Caro sport, dopo il Coronavirus riprenderemo da dove ci siamo fermati

L’emergenza Coronavirus ha (giustamente) bloccato tutto lo sport. Calcio, basket, tennis e motori, hanno deciso di sospendere le proprie attività per salvaguardare la salute degli addetti ai lavori. Ma ora, quali sono gli scenari che andranno a delineare la ripresa delle operazioni?

Calcio, Europei rimandati di 1 anno e competizioni nazionali in estate

La notizia che ha fatto più rumore è stata, ovviamente, il rinvio degli Europei in programma quest’estate. La UEFA – seppur con notevole ritardo rispetto alle federazioni nazionali – ha optato per posticipare la manifestazione di un anno. Non più dunque Euro 2020 ma Euro 2021

Questa alternativa è stata presa per permettere alla stessa UEFA di concludere le proprie coppe europee per club (Europa League e Champions League) ma anche per far concludere i campionati alle varie federazioni (anche se sembra che la UEFA voglia dare la priorità alle proprie coppe dimostrandosi poco collaborativa con le federazioni). 

Prendendo in esame la Serie A dove sono 11 i contagi per Coronavirus fra i calciatori (due della Juventus, Rugani e Matuidi; tre della Fiorentina, Pezzella, Vlahovic e Cutrone; uno del Verona, Zaccagni e cinque della Sampdoria, Gabbiadini, Thorsby, Ekdal, Colley e La Gumina) lo scenario più plausibile è quello esposto da Gabriele Gravina, presidente della FIGC, su Radio24: 

Per noi i campionati nazionali hanno la priorità rispetto alle competizioni internazionali che sono invece tutelate dall’Uefa. Non voglio nemmeno pensare che non si riparta, sarebbe una iattura, mi preoccuperebbe per il nostro Paese. Grazie al rinvio dell’Europeo abbiamo maggiori possibilità di posizionare le date per i recuperi tra maggio e giugno. Ipotizziamo di riprendere il 3 maggio in modo da chiudere tutti i campionati entro giugnoAltrimenti noi, come la Federazione spagnola, chiederemo la possibilità di sforare di 10-15 giorni a luglio

https://twitter.com/SkySport/status/1240286596714369025?s=20

NBA e tennis, il Coronavirus porta danni e perdite miliardarie

L’NBA ha preso la decisione di sospendere le attività solamente dopo il primo caso di contagio di Coronavirus fra gli atleti. Rudy Gobert, centro degli Utah Jazz, ha contratto il Covid-19 dopo aver ironizzato su esso in conferenza stampa post gara e fornito l’assist alla lega americana di fermare la macchina.

L’ipotesi di non assegnare l’anello di campione NBA alla fine della stagione è però molto concreta. Stando a quando filtra dagli States, il consiglio degli esperti è quello di non far disputare per almeno due mesi competizioni sportive con più di 50 persone. Le tempistiche rimanenti e le tante partite da disputare non permetterebbero alla NBA di concludere la stagione. I presidenti delle varie squadre e i dirigenti di lega stanno verificando ogni soluzione plausibile per evitare quella che sarebbe una catastrofe economica più che sportiva, ma la non possibilità di tornare in campo in tempi brevi lascia poche speranze. 

Per quanto riguarda il tennis invece, sono due le opzioni che stanno mettendo in difficoltà l’ATP (Association of Tennis Professionals). Dopo la cancellazione di molti tornei tra cui i master 1000 di Montecarlo e Indian Wells e la decisione di posticipare il Roland Garros, lo Slam di Parigi, l’ATP deve decidere come gestire la classifica dei tennisti valida per l’assegnazione di premi e status. 

Rafael Nadal dopo l’ennesimo trionfo al Roland Garros

Come funziona la classifica ATP. Rispetto agli altri sport, contano le prestazioni ottenute da un giocatore nella stagione precedente. Se un giocatore “X” ottiene un risultato “Y” nel torneo “Z” nella stagione “A”; nel torneo “Z” della stagione “A+1” dovrà difendere il risultato “Y” per non perdere i punti ottenuti nella stagione “A” o migliorare tale risultato ottenendo nuovi punti.

Spiegato il meccanismo, l’ATP si trova davanti a dover scegliere se congelare la classifica o «contare» i tornei cancellati. Il congelamento della classifica sarebbe la soluzione che renderebbe più giustizia a tutti i tennisti non andando a far perdere loro nessun punto. Nel caso in cui invece l’ATP decidesse di contare i tornei cancellati, quei tennisti che nell’anno precedente hanno ottenuto punti andrebbero di conseguenza a perderli andando a peggiorare nettamente la propria classifica. 

Capitolo motori, tutti fermi sulla griglia di partenza

Per quanto riguarda invece il capitolo dei motori, ovvero Formula 1 e MotoGp, il discorso legato al Coronavirus è molto diverso. Partiamo dalle quattro ruote.

La Formula 1, dopo i test invernali disputati in Spagna a Barcellona a febbraio, doveva accendere i motori il mese successivo con il primo weekend di gara in programma il 15 marzo a Melbourne, in Australia. L’emergenza Coronavirus era appena entrata nel vivo ma team e piloti erano giunti regolarmente ad Albert Park sostenendo la conferenza stampa di routine il giovedì pomeriggio. Da qui si sono susseguite polemiche e notizie. Dopo le dichiarazioni colme di perplessità e di preoccupazioni dei piloti, è arrivato l’annuncio della positività di un componente della scuderia McLaren al Covid-19. Successivamente, è arrivata la nota della stessa McLaren che annunciava l’autoesclusione dalla corsa aprendo dunque alla cancellazione del gran premio inaugurale della Formula 1. Decisione arrivata poche ore dopo

Lo scenario ora in mano alla FIA, Fédération Internationale de l’Automobile, è quello di fissare una nuova data di inizio della stagione. Con l’ipotesi anche qui che le cose vadano per le lunghe, l’idea più gettonata è quella di far cominciare la stagione a Zandvoot in Olanda il 3 maggio con la conseguente cancellazione dei GP del Bahrein e del Vietnam. La possibilità di vedere tanti back to back questa stagione (ovvero week end di gara consecutivi) sembra essere l’unica soluzione per far disputare i restanti gran premi vista anche la recente decisione di modificare il regolamento eliminando la finestra di pausa estiva. 

Capitolo due ruote. La stagione della MotoGp, la classe regina, deve ancora iniziare a differenza della Moto2 e Moto3. Saltato il GP inaugurale del Qatar, dove le altre due classi hanno invece gareggiato perché già in Qatar per i test invernali, sono arrivate altri rinvii e cancellazioni: dopo il Qatar e la Thailandia, non sono state risparmiate anche Austin e Argentina. Anche qui, inizio stagione programmato per il 3 maggio in Spagna, con i piloti che fremono di tornare in pista in sella alle loro moto. 

L’emergenza Coronavirus però, sembra non fermare la macchina delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il Cio, Comitato Olimpico Internazionale, ha infatti comunicato agli atleti che parteciperanno alle prossime Olimpiadi in Giappone, di non sospendere gli allenamenti. C’è ottimismo dunque nel poter svolgere come da programma l’evento re dello Sport. 

Roberto Balestracci

23 anni, quasi 24. Laureato in Scienze della Comunicazione, coltivo da sempre la passione per lo sport e per le sue emozioni. Ma non solo. Il diploma in violino al conservatorio di Siena mi permette di collegare i due mondi apparentemente lontani

No Comments Yet

Leave a Reply