Il nuovo soliloquio dopo la chiusura delle indagini. Cosa c’è a carico di Sempio e Stasi

Un nuovo soliloquio rafforza le accuse contro Andrea Sempio. «Quando sono andato io… il sangue c’era». È stato registrato da un’ambientale il 12 maggio 2025 a bordo della sua panda. «Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per inc… cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie».

Queste parole arrivano all’indomani della chiusura da parte della Procura di Pavia delle indagini sul delitto di Garlasco. Secondo i pm Chiara Poggi è stata uccisa da Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Marco. Solo il giorno prima, mercoledì 6 maggio, durante l’interrogatorio in Procura sono emerse altre parole, registrate il 14 aprile 2025, a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Ancora una volta Sempio si trovava in macchina. «Lei ha detto… “non ci voglio parlare con te”» disse imitando una voce femminile. E ancora: «Era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederci?”. Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura … con quel video e io ce l’ho… dentro la penna, va bene un cazzo».

Il delitto 19 anni fa

Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007 mentre si trovava da sola nella villetta di famiglia a Garlasco. I genitori Rita e Giuseppe, e il fratello Marco si trovavano in montagna. A dare l’allarme fu il suo fidanzato, Aberto Stasi, il bocconiano “dagli occhi di ghiaccio”. Il medico legale aveva collocato la morte di Chiara nella finestra temporale in cui Stasi non aveva un alibi, ovvero tra le 9,12 e le 9,35. Le nuove indagini supportate dalla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno invece spostato la morte in avanti: non prima delle 9,45 e non oltre le 11,15-12,15.

Nel 2015 per la Cassazione il colpevole è Stasi

Sul luogo del delitto furono rinvenute impronte di scarpe numero 42, lo stesso portato da Stasi. Inoltre lui ha sostenuto di avere attraversato di corsa la casa per cercare Chiara: ma sulle sue scarpe non vi erano tracce di sangue. Stasi sarebbe poi arrivato a casa Poggi e si sarebbe allontanato in bicicletta, ma i pedali non sono risultati compatibili. Come se fossero stati scambiati, secondo l’accusa.

Alberto Stasi fu per anni l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Ma fu assolto sia in primo grado nel 2009 sia in appello nel 2011. Tuttavia, la Cassazione annullò la sentenza e ordinò un nuovo processo di secondo grado: Stasi venne riconosciuto colpevole nella sentenza d’appello bis e condannato a 16 anni di reclusione. Nel 2015 la Corte Suprema di Cassazione confermò definitivamente la condanna. Ad oggi ha già scontato 11 anni di carcere.

Nel 2025 le indagini si riaprono: l’attenzione è su Sempio

Nel 2016 da indagini difensive per conto di Stasi è emerso il nome di Andrea Sempio: si ipotizzava la presenza del Dna di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi, ma la perizia venne ritenuta inaffidabile. Solo nel 2025 la perizia della dottoressa Denise Albani, ha stabilito che il Dna presente nelle unghie è comparabile ed è riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio: a quel punto Andrea è di nuovo indagato.

Delle perquisizioni a casa di Sempio portarono al rinvenimento di un appunto che recitava «VENDITTI GIP ARCHIVIA X 20. 30. € euro». La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo sostenendo che Venditti, l’ex procuratore di Pavia, avrebbe ricevuto dei soldi dai familiari Sempio per l’archiviazione dell’indagine. Oltre al dna, contro Sempio c’è la cosiddetta “traccia 33” un’impronta del palmo della mano mista a sudore e sangue trovata sulle scale dalla cantina.

Per i pm appartiene all’indagato per 15 minuzie dattiloscopiche. Le intercettazioni emerse in questi giorni per la procura sono state decise per formulare un’accusa: Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi. Sarà compito della Procura Generale di Milano fare chiarezza anche rispetto alla condanna di Alberto Stasi.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

No Comments Yet

Leave a Reply