Le tappe della scalata a Commerzbank: Unicredit raggiunge il 50% ma vuole la maggioranza assoluta

In piazza Gae Aulenti non ci si ferma. Dopo aver raggiunto l’obiettivo dell’Ops conclusa martedì 16, ora Andrea Orcel e management di Unicredit puntano già a raggiungere il 66% – la maggioranza qualificata – in Commerzbank. Solo pochi giorni fa la notizia che Unicredit ha nel suo portafoglio il 50% delle azioni della seconda banca tedesca. Un’acquisizione osteggiata dal governo e dall’istituto di Francoforte sin da quando l’operazione ha mosso i primi passi. Al momento il gruppo guidato da Orcel controlla il 39,18% delle azioni con diritto di voto – il 12,41% di queste ottenute grazie all’Ops che si è chiusa martedì 16 giugno. Una quota che però può salire fino al 50% se si considerano anche tutti i derivati e le opzioni che il banco ha in cassaforte. Unicredit ha quindi il controllo, ma non è ancora assoluto. Non c’è la garanzia di avere la maggioranza semplice alla prossima assemblea degli azionisti. E nemmeno la certezza di poter nominare un management legato all’istituto di piazza Gae Aulenti. Ma questa è solo l’ultima mossa in una partita a risiko iniziata ben due anni fa.

L’inizio nel 2024

È l’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle quando Unicredit acquista sul mercato il 9% delle azioni di Commerz, rilevandone una parte dalla collocazione della partecipazione del governo tedesco. Una scalata definita ostile dalla Cancelleria e che aveva portato Unicredit a diventare il secondo azionista, proprio dietro a Berlino. Il governo federale era entrato nell’azionariato del secondo gruppo tedesco dopo il bailout nel 2008-2009 con un salvataggio di 18,20 miliardi di euro. Una manovra volta a mantenere la stabilità dei mercati finanziari. Una volta raggiunta una buona situazione economica della banca il governo tedesco ha avviato un processo di uscita e di privatizzazione dell’istituto, anche per recuperare i fondi usati per il salvataggio. Un modello simile a quello adoperato anche in Italia per Monte dei Paschi.

Sempre a settembre Unicredit ha poi sottoscritto uno strumento finanziario per far salire la partecipazione al 21%. Allo stesso tempo si è chiesta alla Bce l’autorizzazione a superare il 10% del capitale e salire fino al 29,9%.

Si avvicina il controllo e aumenta l’opposizione tedesca

Con l’assenso della BCE a superare il 10% e anche dell’antitrust tedesco, in luglio Unicredit converte parte dei suoi derivati in azioni salendo al 20%, per poi in agosto arrivare al 26%. Avvicinandosi così a quota 30% che garantirebbe il controllo.

In parallelo alla crescita in Commerzbank della banca italiana, in Germania sono aumentati dubbi e dissenso. Le resistenze non sono arrivate solo dal fronte interno all’istituto, ma anche dal mondo politico e industriale. Sin dall’inizio la Ceo Bettina Orlopp ha respinto qualsiasi idea di fusione, sostenendo il piano del banco, forte anche del sostegno di sindacati e del governo federale.

Gli obiettivi di Unicredit

La scalata a Commerzbank è la principale scommessa strategica di Andrea Orcel. L’integrazione dei due istituti porterebbe alla creazione di uno dei gruppi bancari più importanti a livello europeo. Ma soprattutto darebbe vita – come scrive SDA Bocconi – a un gruppo paneuropeo, andando nella direzione auspicata dalla BCE di un mercato unico bancario europeo. Unicredit farebbe così parte di due realtà: quella italiana e quella tedesca, dove è presente sin dal 2005 con l’acquisto della banca Hypovereinsbank (HVB). Commerz ha anche una filiale polacca, mBank, con un grande focus sull’innovazione digitale e con filiali anche in Repubblica Ceca e Slovacchia. La combinazione dei due istituti genererebbe economie di scala, sinergie operative e maggiore competitività. Portando così maggiori benefici sia agli azionisti, che ai clienti.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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