sostenibile del Nord Italia. La passerella è infatti un tassello chiave della Ciclovia Vento, la dorsale cicloturistica progettata per collegare Torino a Venezia seguendo il corso del Po e dei suoi affluenti. Le aspettative per questo progetto strategico erano altissime e il danno, oltre che economico, è d’immagine e di tempo. Nelle prossime ore i periti cercheranno di stabilire se il cedimento sia dovuto a un errore di calcolo, a un difetto dei materiali o a problemi durante l’assemblaggio, mentre il territorio resta in attesa di capire quando questo “ponte verso il futuro” potrà finalmente essere ricostruito.

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