UN RECORD E UNA RIVALITÀ CHE SCOTTA

F1, KIMI ANTONELLI CALA IL POKER IN CANADA. QUARTA VITTORIA CONSECUTIVA PER IL PILOTA DELLA MERCEDES

Dodici mesi dopo il primo podio, stessa pista, storia riscritta: Andrea Kimi Antonelli conquista il quarto successo di fila in carriera e allunga a +43 su Russell nella corsa al Mondiale

«Non c’è due senza tre. Chissà che anche il quattro non venga da sé». Beh, Andrea Kimi Antonelli è stato di parola: il diciannovenne bolognese conquista anche il Gran Premio del Canada ed è sempre più leader solitario della classifica piloti (+43 punti sul compagno di squadra George Russell). Mai nessuno come lui. Sì, perché Kimi è il primo pilota a ottenere le prime quattro vittorie nella massima serie consecutivamente, il tutto a soli 19 anni.

UN CERCHIO CHE SI CHIUDE, L’INIZIO DI UN CICLO

Un anno fa, il battesimo. Oggi, la consacrazione. C’è qualcosa di quasi mistico nel modo in cui certi circuiti scelgono quasi elettivamente i loro eroi. Il Circuit Gilles Villeneuve non è una pista qualunque: è una cattedrale di asfalto che porta il nome di chi ha trasformato la velocità in poesia, un luogo dove i più grandi della Formula 1 hanno scritto alcune delle loro pagine più indelebili.

Era qui che, dodici mesi fa, un ragazzo di Bologna, allora diciottenne, si era affacciato per la prima volta sul podio. Il cuore che batteva forte, gli occhi che cercavano di memorizzare tutto, la consapevolezza di essere all’inizio di qualcosa di grande. Oggi, su quella stessa pista, Kimi Antonelli non cerca più il podio. Lo abita. Ha preso le sue cose, ha spostato i bagagli e ha messo la sua residenza permanente sul gradino più alto. Quattro vittorie consecutive. Quattro domeniche che silenziano chi ancora dubitava. E la quarta — non la più bella, ma certamente la più simbolica — è arrivata proprio qui, dove tutto era cominciato.

 

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Montreal non perdona i deboli. Lo sapeva Senna, lo sapeva Schumacher, lo sapeva Alonso. Questa pista non perdona, e non a caso il muretto dell’ultima curva è stato ribattezzato The Wall of Champions, perché lì anche i più grandi hanno pagato dazio per i loro errori. Sarà per la sua giovane età, ma ogni gran premio per AKA è una prova di maturità. Non quella anagrafica, però — quella Kimi l’ha già superata. Quella sportiva, quella mentale, quella che trasforma il talento di un diamante grezzo in un campione. Il terzo posto di un anno fa a Montreal gli ha dato il gusto della gloria. A trionfare quella volta era stato proprio il suo compagno di squadra, ora inesorabilmente rivale, George Russell.

Oggi il Canada gli ha confermato che quell’assaggio di gloria era solo l’inizio. Con la quarta vittoria consecutiva il nome di Andrea Kimi Antonelli è già di diritto nei libri di storia della Formula 1, ma quel ragazzo di Bologna non vuole smettere di sognare. Antonelli ha già smesso di bussare e di chiedere il permesso ai più grandi. Le porte del Mondiale e dell’Olimpo della classe regina ora sembrano spalancarsi davanti a lui.

STAR WARS

Sull’isola artificiale di Notre-Dame è successo finalmente anche quello che Toto Wolff non si sarebbe mai auspicato. Da quel 2016 che vide Rosberg e Hamilton suonarsele di santa ragione fino al famoso incidente di Barcellona, adesso il manager austriaco si ritrova a dover gestire una situazione altrettanto esplosiva. Nella sprint race di sabato Russell e Antonelli sono arrivati, dopo tante scaramucce extra-pista, al contatto. Il prequel di quella che molto probabilmente sarà la saga-evento della stagione.

Ingaggiati nella lotta per la leadership della gara corta, il diciannovenne italiano ha attaccato il compagno di squadra. Con un moto d’orgoglio Russell non si è fatto da parte, ha chiuso la traiettoria e ha spinto Antonelli sull’erba. Una lotta che si è consumata anche nel secondo settore della pista, tra le curve 6-7 e 8-9. Il risultato? Lo stesso: il britannico chiude la porta in faccia ad Antonelli che tenta la staccata, l’italiano arriva al bloccaggio e finisce lungo, fuori pista. Stavolta però ha anche perso una posizione in favore di Lewis Hamilton, che chiuderà la gara in seconda posizione. Subito il pilota italiano si è aperto via radio per esprimere il malcontento al muretto.

«Beh, se è così che si corre e che vogliamo correre… buono a sapersi», ha detto un indispettito AKA. Dopo essersi lamentato per un paio di giri, è stato lo stesso Toto Wolff ad aprirsi in cuffia e a redarguire il suo pilota: «Kimi, per favore pensa a guidare e smettila di lamentarti in radio», ha tuonato l’austriaco. Wolff è stato poi costretto a richiamare ancora una volta Antonelli al termine della sprint, quando il pilota ha ricominciato a lamentarsi con la squadra. «Kimi, adesso è la quarta volta che ne parliamo. Queste cose si discutono tra di noi, non via radio. Rientra ai box».

Le Guerre Stellari in casa Mercedes sono ufficialmente iniziate. Due piloti, una sola ambizione e nessuna voglia di cedere il passo. Il ritiro di Russell al giro 31 ha fatto il resto, spianando la strada ad Antonelli che ora ha quarantatré lunghezze di vantaggio in classifica mondiale. Un bottino costruito sulle macerie di una già preannunciata lotta interna. Toto Wolff, che nel 2016 aveva già vissuto la galassia Mercedes in guerra, sa meglio di chiunque come certe stelle, quando entrano in collisione, possono distruggere tutto. Stavolta però, in quella galassia lontana lontana, c’è un nuovo protagonista. Ha sì diciannove anni, ma non ha alcuna intenzione di interpretare la parte della comparsa.

Roberto Manella

Onnivoro di sport, ma i motori sono la mia scintilla. Non chiedetemi di scegliere: mi troverete sveglio alle tre del mattino per una pole o un quinto set. Se c'è competizione nell'aria, non importa l'orario, io ci sono. 🏎️ ⚽ 🎾 🎯 ⛷️

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