Domenica 17 maggio. Il cielo sopra il Meazza promette di restare nerazzurro per l’intera giornata. Al termine dell’ultima sfida casalinga contro l’Hellas Verona, infatti, l’Inter riceverà ufficialmente la Coppa di Campione d’Italia, dando il via alle celebrazioni per il suo 21esimo Scudetto.
È un appuntamento con il destino che la Milano interista aveva già prenotato il 3 maggio, quando il successo casalingo contro il Parma aveva suggellato un dominio lungo un’intera stagione, regalando a Cristian Chivu lo scudetto al primo tentativo. Un capolavoro tattico e umano che si accompagna al successo in Coppa Italia e che, ora, chiede il suo tributo di gloria.
Il percorso del pullman nerazzurro
La coppa del 21esimo Scudetto brillerà sul prato del Meazza prima di imbarcarsi sul pullman scoperto: direzione Piazza Duomo. Il percorso, stabilito dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Prefettura di Milano, parte alle ore 18:00 dal parcheggio dello stadio San Siro in viale Caprilli al termine della premiazione, costeggiato da un bagno di folla.

Il mezzo nerazzurro farà tappa in piazzale Lotto, per poi imboccare via Monte Rosa, arrivando fino a piazza Amendola. Dall’ombra dei grattacieli di Citylife, il percorso proseguirà in direzione piazza Buonarroti, portando poi la festa in piazzale Cadorna, largo D’Ancona e corso Magenta. E poi, ancora: via Meravigli, piazza Cordusio e via Orefici. Tappa finale: piazza Duomo dove, tra un coro e l’altro, i calciatori nerazzurri si affacceranno dalla terrazza della Galleria Vittorio Emanuele, alimentando la festa del popolo interista fino a notte fonda.
Il piano mobilità
Per l’occasione, le autorità cittadine e Atm hanno varato un piano straordinario per la mobilità urbana che modificherà radicalmente il volto dei trasporti pubblici già a partire dal primo pomeriggio di domenica 17 maggio. I primi disagi colpiranno l’area dello stadio Meazza dove, fin dalle ore 13:00, i flussi automobilistici e i mezzi di superficie subiranno pesanti variazioni.
Il tram 16 e le linee 49, 64, 78 e 80 cambieranno i normali percorsi saltando diverse fermate, sia nelle ore precedenti il fischio d’inizio sia al momento del deflusso dei tifosi. Sempre per ragioni di sicurezza e per evitare sovraffollamenti, nelle fasi conclusive del match, l’azienda dei trasporti sbarrerà gli accessi alle stazioni della linea M5 di Ippodromo e Segesta: chi lascerà l’impianto sportivo dovrà quindi incamminarsi verso gli snodi alternativi di San Siro Stadio o Lotto.

Le variazioni più impattanti si registreranno nel cuore della città: dove dalle ore 18:00 i treni della linea rossa M1 e della gialla M3 transiteranno senza effettuare fermate nella stazione Duomo. Per l’interscambio tra le linee metropolitane i passeggeri dovranno utilizzare le stazioni di Centrale, Loreto o Cadorna, mentre anche i mezzi pubblici di superficie che attraversano il centro storico andranno incontro a inevitabili deviazioni e rallentamenti. Poco distante, la stazione di Cordusio verrà temporaneamente chiusa nel pomeriggio per consentire il passaggio in sicurezza della parata nerazzurra lungo via Orefici.
Restrizioni e divieti
Parallelamente ai trasporti, il comitato per l’ordine pubblico ha predisposto un piano di sicurezza di divieto di vendita e somministrazione di alcolici, superalcolici e bevande in contenitori di vetro o lattine, valido anche per gli ambulanti. Le restrizioni scatteranno in tempi diversi a seconda dei quartieri: nella zona di San Siro il blocco sarà in vigore dalle ore 11:00 alle ore 20:00 del 17 maggio, mentre nelle aree del centro cittadino l’ordinanza scatterà alle ore 16:00 per terminare solo all’una di notte del 18 maggio.
L’Inter nel mondo
Ma sarà un’onda d’urto che non si fermerà alla sola Madonnina: dall’Inter Club di Madrid e Monaco a quello di Manhattan, i colori del Biscione trionferanno anche nelle piazze d’oltreoceano.
Inter Club “Lele” Madrid
È una passione che si intreccia con la sua storia personale quella raccontata con le parole di Federico Jaselli Meazza, vicepresidente dell’Inter Club “Lele” Madrid e nipote dell’indimenticato Giuseppe Meazza. «Il 2 marzo 1980 ho tirato il drappo che copriva la targa del nonno che avrebbe intitolato lo stadio di San Siro», racconta, «e, trent’anni dopo, l’Inter ha vinto la Champions proprio a Madrid. Non andava in finale da quasi 40 anni: è stato un segno per me che ci tornasse proprio nella città dove ero andato a vivere da poco. A volte il destino è incredibile”.
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Il club madrileño, nato nel 2018, è un mosaico di nazionalità unite dal nerazzurro: «Ci incontriamo sempre nel solito pub in centro a Madrid dove abbiamo una nostra sala per vedere le partite. Ci sono tanti italiani e anche qualche straniero, qualche sudamericano, magari di origine italiana. C’è addirittura un inglese di Liverpool, un interistissimo, e un portoghese. Siamo persone anche un po’ diverse tra di noi, ma unite dalla passione per l’Inter: andiamo insieme a vedere le partite, a Barcellona, in Portogallo… a Monaco sono andato per conto mio con mio figlio» racconta. «Le differenze di abitudini scompaiono tutte quando ci si trova a tifare l’Inter».
Poi aggiunge: «Mi sono messo in contatto con la società quando sono venuti a giocare a Madrid e abbiamo visto Marotta. Poi, anche Walter Zenga. Manteniamo contatti con il club, ci piacerebbe che ci venisse a trovare anche qualche giocatore». Sui progetti futuri già in programma, invece, annuncia: «Per festeggiare lo Scudetto, faremo sicuramente una grigliata a giugno. Ma l’abbiamo già festeggiato dopo la partita, lì fuori dal pub».
Inter Club Monaco
Nelle stesse ore, nel cuore dell’Europa, la festa ha colorato anche le strade di Monaco di Baviera. Giuseppe Marchesi, presidente dell’Inter Club Monaco, descrive un entusiasmo che ha rotto gli argini: «Dopo la vittoria con il Parma, con varie bandiere e con una trentina di interisti, siamo sfilati sulla via principale di Monaco, Leopoldstraße, cantando a squarciagola».
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Per la parata di domenica, invece, il club bavarese invaderà Milano: «Per San Siro ci sono tre, quattro macchine che vanno giù con una quindicina di nostri soci che si sono organizzati per la partita con il Verona e si uniranno, poi, alla festa» annuncia. «Questo scudetto ci fa togliere diversi sassolini dalle scarpe per il campionato perso di un punto l’anno scorso. Ma abbiamo dei bellissimi ricordi della passata stagione» continua, emozionato «perché la cavalcata della Champions è stata indimenticabile: abbiamo incontrato diverse leggende, tra cui Júlio César, Materazzi, Roberto Carlos e tante altre.
Abbiamo organizzato, poi, un evento di public viewing in un locale al quale si sono unite ottocento persone. Poi, ovviamente, la sconfitta è stata clamorosa: molti di noi erano allo stadio e hanno passato momenti veramente molto tristi. Non ricorderemo magari con piacere la fine della stagione, ma la stagione in sé è stata veramente fenomenale».
Inter Club Manhattan
Ma è a Manhattan che la festa sfida anche il fuso orario, trasformando New York in una succursale della Curva Nord. Fabio Reato, Co-Founder dell’Inter Club Manhattan, racconta una realtà in crescita verticale: «Siamo nati nella stagione 2022-23 e oggi contiamo 208 membri. Nonostante la distanza e il lavoro rendano complesse le trasferte, siamo sempre stati presenti alle grandi finali come quella di Istanbul.
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Per la festa scudetto del 17 maggio, invece, qualcuno di noi sarà presente a Milano, come in tutte le partite». Mentre, per chi resta oltreoceano, la Grande Mela si sveglierà presto: «Ci ritroveremo a Manhattan alle 9 di mattina, vedremo la partita e la premiazione insieme, con un rinfresco a base di pizza e birra. Faremo anche una lotteria e un’asta di maglie firmate per sostenere le iniziative del club. Non sarà grande come quella in occasione di Inter-Parma, però ci siamo già organizzati e verrà una cosa veramente bella».
Per Reato, il valore di questo successo è immenso: «L’Inter ha 118 anni di storia e 21 scudetti: non si vince ogni anno. È stato spettacolare, un traguardo vissuto come è giusto che sia».
Da Milano a New York, il grido è uno solo: Amala!