Costanzo Del Pinto: “Voglio trasmettere la forza di non arrendersi”

“Domande di notte, risposte ed emozioni fanno a botte, con l’anima che rompe, un’anima che è viva e non si arrende”. Risuona così il ritornello del nuovo singolo di Costanzo Del Pinto L’anima che rompe, un brano che racconta con sincerità il peso delle contraddizioni e la forza di non mollare. Il cantante si è avvicinato alla musica sin da bambino, prima suonando con gli amici e poi da solista, fino ad arrivare anche al pubblico internazionale. Nel 2013 accede alla fase serale del programma Amici di Maria De Filippi e nel 2016 esce il singolo «Vivi il momento». L’anno dopo incontra quello che diventerà il suo principale collaboratore musicale, oltre che un amico, Dodi Battaglia dei Pooh. Nel 2022 ritorna con «Senti che storia» e «Supersonica». Il suo ultimo album si intitola CoST e contiene 10 brani inediti e altre performance live.

L’anima che rompe, qual è il significato di questo brano?

Ho pensato a questo brano come se mi stessi guardando allo specchio e mi sfogassi con me stesso. Infatti, l’idea iniziale della sceneggiatura del videoclip prevedeva che io stessi davanti allo specchio parlando tra me e me, e poi, invece, ho scelto il tema della notte, dove ci sono io che non riesco a prendere sonno e rifletto dei miei pensieri sul divano di casa, proprio per rappresentare quella che è la lotta più grande della vita, quella con noi stessi, non con gli altri.

Sei cantautore e polistrumentista, quali strumenti suoni?

Nasco batterista e sarei anche rimasto batterista perché amo la batteria, ma poi c’era bisogno di un cantante all’interno della mia band e così mi sono avvicinato al canto. Poi da lì ho intrapreso un percorso professionale, ma in questi anni ho suonato anche la tastiera, la chitarra e il basso, tutti gli strumenti essenziali di un concerto. Sono anche un programmatore, anche se in questo mio album ho voluto affidare questo compito a Cosmo Masiello, in arte Kmas.

Costanzo Del Pinto, cantautore e polistrumentista
La tua carriera è iniziata in Italia, ma hai avuto successi anche nell’Est Europa, puoi ripercorrere il tuo percorso di quegli anni?

Inizialmente suonavo nei locali con i miei amici, poi abbiamo avuto l’opportunità di esibirci a vari festival su tutto il territorio. Arrivato a quel punto ho deciso di fare di questa passione il mio lavoro, e poco dopo ho avuto la possibilità di cantare in contesti internazionali come in Russia e in Lettonia. In Russia ho partecipato al festival Speranze d’Europa dove c’erano 1500 talenti provenienti da tutta Europa e sono riuscito a vincerlo. Dopodiché ho avuto le porte aperte per il New Wave che è una sorta di Sanremo russo che si tiene in Lettonia e sono riuscito a conquistare il podio anche lì.

Com’è il pubblico russo e lettone rispetto a quello nostrano?

Sono molto affascinati dalla cultura italiana. In generale posso dire che sono molto giusti, non seguono troppo le celebrità del momento, guardano più il talento di un artista e la sua sostanza.

Nel 2013 sei entrato nel programma Amici di Maria De Filippi, come è stato lavorare al fianco di Miguel Bosé?

È un’icona che ti ricorda come va fatto questo lavoro a livello internazionale, una persona da cui ho potuto solo apprendere, sia dal lato artistico che da quello umano. Avevo fatto i provini per Amici prima di partire per la Russia, una volta che ero all’estero mi hanno contattato per dirmi che il provino era andato bene. Gli ho dovuto dire che non ero disponibile perché impegnato con il festival, ma la produzione, invece di prendersela, ha apprezzato che stessi già avendo delle esperienze. Poi, quando sono tornato in Italia, sono entrato nella scuola.

Hai collaborato con molti artisti italiani, qual è la collaborazione che porti nel cuore?

Togliendo Dodi Battaglia che è diventato un fratello dopo dieci anni di collaborazione, ho un ricordo prezioso di Marco Masini, ci ho lavorato pochissimo, ma quel poco, mi ha lasciato proprio tanto a livello umano. Con Dodi Battaglia ormai c’è un sodalizio inossidabile, sono il suo vocalist e abbiamo fatto più di 100 concerti insieme. Tutti i progetti di Dodi al di fuori dei Pooh mi comprendono, sia discograficamente che nei live, lavoro a 360 gradi con lui.

Costanzo Del Pinto e Dody Battaglia in tour
In quale modo hai collaborato con Luca Carboni, Mario Biondi, Enrico Ruggeri, Silvia Mezzanotte e molti altri?

Ho fatto l’accompagnamento live per tutti loro, a volte suonando e a volte stando nei cori. Sono riuscito a fare questo perché ho avuto la fortuna tramite Dodi di conoscere tante persone di questo settore. Poi il destino ha voluto che ad un compleanno di Dodi venissero tutti questi artisti, sono riuscito a lavorare con tutti, sia dalla preparazione tecnica sia al live. Nei live ci sono stati momenti di confronto in camerino, c’è stata una bella collaborazione intensa e sostanziosa che mi ha fatto crescere professionalmente.

 Il tuo nuovo album CoST cosa porta di nuovo rispetto ai precedenti?

La verità intima di una persona che si guarda dentro, si confronta con sé stesso e cerca di diventare quello che vuole essere nei prossimi anni.

Invece quali sono i tuoi prossimi progetti?

Il progetto è la speranza di portare questo album stampato, quindi tornare anche a quello che è il disco fisico, e fare un tour. I concerti sono già iniziati l’anno scorso, ma in minima parte, in quanto non volevo spoilerare il nuovo progetto, ma qualcosina è già stata riprodotta dal vivo con grande successo.

Puoi anticiparci la data di pubblicazione dell’album CoST?

L’idea dell’album CoST è nata nel momento in cui c’è stato un collaboratore che si è preso la briga di disegnare e fare una copertina di un disco che non era previsto, perché io volevo semplicemente fare dei singoli. Poi è nata l’idea del cd stampato su cui ho iniziato a lavorare, ma, ti dico la verità, non ho ancora date o cose da poter dire a livello definitivo. Però ci sarà, sarà bello, lo stamperò, spero di stampare anche il vinile. Non vedo l’ora.

 

No Comments Yet

Leave a Reply