MONDIALI, ECCO CRISTIANO RONALDO: IL PORTOGALLO SCHIANTA 5-0 L’UZBEKISTAN. L’INGHILTERRA FRENA COL GHANA

Come diceva Carlo Ancelotti quando sedeva sulla panchina del Real Madrid: «C’è solo un calciatore più pericoloso di Ronaldo: è Ronaldo che non ha segnato nella partita precedente». Non ci potrebbe essere frase più azzeccata dopo la doppietta con cui CR7 si è scrollato di dosso tutte le critiche ricevute negli ultimi tre giorni. Il fuoriclasse di Madeira ha dimostrato ancora una volta a tutti quanto si sbagliassero. Due gol che vanno ad arricchire il già blasonatissimo curriculum della leggenda portoghese. I lusitani, ormai quasi certi della qualificazione, si giocheranno il primo posto del girone contro la Colombia, pena un sorteggio durissimo ai sedicesimi di finale. Se il Portogallo dovesse pareggiare o perdere, gli incroci possibili sarebbero con la Spagna, la Francia o l’Inghilterra.

E proprio per i Three Lions invece è arrivato il primo passo falso contro il Ghana (0-0). Una partita lenta e frammentata dai molti falli della difesa ghanese. La nazionale di Carlos Queiroz ha impostato la partita con un baricentro basso, con l’obiettivo di stroncare sul nascere le sortite delle ali inglesi. La difesa ha poi costruito una gabbia a tre uomini su Kane, che non ha lasciato respiro all’attaccante del Bayern Monaco. Dopo l’ottima prestazione contro la Croazia, per la squadra di Tuchel arriva un piccolo stop. Non dovrebbe però essere un problema: all’ultima partita che chiuderà i gironi gli inglesi affronteranno Panama. Manca poco e ci siamo, finalmente i Mondiali entrano nella fase calda.

YO ESTOY AQUI, SIUUUUUMM!!!

Mancava solo una stella nella costellazione di questo Mondiale. E dove se non nella terra della Lone Star, il Texas — dove a pochi chilometri si trova la sede della NASA —, Cristiano Ronaldo poteva scegliere di atterrare. Doppietta, dito che gira lento nell’aria poi puntato a terra, il salto e poi l’urlo dei 70.000 tifosi dell’NRG Stadium: «Siuuuumm!!!». Due reti che ammutoliscono ogni critica e rilanciano le ambizioni del portoghese nella rincorsa al primo titolo mondiale della sua carriera leggendaria.

La partita contro l’Uzbekistan è l’ennesima di un record breaker che non vuole saperne di fermarsi. A 41 anni, 4 mesi e 19 giorni, Ronaldo è il primo marcatore della storia ad andare a segno in sei edizioni diverse dei Mondiali, il più anziano a mettere a segno una doppietta. Nessuno come lui, nemmeno l’eterno rivale Messi. C’è un numero che ritorna in questo ennesimo traguardo di Cristiano: il 17. Diciassette come il primo numero di maglia indossato con la casacca nazionale. Ma soprattutto, diciassette come i minuti in cui CR7 ha messo in mostra tutte le sue qualità: finalizzatore letale, leader e uomo squadra.

Già, proprio l’egoista Ronaldo. Il Portogallo conquista una punizione dal limite. Nella zona del pallone si mette subito Cristiano, un po’ più defilato Nuno Mendes. Tutti si aspettano che sia il numero 7 a calciare: parte la sua rincorsa ma a pochi millimetri dalla sfera finge il tiro. Il calcio piazzato lo batte il terzino del Paris Saint-Germain, che coglie di sorpresa il portiere uzbeko e insacca la rete del 2-0. Chi aspettava l’ennesima occasione per accusare il capitano del Portogallo di essere poco altruista, e di rappresentare un ostacolo per la sua squadra, ha dovuto ricredersi.

CONFRONTO A DISTANZA

È con lo stesso carisma che il campione portoghese ha aperto la strada alla sua doppietta, portando il risultato sul 3-0. Con una mezzaluna alle spalle di Ashurmatov taglia fuori la difesa avversaria e indica a Bruno Fernandes dove vuole il pallone: sulla corsa. Una volta davanti al portiere, Ronaldo non si fa pregare due volte e chiude l’azione con un diagonale chirurgico sul secondo palo. Al termine della partita Cristiano si presenta nell’area mista con quell’aria di sfida tipica di chi è pronto a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Quando un giornalista gli chiede di Messi, passa oltre: «Non mi interessa, prossima domanda». E quando il giornalista successivo prende la parola, il portoghese lo fulmina: «Fai attenzione a quello che vuoi chiedermi».

CR7 non ne vuole sapere del confronto a distanza con la Pulce. Ma nell’eterno tango che ha dominato il calcio moderno non può che essere il destino a mettersi di mezzo. La distanza tra il primo e l’ultimo gol ai Mondiali di entrambi? 20 anni e 11 giorni. Cristiano può gelare i microfoni e voltare le spalle al confronto, ma non può sfuggire a questa simmetria spietata e poetica. Due poli opposti: talento e allenamento, passione e ossessione, inevitabilmente destinati a scontrarsi. Ronaldo ora è a quota 10 goal ai Mondiali, infranto anche il record di Eusebio. Ora manca solo la coppa, la più ambita.

INCIDENTE DI PERCORSO

Se in Texas la magia era sul rettangolo verde, a Boston la suggestione è andata in scena sugli spalti. Tra i tifosi ghanesi, un uomo si erge sulla balaustra: volto dipinto di bianco, abiti sciamanici, entrambe le mani protese verso il campo mentre soffia della polvere nell’aria. È Nana Kwaku Bonsam, lo stregone che alla vigilia aveva promesso ai media: «Sto lavorando per fermarlo». La domanda è: chi? Kane, ovviamente.

Perché l’Inghilterra contro la Croazia aveva convinto tutti, e invece si è arenata di fronte a un Ghana arcigno, compatto e votato al sacrificio. La nazionale di Carlos Queiroz ha rinunciato a qualsiasi velleità offensiva. Un piano che ha funzionato alla perfezione. Quando la difesa ghanese non bastava, ci pensavano i falli sistematici a spezzare il ritmo e la fluidità di un’Inghilterra che faticava a trovare soluzioni alternative.

La partita si è accesa sul finale, quando la pressione inglese è diventata irresistibile. O’Reilly ha trovato la traversa con un destro a giro che sembrava destinato al sette, e il bomber del Bayern ci ha messo la testa due volte senza riuscire a bucarla. La dea bendata, quella sera, aveva scelto da che parte stare. Forse aveva ascoltato lo stregone.

Uno 0-0 finale che sa di mezzo passo falso, ma che allo stesso tempo non compromette nulla: all’ultima giornata della fase a gironi gli inglesi se la vedranno con Panama, e il passaggio del turno rimane ampiamente alla portata. Ma Tuchel avrà qualcosa su cui riflettere: contro le squadre chiuse e ben organizzate, la sua Inghilterra stenta a trovare la chiave. Un problema da risolvere in fretta, perché nella fase a eliminazione diretta non ci sarà spazio per gli esperimenti.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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