Spagna, la destra conquista le regioni: il tramonto del socialismo di Sanchez?

La Spagna potrebbe spostarsi verso destra? È questa la domanda che aleggia nella penisola iberica a un anno dalle prossime elezioni, che potrebbero non vedere più il premier socialista Pedro Sanchez alla Moncloa. Tra batoste elettorali in quattro regioni e lo scandalo per  presunti reati di organizzazione criminale dell’ex presidente Zapatero, il Paese potrebbe subire un cambiamento politico.

In Andalusia

Dal 2018 la Spagna è guidata dal Partito Socialista (PSOE) con Pedro Sanchez, rappresentando così uno degli ultimi governi di sinistra tra gli Stati maggiori dell’Unione Europea. Il quadro europeo, infatti, tende verso destra con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi e il cancelliere conservatore Friedrich Merz a Berlino. In Spagna, domenica 17 maggio l’Andalusia si è recata alle urne per il rinnovo del parlamento locale e la nomina del presidente del governo autonomo. Il territorio è una delle comunità autonome più importanti del Paese, nonché la più popolosa con 9 milioni di abitanti e città dal grande peso turistico come Siviglia, Malaga, Cordoba e Granada. Inoltre, l’Andalusia rappresenta uno specchio politico dell’intero Stato: spesso i partiti che ottengono più seggi a livello locale sono poi quelli che riescono a ottenere una maggioranza nelle successive elezioni politiche. Per questo il risultato di domenica ha fatto allarmare la Moncloa. A vincere è stato il Partito Popolare di centrodestra con il 41% e 53 seggi, seguito dal Partito Sociali con il 23% e 28 seggi. A destare stupore è stato l’aumento dei voti per la formazione di estrema destra Vox, con il 14% dei voti e 15 seggi.

Il PSOE e il PP
Il presidente del PP Juanma Moreno

I dati da sottolineare però sono almeno tre. Innanzitutto, si tratta del peggior risultato mai registrato in Andalusia per il Partito Socialista, che dal 1982 guidava la regione con oltre il 50% dei voti. Il declino è iniziato nel 2018, quando il Partito Popolare ha preso il controllo con una coalizione di destra. Da quell’anno la regione è stata guidata dal PP con il presidente Juanma Moreno, che nel 2022 aveva registrato il più grande risultato nella regione, ottenendo da solo la maggioranza. In queste elezioni, invece, ha ottenuto 53 seggi, due in meno di quelli necessari per la maggioranza assoluta in autonomia. Il risultato costringe Moreno a cercare un alleato esterno, che non può essere né la sinistra radicale né il Partito Socialista. L’unica alternativa possibile, quindi, è guardare al partito di estrema destra Vox: così il PP raggiungerebbe la maggioranza dei seggi al parlamento regionale e potrebbe dare la fiducia a un nuovo governo regionale. Pur prevedendo tale risultato, durante la campagna elettorale Moreno si è mostrato moderato, senza ipotizzare una possibile alleanza con Vox. Il suo intento era quello di non propendere verso un estremismo, pensando così di assicurarsi il voto degli elettori centristi.

L’estrema destra

Il terzo dato fondamentale da evidenziare è proprio l’ascesa di Vox. Il partito, fondato nel 2013 da Santiago Abascal, ha costruito il suo messaggio su immigrazione, unità nazionale e lotta agli sprechi pubblici, temi a lungo ignorati dagli altri partiti. Con una base elettorale di under 35 anni, Vox si avvicina al PSOE e supera il PP nei sondaggi, un segnale che il partito non è più solo un fenomeno da elettori tradizionali. In Andalusia il Partito ha preso il 14% e 15 seggi, aumentando la propria base elettorale rispetto alle elezioni del 2022. Un lato di forza del partito durante il periodo pre-elezioni è stato focalizzarsi sulla “priorità nazionale”, ovvero le misure per favorire i cittadini nati in Spagna nell’accesso ai servizi pubblici e di assistenza sociale. Un punto mai nominato dal PP, che si è mostrato più volte contrario alla disposizione, ma che potrebbe essere fondamentale per una futura alleanza in nome della maggioranza regionale.

I risultati delle elezioni in Andalusia
La tendenza spagnola

Il voto in Andalusia rappresenta una tendenza del Paese che vede da un lato il calo del PSOE e dall’altro la crescita dell’estrema destra. Inoltre, una possibile coalizione tra Popolari e Vox non è una novità per la Spagna. Anzi la Comunità andalusa sarebbe la quarta regione guidata da una giunta del genere dopo Estremadura, Aragona e Castiglia e Leon. La prima sconfitta di Sanchez è stata in Estremadura lo scorso dicembre. La regione storicamente di sinistra ha fatto un cambio di rotta: il Partito Popolare ha ottenuto il 43% dei voti con 29 seggi, mentre i PSOE è passato dal 40% del 2023 al 26%, perdendo 10 dei 28 seggi nel parlamento regionale. In rimonta invece Vox, che ha raggiunto 11 seggi, il doppio rispetto alle elezioni precedenti. Nonostante il risultato dei Popolari, per il Partito non è stato possibile raggiungere la maggioranza assoluta, attestato a 33 seggi. Per questo è stato necessario creare un’alleanza con Vox. Insieme la giunta ha ottenuto il 60%. Le elezioni in Estremadura hanno dato il primo segnale dall’allarme della crisi che il governo di Sanchez sta attraversando dall’inizio del caso di corruzione nel Partito e la crescente impopolarità.

Aragona e Castiglia e Leon

Un secondo scossone per la Moncloa è arrivato a febbraio con il voto regionale in Aragona. I Popolari hanno vinto con 26 seggi, in leggero calo, mentre i Socialisti sono arrivati solo a 18, il peggior risultato nella regione. Vox ha raddoppiato i propri seggi passando da 7 a 14, un segnale decisivo per il Paese. PP ed estrema destra, alleandosi, hanno raggiunto così il 52% dei voti. Infine, l’ultima sconfitta per Sanchez è stata a marzo in Castiglia e León, in cui la destra governa dal 1987. Le elezioni anche in questo caso hanno decretato la vittoria del Partito Popolare con il 35% e 33 seggi. Vox ha raggiunto il risultato storico del 18,9% con 14 seggi, mentre i Socialisti hanno ottenuto il 30,8% con 28 seggi, due in meno rispetto a quelli del 2022. Per i Popolari è stato essenziale il supporto di Vox, creando un blocco di destra che ha raggiunto l’exploit del 54%.

I risultati delle elezioni in Aragona
A livello nazionale

Il quadro che emerge dalle elezioni regionali trova conferma nei sondaggi nazionali. Le elezioni presidenziali si terranno nel 2027, ma secondo le ultime rilevazioni, il PP è in testa al 31,2%, il PSOE al 28,7% e Vox in forte crescita al 17,7%. Soprattutto, se si votasse oggi, PP e Vox insieme otterrebbero circa 190 seggi sui 350 del Congresso, conquistando la maggioranza assoluta. Sanchez ha intanto escluso elezioni anticipate e ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi nel 2027, ma la sua coalizione appare sempre più in affanno.

Lo scandalo di Zapatero
L’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero

E mentre la Moncloa a guida socialista potrebbe cambiare nel 2027, il PSOE ha subito un ulteriore scossone dal passato. L’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero è stato indagato per i presunti reati di organizzazione criminale, traffico di influenze e falso documentale in merito al salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra Líneas Aéreas dopo il Covid. Nel 2021 Madrid aiuto con un investimento di 53 milioni di euro la compagnia con il fondo statale Sepi, Sociedad Estatal de Participaciones Industriales, volto a sostenere aziende colpite dalla pandemia.

Secondo i giudici, Zapatero sarebbe legato alla società di consulenza Analisis Relevante di Julio Martínez Martínez, imprenditore e socio dell’ex premier, che proprio per questa vicinanza avrebbe beneficiato dei flussi finanziari successivi al salvataggio. Zapatero è così accusato di aver usato i fondi per riciclare denaro. Lo scandalo contribuisce a erodere la fiducia nell’esecutivo socialista, già sotto pressione per le frizioni interne e una comunicazione che fatica a contenere i danni.

Michela De Marchi Giusto

La cicogna ha sorvolato Buenos Aires e Madrid prima di lasciarmi a Busto Arsizio. Racconto ciò che mi circonda da quando ho imparato a tenere una penna in mano. Mi occupo di esteri perché il mondo è troppo grande per una lingua sola. Scrivo per il quotidiano La Prealpina e ho collaborato con l'agenzia MiaNews

No Comments Yet

Leave a Reply