Ucraina, le risorse minerarie ed energetiche che fanno gola a Putin

Giovedì 24 febbraio la Russia ha invaso l’Ucraina. Si combatte per il controllo della capitale Kiev mentre le truppe russe sono entrate anche a Kharkiv, la seconda città ucraina. Dietro la decisione del presidente russo Vladimir Putin di invadere il Paese potrebbero esserci anche motivazioni economiche oltre a quelle politiche e ideologiche. 

Gas naturale

Il Paese è molto ricco di risorse naturali, soprattutto a est. Dopo la Norvegia a livello europeo l’Ucraina è il secondo paese in Europa per riserve di gas: ne avrebbe più di un trilione di metri cubi (dati del 2017). Un patrimonio immenso e ancora in parte inesplorato. Che quindi potrebbe rivelarsi ancora più grande del previsto. 

Con il controllo del territorio ucraino, Putin raggiungerebbe due obiettivi: da una parte conquisterebbe nuove riserve di gas; dall’altra metterebbe KO un eventuale competitor nell’esportazione di gas verso i paesi dell’Europa occidentale. Che ne richiedono sempre di più da quando l’Unione Europea ha considerato ufficialmente il gas come una fonte energetica di transizione verso le rinnovabili.

Carbone e petrolio
Carbone Ucraina
Lugansk, un’area ricca di carbone nell’Ucraina orientale

L’Ucraina possiede riserve di carbone accertate per 37 miliardi di tonnellate (dati del 2016). Una quantità che potrebbe soddisfare la sua domanda di energia interna per i prossimi 638 anni. Questo la rende il settimo paese al mondo e il secondo in Europa per riserve di carbone, che si trovano soprattutto nel Donbass e nel bacino carbonifero di Lviv-Volyn.

Meno ingenti ma comunque rilevanti sono invece le riserve di petrolio che, secondo dati del 2016, ammontano a circa 395 milioni di barili

I minerali

L’Ucraina ha circa il 5% delle risorse minerarie a livello mondiale. Con 88 giacimenti su tutto il territorio, possiede circa 27 miliardi di tonnellate di riserve di ferro: è il 10% delle riserve a livello mondiale. 

Ma l’Ucraina possiede anche l’ottava riserva al mondo di manganese, la seconda di gallio e la nona di uranio, sempre a livello globale. Oltre a 45.600 tonnellate di uranio, possiede il 20% della grafite e il 2% del mercurio nel mondo.

Grano

Ucraina e Russia, insieme, producono più di un quarto del grano di tutto il mondo. Nello specifico, secondo Coldiretti l’Ucraina è il quinto paese al mondo per la produzione di mais per l’alimentazione degli animali (ne produce circa 36 milioni di tonnellate). E, con 25 milioni di tonnellate di grano tenero, è il settimo paese al mondo per la produzione di pane.

Il fatto che l’Ucraina abbia un ruolo preponderante nella produzione di grano, tuttavia, potrebbe portare a delle conseguenze pesanti sul piano economico. Perché la guerra potrebbe bloccare le spedizioni ucraine dai porti del Mar Nero. E la minore disponibilità di grano si tradurrebbe di conseguenza in un aumento dei prezzi.

Come scrive il Corriere della Sera, nel 2021 l’Italia ha acquistato dall’Ucraina più di un milione di tonnellate di grano tenero (il 20% delle importazioni). Un eventuale aumento dei prezzi riguarderebbe beni di consumo primario come farina, pane e biscotti, oltre alla semola. Inoltre il rincaro dei costi del mais causerebbe indirettamente anche un aumento dei prezzi della carne e del latte in Italia.

Infine, c’è il settore degli oli vegetali: l’Ucraina infatti realizza da sola circa il 50% delle esportazioni mondiali di olio di girasole.

Valeriano Musiu

Classe 1992. Ho studiato letteratura e cinema, ma nel tempo mi sono appassionato all’ambiente, all’economia circolare e alle questioni di genere. A 24 anni ho seguito Alice nel Paese delle Meraviglie della televisione, lavorando prima nell’intrattenimento e poi nelle news, con in mezzo un’esperienza da copywriter in un’agenzia pubblicitaria. Adesso it’s all about journalism, con la voglia di condividere storie e analizzare i fatti per raccontare il mondo, una parola alla volta.

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