Il Gran Premio della Cina si tinge di azzurro. L’inno di Mameli torna finalmente a suonare sul gradino più alto del podio per un pilota italiano per la prima volta dopo venti anni. L’ultimo a vincere in Foemula 1 era stato Giancarlo Fisichella in Malesia con la Renault, nel 2006. Domenica 15 marzo Andrea Kimi Antonelli ha scritto la pagina più bella della sua giovanissima carriera, diventando il secondo pilota più giovane di sempre a vincere un gran premio nella classe regina.
A 19 anni, 6 mesi e 18 giorni il talento di Bologna conquista la sua prima vittoria e si candida a principale rivale di George Russell per la lotta al titolo mondiale. Dopo più di un anno anche Lewis Hamilton fa il suo ritorno sul podio: il terzo posto di Shanghai è il primo con la Ferrari.
L’ombra del re, l’intuizione dell’architetto
Tutto inizia il primo gennaio 2024: la Ferrari ha appena annunciato di aver stipulato un contratto con Lewis Hamilton. Il sette volte iridato lascia Brackley dopo undici stagioni e sei titoli mondiali. Tutti si chiedono chi prenderà il suo posto. Verstappen? Leclerc? In pochi giorni sono molti i nomi che vengono accostati alla corte di Toto Wolff, che però ha tutt’altra idea. Il manager austriaco non ha bisogno di guardarsi intorno: ha già in mente il sostituto ideale e sa di averlo coltivato in casa, tra le mura dell’Academy Mercedes. Il 31 agosto arriva l’ufficialità: Andrea Kimi Antonelli prenderà il sedile di Lewis Hamilton.
Andrea è chiamato a crescere in fretta, a vestire i panni di un pilota adulto e navigato, conscio che nel momento in cui si calerà per la prima volta nell’abitacolo della sua Mercedes sarà bersagliato da critiche da una parte e dall’altra. Dal giorno dell’annuncio per Kimi inizia un lavoro serrato: gare nelle serie GT, più di mille chilometri macinati nei test TPC (Testing of Previous Cars) e una trasformazione fisica radicale per poter gestire al meglio il passaggio dalle monoposto della Formula 2 a quelle della massima serie. Tutto accompagnato dall’allora ingegnere di pista di Lewis Hamilton, Peter “Bono” Bonnington, che come un secondo papà supervisiona i progressi del ragazzo.

Alti e bassi, una prima stagione vissuta tutta in altalena. Dalla prima pole nella sprint race al ritiro nel gran premio di casa a Imola, dal primo podio in Canada all’incidente in Austria al primo giro che costerà il titolo mondiale a Max Verstappen. «Non è pronto. Non può reggere il confronto con Russell, è troppo giovane»: i più critici si scagliano subito contro Kimi. Toto Wolff fa da scudo e difende il suo pilota: sa che è solo questione di tempo, il suo momento arriverà presto.
Sogna ragazzo sogna
Anno nuovo, vita nuova. La Mercedes presenta la W17 con l’obiettivo di interrompere un digiuno di titoli che ormai dura dal 2021. Alla prima qualifica la Stella a tre punte rifila otto decimi alla concorrenza. In gara emerge una superiorità manifesta dei piloti della freccia d’argento che creano il vuoto tra sé e le Ferrari di Hamilton e di Leclerc, gli unici a poter impensierire Antonelli e Russell. In Cina i favoriti, inutile dirlo, sono gli uomini di Toto Wolff, che adesso possono beneficiare di un gap motoristico impressionante.
E a Shanghai Kimi è arrivato per scrivere la sua storia e per riscrivere la storia della Formula 1: più giovane poleman (battendo il record di Vettel a Monza del 2008) e secondo più giovane a vincere un Gran Premio (il primato è di Verstappen, 18 anni e 7 mesi e 15 giorni). Quando scende dalla macchina, Antonelli è ancora incredulo, non ha realizzato quello che ha appena fatto. Con il microfono in mano scoppia in lacrime: «L’avevo promesso all’Italia». Toto Wolff ha vinto la sua scommessa: «Dicevano che era troppo giovane e che sbagliavo – ricorda – ma io conoscevo il talento, il valore e la maturità di Kimi».
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Il podio di Shanghai è un passaggio di consegne: ci sono il pilota da cui ha raccolto l’eredità alla Mercedes, Lewis Hamilton, il suo ingegnere di pista Peter Bonnington e il suo compagno di squadra George Russell: passato, presente e futuro della Mercedes. «A loro devo tutto – ripete Antonelli – perché senza questa squadra io non avrei mai potuto realizzare questo sogno. Questo fine settimana è successo tutto ciò che potevo sperare ma per me deve essere solo l’inizio, ho ancora molto da mostrare».
L’ambizione ora è chiara, massima: vincere il titolo mondiale. Lo sa bene anche il suo vicino di box. Russell ora sa che il talento di Bologna è una forza con cui fare i conti. «Un desiderio l’ho realizzato, l’altro è quello di vincere il titolo, anche se so che la strada è ancora lunga», conclude Kimi. Sogna ragazzo, e facci sognare…