Il sogno di Cobolli si spegne al quinto set, al Roland Garros trionfa Zverev

“La vittoria appartiene ai più tenaci”, si legge sulle tribune del Philippe Chatrier. E Zverev lo è stato indubbiamente, nella finale vinta 6-1 al quinto contro Flavio Cobolli e soprattutto nella sua carriera. Ha saputo incassare colpi pesanti, impiegandoci un po’ a riprendersi senza però mai andare ko. Dopo tre finali slam perse e tante occasioni lasciate per strada, il tedesco corona il sogno di una vita e conquista il suo primo Slam in carriera. L’azzurro lascia Parigi senza titolo, ma da Top10 e tra gli applausi scroscianti.

Una partita thriller

Persino Alfred Hitchcock avrebbe faticato a scrivere un copione così avvincente per questa finale. Per Zverev è la quarta a livello slam, Cobolli è un esordiente e infatti impiega un set intero per cucirsi addosso l’abito elegante che l’occasione richiede. Dopo aver incassato un sonoro 6-1, l’azzurro si scioglie e comincia a giocare il suo tennis. Il tedesco cede la battuta nel settimo gioco e il tennista romano pareggia i conti con il punteggio di 6-4. La terza partita ha un peso specifico notevole e lo sanno entrambi, che giocano i propri turni di servizio con estrema attenzione. Sotto 5-4 Flavio commette un paio di errori di troppo e consegna il parziale al rivale. Sembra il game del ko, ma l’italiano trova la maniera di rigirare la partita.

Con il cuore, quello che indica più volte durante il match verso il suo angolo, più che con i colpi mette due volte la testa avanti, ma facendosi riprendere entrambe. Al tiebreak è comunque lui a giocare con più convinzione di Sasha, e il gran dritto con cui si regala un ultimo set è la fotografia di chi non intende mollare. Non senza aver lasciato tutto sul campo. Il quinto, però, scorre via velocemente: il teutonico ha più esperienza e maggiore energia e questa volta l’occasione è troppo ghiotta per farsela sfuggire. Alla quarta finale slam, Zverev conquista il suo primo major con lo score di 6-1; 4-6; 6-4; 6-7 (5); 6-1. Per Cobolli questo Roland Garros non si chiude con il titolo, ma con la consapevolezza di poter stare comodamente tra i grandi del tennis mondiale.

Una liberazione

Era il grande favorito dopo le uscite di Sinner e Djokovic e senza Alcaraz, è arrivato in fondo. In finale Zverev ha dovuto lottare nella sua testa con tutte quelle paure e quelle delusioni che aveva saputo mettere da parte fino all’ultimo atto. Le tre finali major perse, quella con Thiem allo US Open 2020 in particolare, il grave infortunio proprio su questo campo contro Nadal nel 2022 e il tempo che scorreva inesorabile, senza riuscire a togliere il numero 0 dalla casella “slam vinti”. Alla fine ne è uscito vincitore.

Il trionfo a Parigi è un coronamento alla perseveranza e alla costanza di un grande giocatore, che ha saputo accettare di guardarsi da una prospettiva differente. È arrivato sul tour giovanissimo con l’etichetta di predestinato, ma ha dovuto fare i conti con chi ha davvero preso l’eredità dei big three: Sinner e Alcaraz. Ha lavorato sodo, per cercare di essere al loro livello o di sfruttarne ogni incertezza. Questo era il suo momento e non se lo è lasciato sfuggire. E chissà che una volta tolto questo peso dalle spalle, non possa giocare con più leggerezza. Quella che poche volte ha accompagnato doti tennistiche e atletiche incredibili.

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Grazie, Flavio

Alzi la mano chi giovedì 28 maggio, giorno dell’eliminazione di Sinner, avrebbe scommesso su un italiano in finale al Roland Garros. Come volevasi dimostrare, nessuno. Ne abbiamo avuti tre ai quarti, due in semi e uno, Cobolli, arrivato a un solo set dal jackpot. Flavio lascia Parigi con un pizzico di amaro in bocca, perché quando arrivi a un passo dalla storia il rammarico ti accompagna negli spogliatoi, ma con il sorriso stampato in faccia.

Lo stesso che nella premiazione dice ai presenti nel suo box di voler vedere sui loro volti, anche se in realtà ci sono più lacrime. Da papà Stefano a Edoardo Bove, amico fraterno di Flavio. Non sono pianti di tristezza o delusione, ma emozioni che fuoriescono dopo due settimane incredibili vissute a pieno. Senza il nostro numero uno eravamo già pronti ad attendere passivamente fino a Wimbledon, Flavio aveva però piani differenti. Da lunedì 8 giugno l’azzurro sarà nella Top10 del ranking mondiale. Per i cuori dei tifosi, invece, non c’è una classifica, ma dopo questo torneo siamo sicuri che avrà un posto d’onore anche qui.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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