Da tre settimane non compare in pubblico e la sua assenza alimenta interrogativi in Russia. Elvira Nabiullina, governatrice della Banca centrale russa e figura chiave della politica economica del Cremlino, è in congedo per malattia e per questo ha rinunciato a partecipare al Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito le voci su una sua presunta scomparsa, invitando a non trasformare la vicenda in una teoria del complotto.
L’assenza che alimenta le speculazioni
Nabiullina avrebbe dovuto intervenire nel panel principale del Forum insieme a Maxim Oreshkin, consigliere economico della presidenza, al ministro delle Finanze Anton Siluanov e al ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov. Il suo nome era inizialmente inserito nel programma, ma è stato successivamente rimosso. L’ultima apparizione pubblica della governatrice risale alla fine di maggio. Da allora ha cancellato due importanti appuntamenti e non ha preso parte alla riunione presieduta da Vladimir Putin dedicata all’andamento dell’inflazione e ai tassi di interesse.
«Anche le persone si ammalano», ha dichiarato Peskov, respingendo le indiscrezioni sulla sorte della governatrice. Eppure la sua assenza continua a suscitare interrogativi, anche perché Nabiullina è stata bersaglio delle critiche di una parte dell’imprenditoria russa dopo la decisione di portare i tassi d’interesse al 21% nel 2024 per contrastare l’inflazione. Una stretta monetaria che ha contribuito al rallentamento della crescita economica, passata dal 4,9% del 2023 all’1% previsto per il 2025. Putin ha comunque assicurato che «la situazione economica è sotto controllo» e che il rallentamento dell’inflazione potrebbe consentire una futura riduzione del costo del denaro. Nabiullina, il cui terzo mandato scadrà nel giugno 2027, è attesa il 19 giugno alla conferenza stampa dedicata ai tagli dei tassi.

La donna che tiene in piedi l’economia russa
Prima donna alla guida della Banca centrale russa, Nabiullina ricopre l’incarico dal 2013, ma il suo rapporto con Putin risale agli inizi degli anni Duemila, quando venne nominata ministra dello Sviluppo economico. Da allora è considerata una delle collaboratrici più fidate del presidente russo e una delle principali artefici della tenuta dell’economia del Paese nonostante le sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione dell’Ucraina.
Economista riservata e poco incline alle dichiarazioni pubbliche, Nabiullina ha costruito negli anni un’aura quasi enigmatica. Analisti e osservatori seguono con attenzione perfino le spille appuntate sulle sue giacche – piccole case, nuvole, bicchieri o falchi – interpretandole come possibili segnali sulle future decisioni di politica monetaria. Nel 2015 la rivista Euromoney l’ha nominata migliore banchiera centrale del mondo, mentre The Banker l’ha premiata come banchiera dell’anno in Europa nel 2017. Sotto la sua guida, la Russia ha accumulato riserve valutarie record e, secondo molti analisti, proprio questa strategia ha consentito al Paese di attutire l’impatto delle sanzioni internazionali e di sostenere l’economia di guerra del Cremlino.