Martedì 12 aprile sono stati comunicati i nomi degli artisti che entreranno nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2026. L’annunciò è avvenuto per il terzo anno di fila durante il programma American Idol, mentre la cerimonia ufficiale si terrà il 14 novembre al Peacock Theatre di Los Angeles. Si può dire che sia l’anno della British Invasion, è la prima volta nella storia che 6 degli 8 artisti indotti provengono dal Regno Unito. Gli unici 2 statunitensi sono Luther Vandross e il Wu Tang Clan
Nomination e particolarità del 2026
Per essere eleggibili, gli artisti devono avere pubblicato il loro primo progetto discografico da almeno 25 anni. Spetta poi a una giuria di 1200 artisti e membri dell’industria discografica valutare il loro impatto nel mondo della musica. Agli esperti si aggiunge il voto dei fan. Questo però non ha una rilevanza effettiva, funge più da strumento per orientare la decisione dei giudici.
Quest’anno è evidente la volontà di celebrare il ruolo cardine che gli artisti Britannici hanno avuto nel plasmare la storia della musica fino a oggi. Nel farlo non si poteva prescindere dal riconoscere la centralità della città di Manchester. Infatti, dopo anni di indignazione dei fan più accaniti, gli Oasis finalmente compaiono nella lista degli indotti. Sono affiancati dai loro compaesani mancunian Joy Division e New Order. I due progetti faranno il loro ingresso come nome unico, una soluzione adottata solo altre due volte nei 40 anni della Rock and Roll Hall of Fame. Il motivo è che i New Order nascono dalle ceneri dei Joy Division dopo la scomparsa del frontman Ian Curtis nel 1980, pertanto i membri che vi militano sono gli stessi.

Con Billy Idol si apre una serie di monumenti della musica britannica degli anni ’80. Gli Iron Maiden, band simbolo dell’Heavy Metal, entreranno dopo essere stati nominati e poi scartati nel sia nel 2021 che nel 2023. A chiudere il trio d’eccezione c’è Phil Collins, già nella Hall of Fame dal 2010 con i Genesis. Introdurlo anche da solista è senz’altro un bel modo per onorare una carriera con più di 150milioni di dischi venduti nel mondo.
Sade, nota per hit come Smooth Operator, è invece la prima donna nera britannica a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame.
La vecchia polemica
Le nomination della Rock and Roll Hall of Fame hanno sempre alimentato il dibattito. Si va dalle proteste dei fan per l’esclusione dei loro artisti preferiti fino all’intramontabile scontro su cosa sia definibile “rock”. Negli ultimi 20 anni, la Hall of Fame ha assunto una linea volta a celebrare la musica in ogni sua declinazione. Questo ha portato diverse volte all’esclusione di miti del rock and roll a favore dei grandi del Pop o di altri generi. È una polemica che dura da anni e non ha smosso solo i puristi che guardano dal divano, ma anche gli stessi artisti.
RNR hall of fame is for WANKERS
— Liam Gallagher (@liamgallagher) February 12, 2025
In particolare, due dei grandi nomi di quest’anno non hanno mai nutrito troppa simpatia nei confronti della Rock and Roll Hall of Fame. Liam Gallagher, su Twitter, aveva detto che «La Rock and Roll Hall of Fame è da c…», mentre Bruce Dickinson degli Iron Maiden aveva detto che non ci sarebbe andato «neanche morto». Dopo l’annuncio di martedì 12 aprile, Gallagher è intervenuto con la sua solita ironia pungente. Ha detto che la Hall of Fame era il suo sogno da quando cantava nella doccia da piccolo e che, all’epoca del post su Twitter, stava solo applicando la psicologia inversa per farsi scegliere. Ora in molti attendono la cerimonia del 14 novembre per vedere se lui e Dickinson si presenteranno oppure no.