L’olimpionico Pizzolato condannato a 5 anni e 4 mesi per stupro di gruppo

Antonino Pizzolato con la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024

Antonino Pizzolato è stato condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione per violenza sessuale di gruppo dal tribunale di Trapani. Insieme al bronzo olimpico nel sollevamento pesi a Tokyo 2020 (81 kg) e Parigi 2024 (89 kg) hanno avuto la medesima sanzione anche gli altri tre imputati Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì.

Il reato risale alla notte tra il 21 e il 22 luglio 2022 ai danni di una turista finlandese di 27 anni che aveva denunciato gli uomini il giorno dopo. Si trovava in vacanza in Sicilia. Il processo con rito ordinario si era aperto il 5 febbraio 2024 davanti al collegio del tribunale di Trapani. Ciononostante ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi e solo dopo, nel novembre 2024, la FIPE (Federazione Italiana Pesistica) aveva deciso di intervenire con un comunicato nel quale però non prendeva alcuna posizione sulla questione.

Antonino Pizzolato alle Olimpiadi
Antonino Pizzolato alle Olimpiadi

Dopo il caso Portanova, lo sport italiano si trova ad affrontare nuovamente una questione che mette in crisi il codice di giustizia sportiva che non prevede misure cautelari per la casistica specifica della violenza sessuale. Gli atleti possono pertanto proseguire nella loro attività, gareggiando, come fatto da Pizzolato, anche nelle massime competizioni.

La ricostruzione della turista finlandese, la sentenza e il ricorso

La ventisettenne scandinava si è costituita parte civile ed è stata sentita il 25 novembre 2024 davanti al collegio del tribunale di Trapani in un interrogatorio durato oltre 4 ore. Quel giorno ripercorse quanto accaduto due anni prima, mentre si trovava in vacanza con due amiche. La conoscenza con il gruppo di Pizzolato avvenne durante una cena nel centro storico. Poi si spostarono in un locale sul lungomare dove rimase da sola con gli uomini.

Dopo la mezzanotte, la ragazza finlandese raggiunse in compagnia il residence dove alloggiavano alcuni di loro. Sfruttando le condizioni psicofisiche alterate della giovane, che nel frattempo si era addormentata sul divano, tre abusarono di lei, costringendola a rapporti sessuali contro la sua volontà, mentre il quarto registrava la scena con il suo cellulare. In lacrime chiese e ottenne poi di essere riaccompagnata in albergo, per poi denunciare i fatti la mattina dopo ai carabinieri.

Nel dicembre scorso, la Procura di Trapani ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per Pizzolato e i tre amici, considerata la mancanza di elementi che potessero far pensare a una forma di consenso. Il tribunale ha deciso per una pena minore. Ha riconosciuto le attenuanti generiche e ha disposto un risarcimento dei danni a favore della vittima, la cui entità sarà stabilita in sede civile.

I legali degli uomini hanno già annunciato la volontà di presentare ricorso in appello, mentre la difesa della donna attenderà il deposito delle motivazioni della sentenza per valutare le prossime mosse.

La posizione della FIPE e il precedente di Pizzolato nel 2018

La FIPE ha emesso ieri un comunicato sulla vicenda, in cui «prende atto della sentenza pronunciata dalle autorità giudiziarie competenti, rinnovando il proprio impegno sociale e culturale contro ogni forma di abuso». Il 25 novembre 2024, in seguito all’interrogatorio della turista finlandese, aveva invece confermato «la propria fiducia nella Magistratura e nell’Atleta, ponendosi in ogni caso sempre dalla parte delle vittime e di chi è costretto a subire ogni tipo di abuso».

Antonino Pizzolato era stato protagonista di uno scandalo già nel 2018. Ricevette una squalifica di 10 mesi per aver messo in atto «minacce, intimidazioni, atti di prevaricazione, anche di violenza fisica in alcuni casi» e aver mostrato «video pornografici per vantare le proprie arti amatorie» agli atleti, molti dei quali minorenni, del centro di preparazione olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma. L’atleta ammise poi le sue responsabilità.

No Comments Yet

Leave a Reply