Le vendite sui titoli tecnologici mettono sotto pressione le Borse di tutto il mondo. La correzione è partita lunedì scorso da Wall Street e si è poi estesa ai mercati asiatici ed europei.
A preoccupare gli investitori sono soprattutto i dubbi sulla capacità dell’intelligenza artificiale di generare profitti tali da giustificare gli enormi investimenti effettuati finora e le valutazioni molto elevate raggiunte dalle società del settore. Molti operatori si chiedono se la corsa all’AI non abbia ormai assunto i contorni di una bolla e se la grande quantità di risorse impiegate produrrà davvero i risultati attesi.
Il quadro
Tra i titoli più colpiti figurano i produttori di semiconduttori. Nvidia ha perso il 4%, mentre Micron Technology è scesa del 13%. A dare il via alle vendite era stato il tonfo di SpaceX, che dopo l’annuncio della sua prima maxi emissione obbligazionaria aveva lasciato sul terreno oltre il 16%. Nella seduta successiva, però, il titolo ha recuperato chiudendo in rialzo dello 0,9%, a pochi giorni dal debutto al Nasdaq con quella che si annuncia come la più grande quotazione della storia.
A spaventare gli investitori resta soprattutto l’enorme quantità di capitali necessaria per finanziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le vendite si sono così diffuse dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti. La Borsa più colpita è stata quella di Seul: l’indice Kospi ha perso il 10%, trascinato dai ribassi di SK Hynix e Samsung. Oggi i mercati asiatici mostrano comunque segnali di recupero.
L’Europa
Anche le Borse europee restano in difficoltà e si avviano a una terza seduta consecutiva in calo. Piazza Affari è stata la peggiore tra i principali listini del continente, con una perdita dell’1,46%, penalizzata soprattutto da StMicroelectronics (-8,4%) e Prysmian (-4,1%). Più volte la Banca centrale europea ha richiamato l’attenzione sui rischi legati all’eccessiva concentrazione dei mercati azionari su un numero limitato di grandi società tecnologiche.
A Wall Street il Nasdaq ha chiuso in calo del 2,2%, mentre lo S&P 500 ha perso l’1,43%. Sui mercati americani pesano anche i timori per una minore disponibilità di liquidità nel sistema finanziario.