MONDIALI: FERRÁN TORRES COME INIESTA, LA SPAGNA BATTE L’ARGENTINA E VINCE IL SECONDO TITOLO

La Spagna è sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia. Finale dominata contro l’Argentina, decisa però solo nei supplementari con un gol di Ferrán Torres, proprio come Iniesta contro l’Olanda nel 2010. Sudamericani troppo remissivi, giornata negativa anche per Messi. Gli spagnoli fanno incetta di premi individuali, a Mbappé invece il titolo di capocanniere.

TEMPI REGOLAMENTARI: POCA ARGENTINA, NESSUN GOL

La tattica di gara è evidente fin dal primo minuto. La Spagna gestisce il pallone, l’Argentina si difende con un baricentro basso e prova a ripartire. Ci prova, appunto. Perché nei primi 90 minuti di gioco i campioni in carica non tirano mai verso la porta, totalizzando un clamoroso 0.00 di Expected Goals.

Le Furie Rosse hanno il dominio del gioco, con il 65% del possesso palla, ma faticano a calciare verso la porta. Nel primo tempo va al tiro Oyarzabal, bloccato da Emiliano Martínez. Il portiere dell’Aston Villa è impreciso in due interventi nel secondo tempo, ma nessun giocatore della Roja è pronto sulla ribattuta. Nel frattempo l’Albiceleste è sempre più stanca e si rintana nella propria metà campo. Nel recupero Enzo Fernández riceve il secondo giallo e lascia i suoi compagni in 10 in vista dei supplementari.

SEGNA FERRÁN TORRES, L’ARGENTINA HA UN SUSSULTO FINALE MA NON BASTA

Scaloni schiera una formazione ultra difensiva e deve rinunciare all’inserimento di Lautaro Martínez, decisivo contro Egitto e Inghilterra. Al 95’ il gol spagnolo arriva, ma l’esultanza di Nico Williams viene smorzata dal fischio di Vincic. L’arbitro sloveno punisce un pestone di Mikel Merino su Otamendi.

La rete che decide l’incontro arriva all’inizio del secondo tempo supplementare: Pedro Porro crossa in mezzo, Nico Williams la spizza di testa per Ferrán Torres, che manda in vantaggio la Roja. Sotto di un gol e di un uomo, l’Argentina trova le ultime forze per provare il pareggio. Le occasioni sono due: Cubarsí anticipa Senesi davanti alla porta, e Giuliano Simeone manda alto da dentro l’area. Il risultato non cambia, la Selección abdica e il Mondiale va alla Spagna.

 

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LA SPAGNA ABBATTE IL TABÙ NORDAMERICANO PER LE EUROPEE

Il secondo titolo Mondiale della Spagna è il primo di una Nazionale europea in Nord America. Nei tre precedenti aveva sempre vinto una sudamericana. Nel 1970 il Brasile contro l’Italia in Messico, e nel 1994 negli Stati Uniti, a Pasadena, nel 1986 invece l’Argentina aveva battuto la Germania Ovest all’Azteca.

La Roja, che raggiunge Francia e Uruguay a due vittorie, è l’unica Nazionale a non aver mai vinto nel proprio continente; nel 2010 il successo contro l’Olanda era arrivato in Sudafrica. Anche in quel caso erano stati necessari i supplementari e c’era stata un’espulsione, ai danni di Heitinga.

La vera forza della Spagna è stata la difesa: un solo gol subito. Nuovo record per una Nazionale campione del mondo

Questo è il terzo 1-0 nei supplementari in finale dei Mondiali: l’altro precedente, nel 2014, vide ancora l’Argentina sconfitta, col gol tedesco di Götze. Le Furie Rosse saranno la prima Nazionale a difendere il titolo in casa, nel 2030, anno di una nuova edizione organizzata in tre Stati: Spagna, Portogallo e Marocco, con le partite inaugurali in Uruguay, Argentina e Paraguay.

ALLA SPAGNA I PREMI INDIVIDUALI, MBAPPÉ MIGLIOR MARCATORE

Il lavoro di De la Fuente ha dato i suoi frutti anche a livello individuale, con il premio di miglior giovane a Cubarsí, quello di miglior portiere a Unai Simón e miglior giocatore a Pedri. Il centrocampista del Manchester City completa la propria bacheca, dopo il Pallone d’Oro e il premio di miglior giocatore di Euro 2024. Nessun premio individuale quindi per Messi, che era stato premiato nel 2014 e nel 2022. Il 39enne argentino cede anche il titolo di capocanniere a Kylian Mbappé. Messi si ferma a 8, senza gol dai quarti in poi, dietro alle 10 reti del francese.

La doppia cifra nella singola edizione era stata raggiunta solo da Gerd Müller, 10 gol nel 1970, Sándor Kocsis, 11 nel 1954, e Just Fontaine, 13 nel 1958. Mbappé, il primo a vincere il titolo capocannieri del Mondiale per due volte, è davanti anche nella classifica di tutti i tempi, con 22 gol, uno in più di Messi. Considerato che nel 2030 la Pulce avrà 43 anni, l’attaccante del Real Madrid può considerare il record di sua proprietà. Potrà migliorarsi nel prossimo Mondiale, a 31 anni, ma l’obiettivo principale sarà riportare la Francia al titolo.

Alberto Pozza

Classe 2001. Laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) ed Editoria e Giornalismo (magistrale). Appassionato di sport. Audiodescrittore sportivo per l'Hellas Verona.

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