Come i razzi che costruisce, così anche le sue azioni sono volate verticalmente fino a 160$. Al primo giorno di mercato i titoli di SpaceX hanno subito un’incredibile ascesa del 20%, come molti si aspettavano. Si è trattata della più grande Ipo della storia, superando abbondantemente il record precedente fatto registrare da Saudi Aramco. Settantacinque miliardi di dollari raccolti in una sola giornata di contrattazioni. E una valutazione di oltre duemila miliardi di dollari, che fa entrare la società spaziale nell’esclusivo club del trilione di dollari di valutazione.
Nei giorni scorsi si è parlato molto dell’ingresso in Borsa di SpaceX. Dall’iter ridotto a soli 15 giorni, rispetto ai 90 più consueti, al mantenimento del controllo assoluto da parte del suo fondatore – con la creazione di due classi di azioni con diversi diritti di voto. Fino alle accuse di demagogismo per aver riservato il 30% delle azioni ai piccoli investitori. La società guidata dall’eccentrico Elon Musk ha sicuramente un ampio margine di crescita in un settore che nel prossimo futuro potrà rivelarsi sempre più centrale nell’economia mondiale. Ma l’attuale valutazione è il frutto di fattori intangibili più che di dati certi e matematici.
I settori in cui lavora SpaceX

L’attività aziendale si divide in tre branche principali: spazio, connessione e intelligenza artificiale. La prima comprende i sistemi di lancio in orbita e di esplorazione: dal Falcon 9 alla gigantesca Spaceship, che dovrà portare l’uomo su Marte e portare – almeno nei progetti del tycoon – un milione di coloni sul pianeta rosso entro il 2050. La seconda divisione è quella dei Starlink e la più profittevole delle tre. L’ultima fa riferimento al business dell’IA.
I dubbi
È, però, osservando i numeri della società che iniziano a formarsi i primi dubbi. Nel 2025 il fatturato di SpaceX è stato poco inferiore ai 20 miliardi di dollari, con perdite che hanno raggiunto i 5 miliardi. La valutazione oltre il trilione è quindi difficile da giustificare matematicamente e si fonda in larga parte su scommesse difficili da provare e sulla figura eccentrica – ma va ammesso anche geniale nella sua capacità di rivoluzionare settori che apparivano legati alla tradizione – del suo Ceo.

È dalla nascita dell’economia digitale che il mercato ha iniziato a distaccarsi dalla dura matematica, per seguire invece figure carismatiche alla guida di aziende incapaci di creare utili, ma abili nel vendere un’immagine di innovazione e futuro valore. E anche in questo caso si conferma la formula: SpaceX ritiene che nel prossimo futuro il mercato spaziale e dell’intelligenza artificiale possa valere 30mila miliardi. Una cifra equivalente all’attuale Pil americano. La società poggia, comunque, su solide basi. Ha un’ottima qualità degli asset industriali, un elevatissimo know how, una posizione competitiva unica nel mercato e ambiziosi traguardi. Ma questi elementi non giustificano l’astronomica valutazione a duemila miliardi e secondo Morningstar, una stima più attendibile è intorno ai 780 miliardi di dollari.