La nuova tassa sui pacchi danneggia l’Italia: si pensa ad uno slittamento

Nemmeno un mese dalla sua introduzione e già si discute nel governo di rinviare la tassa di 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da aree extra Ue. Il nuovo dazio non sta portando i profitti prospettati dalla maggioranza. Anzi, come avevano avvisato le associazioni di settore, le grandi aziende di e-commerce come Shein, Temu e AliExpress hanno trovato percorsi alternativi per evitare il pagamento della tassa. La misura volta a limitare l’acquisto dalla Cina, si è invece trasformata in un boomerang che rischia di mettere in difficoltà il settore della logistica italiano.

Molti aggirano la tassa

L’Unione Europea ha già approvato una tassa di tre euro sui medesimi pacchi, che entrerà in vigore a luglio. Il governo italiano ha deciso di anticiparla per cercare di rimpiazzare la tassa sui dividendi finanziari, cancellatadalla legge di Bilancio dopo diverse contestazioni di alcuni politici della maggioranza. La speranza era che la tassa sui pacchi permettesse di raccogliere tra i 120 ei 240 milioni di euro mancanti.

Le società di e-commerce hanno però trovato uno stratagemma per evitare di pagare la nuova tassa: spedire in altri Paesi europei per poi portare i pacchi in Italia con tir e treni. Fino a luglio i dazi negli stati membri dell’Ue non saranno applicati e per il momento il sistema è più economico. Come ha affermato Confetra – confederazione italiana dei trasporti e della logistica -, «su un aereo con migliaia di pacchettini il costo può arrivare fino a 20mila euro in più rispetto allo scorso anno, mentre il trasporto via camion da un altro paese può costare circa tremila euro. Il mercato unico europeo permette di farlo senza limitazioni».

Le conseguenze per l’Italia e la proposta di FI

Le conseguenze sono pesanti: l’aeroporto di Malpensa, uno dei più importante scalo merci, ha perso oltre 30 voli cargo dall’inizio dell’anno. E i dati dell’Agenzia delle Dogane confermano le preoccupazioni delle associazioni di settore: nei primi 15 giorni del 2026 il traffico delle spedizioni sotto i 150 euro è calato di circa il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tutto questo sta portando ad una perdita di lavoro e di fatturato per le aziende della logistica italiane.

Visti problemi della tassa, il governo è al lavoro per sistemare in corsa l’errore. Forza Italia ha proposto un emendamento da inserire nel decreto Milleproroghe: uno slittamento al 1 luglio del tributo. Data in cui entrerà in vigore anche la tassa europea, sostanzialmente identica a quella italiana. In questo modo sarebbe impossibile per le società di e-commerce di aggirare la tassa.

No Comments Yet

Leave a Reply