Veni, vidi, vici. Un po’ come Giulio Cesare, anche Jannik Sinner si è preso Roma. Ci ha messo di più, sette tentativi per l’esattezza (esordio nel 2019), ma il risultato è lo stesso. Un doppio 6-4 per regolare un ottimo Casper Ruud e conquistare l’unico Master 1000 che ancora gli mancava. Cinquant’anni dopo Adriano Panatta un italiano torna a vincere questo torneo sotto gli occhi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
La finale
Inizio complicato per Sinner che cede la battuta e si ritrova 0-2, ma con la solita freddezza di un veterano (che non è) recupera immediatamente il break. Si prosegue on serve fino al 4-4, dove l’azzurro alza i giri del motore in risposta e strappa per la seconda volta il servizio al norvegese. Sul 5-4 non trema e conquista il primo set con lo score di 6-4.
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Ruud accusa il colpo e in pochissimi minuti va sotto 2-0, perdendo cinque giochi consecutivi. A un passo dal baratro e dallo 0-3, l’ex numero due del mondo riesce a bloccare l’emorragia e a rimanere in scia a Jannik. Sul 4-3 il beniamino di casa annulla una pericolosa palla break con un vincente e sul 5-4 non trema: lo sventaglio di dritto termina sulla riga. 1976, Panatta. 2026, Sinner. Cinquant’anni dopo Adriano Panatta consegna a Sinner “le chiavi” del Foro Italico, che nel cuore di entrambi avrà sempre un posto speciale.
Uomo record
Soltanto un giocatore prima di lui era riuscito a completare il Golden Master (vincere tutti i Master 1000), Novak Djokovic. Sinner diventa dunque il secondo a riuscire in questa impresa, ma il più giovane di sempre. Il serbo aveva ottenuto questo traguardo nel 2018, a 31 anni. Ma non solo. Jan raggiunge così anche Rafa Nadal (2010) nella ristretta lista di giocatori capaci di vincere tutti e tre i mille su terra rossa in una singola stagione.
Prossima fermata: Parigi
Da una capitale all’altra. Prossima tappa della ‘Sinner airlines’, Roland Garros a Parigi. L’ultimo torneo che ancora manca nel palmares, già ricchissimo, dell’azzurro. Sul Philippe Chatrier ritroverà i fantasmi di quei tre match point lasciati per strada nella finale dell’anno scorso contro Alcaraz. Ma ci tornerà con una consapevolezza diversa e un livello di fiducia mai avuto prima. Non perde una partita da febbraio e il suo antagonista è fermo ai box, ancora alle prese con una tendinite al polso.

Da giugno 2025 sono successe molte cose, Wimbledon ad esempio. Che ha reso meno amaro quel ricordo parigino perché, forse, senza le scorie francesi sui prati dell’All England Club sarebbe andata diversamente. Adesso l’azzurro si godrà qualche giorno di riposo, per recuperare mentalmente e fisicamente. Lo stretto necessario, da buon perfezionista non vorrà certo concedersi uno sgarro alla vigilia dell’appuntamento più importante della sua stagione, cerchiato in rosso sul suo calendario. Un anno dopo il suo giorno tennistico più buio, è arrivato il momento di scrivere un finale diverso.
Doppio titolo
Una giornata storica per il tennis italiano. Bolelli-Vavassori conquistano il titolo nel doppio e diventano la prima coppia azzurra a trionfare al Foro Italico. Un torneo perfetto quello della coppia azzurra, che in finale ha superato il fortissimo duo Granollers-Zeballos con il punteggio di 7-6; 6-7; 10-3. Doninando il super Tiebreak, chiuso con un missile di dritto di Simone che non ha lasciato scampo allo spagnolo.
Un successo dolcissimo per una coppia che negli scorsi anni non ha raccolto quanto avrebbe meritato, fermandosi spesso a un passo dal titolo. Un regalo che Bolelli fa al padre, scomparso poche settimane fa. E che oggi, seppur a distanza, sorriderà con orgoglio vedendo suo figlio realizzare un sogno.