La mummia col pallino per i greci: scoperti versi dell’Iliade in una tomba egizia

Scegliere di portarsi nell’aldilà una storia, un racconto, come i bambini che senza storia della buona notte non riescono a dormire. Gli antichi egizi, infatti, potrebbero aver utilizzato dei testi classici greci come orazioni funebri. È stato ritrovato un papiro che contiene dei versi dell’Iliade su una mummia risalente al quarto secolo a.C., nel sito archeologico di Al Bahnasa, l’antica Ossirinco, una delle principali città dell’Egitto antico. Si tratta della prima volta che un testo letterario greco compare in un corredo funebre di una mummia egizia.

Il Catalogo delle Navi

Ciò che rende eccezionale la scoperta non è solo l’antichità del reperto, ma la sua natura. Finora, infatti, i papiri rinvenuti in contesti di mummificazione contenevano esclusivamente testi magici o rituali. In questo caso invece i versi appartengono al secondo libro dell’Iliade, il Catalogo delle Navi. La famosa sezione in cui vengono elencati i contingenti dell’esercito acheo giunti a Troia dopo il rapimento di Elena da parte del principe troiano Paride.

Archeologi catalani e lingue d’oro

Lo scavo in cui è stata trovata la mummia con l’Iliade è stato condotto tra novembre e dicembre 2025 dalla Missione archeologica di Oxyrhynchus. Un progetto dell’università di Barcellona che lavora stabilmente nel sito di Al Bahnasa dal 1992. La mummia in questione si trovava nella tomba numero 65 del 22° settore. Nel sito i ricercatori hanno rinvenuto anche diverse mummie con ancora addosso una riproduzione della lingua in oro. Secondo la tradizione egizia questo era un modo per consentire ai morti di parlare, nonostante il degradamento del proprio corpo, e raccontare la propria vita al dio della morte, Osiride.

Un’élite grecizzata

Perché però inserire un testo omerico in una sepoltura e non normali preghiere e testi sacri? Gli studiosi ipotizzano diverse piste. Potrebbe trattarsi di un simbolo di status culturale, segno di appartenenza a un’élite istruita e grecizzata. Oppure di un oggetto con valore rituale, legato all’idea di memoria e immortalità. Non è un dettaglio secondario. Oxyrhynchus, già celebre per migliaia di papiri ritrovati, restituisce un testo scelto, conservato accanto al corpo.

Tra l’altro, il contesto della scoperta rafforza questa lettura. Accanto agli elementi dorati tipicamente egizi nel corredo funebre compaiono statue e simboli di matrice greco-romana. Il risultato è un mosaico culturale: religione egizia, letteratura greca, società romana. Un contesto di sincretismo culturale, tipico delle società elleniche del tempo.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

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