Il Governo ha creato una task force contro le fake news sul Coronavirus

La decisione è stata comunicata dal Sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella lo scorso 3 aprile. L’Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news riguardanti l’emergenza Coronavirus su Web e Social Network sarà «un organismo molto snello, pensato per agire in maniera rapida ed agile, attraverso un lavoro di raccordo e confronto a distanza, come richiede l’emergenza in corso», ha dichiarato Martella.

A costituire la task force sono rappresentanti del Ministero della Salute, dell’AgCom, della Protezione Civile e di siti Web specializzati nel settore. Ne fanno parte anche diversi giornalisti esperti di debunking e fact checking. Riccardo Luna, giornalista ed editorialista di Repubblica, Francesco Piccinini, direttore di Fanpage.it, David Puente di Open, Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica.

All’interno della squadra scelta dal governo sono stati scelti alcuni docenti universitari esperti del settore. Ruben Razzante, professore di Diritto dell’Informazione alla Cattolica di Milano, Luisa Verdoliva, professoressa di Elaborazione dei segnali multimediali alla Federico II di Napoli e Fabiana Zollo, ricercatrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Coinvolta nel progetto anche il medico Roberta Villa, impegnata nel contrasto alle bufale nel campo della medicina. Sia i giornalisti che i professori parteciperanno all’Unità a titolo gratuito.

Le proteste dell’opposizione e le critiche all’iniziativa

«Questa task force avrà vari compiti: dall’analisi delle modalità e delle fonti che generano e diffondono le fake news, al coinvolgimento di cittadini ed utenti social per rafforzare la rete di individuazione, al lavoro di sensibilizzazione attraverso campagne di comunicazione». Gli obiettivi dell’organismo, annunciati dal Sottosegretario Martella, hanno provocato le polemiche di parte dell’opposizione. Particolarmente critica è stata Giorgia Meloni, leader di FdI, che in un post Facebook ha commentato: «Credo che si stiano limitando le libertà fondamentali e costituzionali con eccessiva disinvoltura».

Il Governo istituisce una sedicente “Task force anti Fake news” che avrà il compito di assicurarsi che sia diffusa solo…

Pubblicato da Giorgia Meloni su Domenica 5 aprile 2020

 

Nella sua controreplica, Martella ha ricordato come lo scopo dell’Unità di Monitoraggio sia di tutelare i cittadini dalle notizie false, che potrebbero indebolire la lotta al contagio.

Alcune perplessità in merito alla bontà dell’iniziativa sono state sollevate anche dalla Fondazione Einaudi, attraverso l’intervento dell’Avvocato Andrea Pruiti Ciarello, membro del CDA della Onlus. La task force contro le fake news persegue «un fine solo apparentemente utile che tuttavia apre scenari oscuri», si legge.

«In che modo opererà? Che poteri pretenderà di esercitare? Su quale base sarà stabilito quali sono le cattive informazioni da censure?» continua la nota dell’Avvocato Ciarello, che specifica anche come «Le notizie false, quando non raggiungono il rilievo penalistico di cui all’art. 656 c.p., non devono essere combattute da un’autorità statale».

La sospensione temporanea del FOIA

In questo contesto si inserisce anche la momentanea cessazione di alcuni servizi previsti dal Freedom of Information Act italiano del 2016. Il provvedimento è stato inserito nel decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020, nel quale si specifica che le Amministrazioni Pubbliche sospenderanno fino al 31 maggio 2020 le risposte alle richieste di accesso documentale, civico e civico generalizzato, che non presentano carattere di «indifferibilità e urgenza».

Con un comunicato del 27 marzo, il Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero per la Pubblica Amministrazione, ha inoltre previsto la sospensione delle richieste di accesso alle documentazioni fino al 15 aprile 2020.

«In una situazione come quella attuale, non possiamo pensare di sacrificare la trasparenza sull’altare dell’emergenza. I cittadini e i giornalisti che ci tengono informati ogni giorno devono poter esercitare l’accesso alle informazioni», ha commentato a tale proposito Laura Carrer, responsabile FOIA di Transparency Italia.

Francesco Puggioni

Marchigiano, 23 anni. Mi sono laureato in Scienze Politiche Sociali e Internazionali all’Alma Mater di Bologna, dove ho lasciato un pezzo di cuore. Ora a Milano, alla Scuola di Giornalismo IULM - Mediaset. Coltivo da sempre le mie più grandi passioni: la scrittura e la musica. Suono la batteria, mentre inseguo il sogno di poter essere giornalista. Scrivo per MasterX e per il sito multiTasca.

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