Orcel sale al 42% di Commerzbank, ma diserta l’assemblea di Francoforte

Mentre in Germania si discute sulla proposta di acquisizione di Unicredit, la banca di piazza Gae Aulenti è arrivata a detenere il 42% di Commerzbank – anche con strumenti indiretti. Si avvicina così al 50% più un’azione necessaria per il controllo totale della seconda banca tedesca. È quanto emerge dal report di Mediobanca che ha calcolato l’effetto del buyback delle azioni 2025 dell’istituto italiano. Oggi, 20 maggio, si terrà l’assemblea degli azionisti di Commerz, dove però non sarà presente Unicredit.

Il capitale in cassa

Il gruppo guidato da Andrea Orcel detiene quasi il 27% del capitale e dei diritti di voto. A questi si aggiunge un 3,22% tramite derivati con opzione fisica di consegna delle azioni e un ulteriore – questo il dato in crescita rispetto al passato – 10,70% di derivati regolati per cassa. Unicredit è, quindi, ora potenzialmente in controllo del 42% del capitale della banca di Francoforte, a un passo dal 50% + 1 per il controllo assoluto. Secondo gli analisti di piazzetta Cuccia la possibilità di ottenere il controllo con l’attuale offerta di scambio «è in aumento».

Le tensioni con i tedeschi

Solo questa settimana il consiglio di amministrazione di Commerz aveva bocciato l’offerta di Unicredit perché «troppo vaga» e «con notevoli rischi». Secondo i tedeschi, gli italiani «sottostimano in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvalutano le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico». Una nota che ha accresciuto le tensioni tra i due istituti, già molto alte sin dall’inizio dell’operazione. L’assenza all’assemblea degli azionisti a Francoforte è proprio per evitare uno scontro. La partecipazione inoltre metterebbe il primo azionista in una posizione difficile: un voto contrario al bilancio – in positivo – sarebbe difficile da giustificare, ma un voto favorevole sarebbe incoerente con le critiche mosse alla strategia dell’istituto.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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