A Parigi fa caldissimo, governo (francese) ladro. Jannik Sinner accusa un malore ad un game dalla vittoria, avanti due set a zero e 5-1 nel terzo, e subisce la rimonta di Juan Manuel Cerundolo. L’azzurro onora il torneo e non si ritira, ma la partita non ha più storia. Il Roland Garros del numero uno del mondo finisce al secondo turno e si conferma un torneo maledetto.
A un passo dal traguardo
Sotto il sole cocente, sul Philippe-Chatrier va in scena una vera e propria mattanza. L’argentino, numero 56 del mondo, non ha alcuna freccia al suo arco per poter ferire l’azzurro. Sinner procede spedito portandosi in poco più di un’ora e mezza sul punteggio di 6-3; 6-2; 5-1 e la fine sembra una questione di istanti. Poi, il buio. L’azzurro comincia a ciondolare per il campo, sparacchiando fuori e in rete ogni colpo. Sul 5-4 e 0-40 si siede sulle balaustre a bordo campo e chiede l’intervento del fisioterapista. «Devo vomitare», gli dice prima di essere accompagnato negli spogliatoi. Al ritorno, però, il copione non cambia l’improvvisa piega assunta. In un amen perde il parziale con il punteggio di 7-5.
Da qui in avanti è un’agonia che si consuma lentamente, con un breve bagliore di miglioramento a inizio quarta partita. Ma è solo un battito di ciglia, prima di soccombere a quello che pare essere stato un malore fisico. Jannik lascia andare gli ultimi giochi con la speranza di ritrovare qualche energia al quinto, ma così non è. La palla corta con cui l’italiano si consegna a Cerundolo sul match point è la fotografia di tutta la sofferenza accumulata, troppo destabilizzante per consentirgli di competere a questo livello. Il sogno di completare il Grande Slam si interrompe bruscamente, nello shock generale del centrale parigino. L’anno scorso aveva fatto male, questa volta fa malissimo.
Mezzogiorno di fuoco a Parigi, dove Jannik Sinner, dominati due set con J.M. Cerundolo fino a servire per il match su 5-2 nel terzo, accusa un malore e crolla all’improvviso con il corpo e nel punteggio. Cerundolo Jr vince incredulo 3-6 2-6 7-5 6-1 6-1🤕
Dai match-point in… pic.twitter.com/JSdNRQrGcg
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) May 28, 2026
Ancora tu…Caldo
Le temperature sono provanti, lo sforzo fisico è enorme. Jannik, però, più di molti altri colleghi soffre questo caldo. Era successo in Australia contro Rune nel 2025, a Cincinnati lo scorso agosto in finale con l’amico-nemico Alcaraz e anche poco dopo a Shanghai, l’ultimo Master 1000 con un vincitore diverso dallo stesso Sinner. E adesso anche al Roland Garros, questa volta a un passo dalla vittoria.
I margini di miglioramento sono pochissimi, questo è uno di quelli. Per natura probabilmente non diventerà mai una lucertola al sole, ma potrà imparare a gestire meglio queste giornate. E da grande perfezionista, troverà sicuramente il modo di limitare questo tallone d’Achille che ai French Open 2026 paga con il prezzo di un’eliminazione precoce.

Tripla “R”
Riposare, resettare, ripartire. Tre parole d’ordine per proseguire una stagione fin qui comunque gloriosa. Il tempo per staccare prima di Wimbedon c’è e non potrà che aiutarlo ricaricare le pile, dopo 98 giorni consecutivi senza sconfitte e cinque Master 1000 messi in bacheca. Più complesso sarà invece metabolizzare questa delusione parigina, la seconda in due anni. Doveva essere l’anno del riscatto dopo quella finale stregata del 2025, ma il destino aveva piani diversi per lui. E a quello non si sfugge, anche se sei il tennista più forte del mondo.