I Comuni del milanese diventano “spugne” per assorbire gli allagamenti

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Durante la scorsa estate il Nord Italia ha conosciuto alcuni degli eventi atmosferici più intensi della storia. In particolare, violenti nubifragi e allagamenti in successione accompagnati da downburst, ovvero forti venti lineari al suolo hanno flagellato l’area del milanese. Secondo Coldiretti, nell’estate 2023 gli eventi estremi in Italia sono aumentati del 57% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per cercare di mitigare i danni e adattare i contesti urbani all’estremizzazione dei fenomeni atmosferici, il 20 novembre è entrato nella fase operativa il progetto “Spugna”. 32 comuni dell’area metropolitana milanese sono coinvolti. Si tratta di un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e trombe d’aria. Al contempo, limita i disagi annessi ai cittadini. Il piano, interamente finanziato dai fondi del PNRR, consente di riqualificare un’area complessiva di 530 mila metri quadrati attraverso 90 interventi da concludersi entro il 2026.

36 cantieri attivi entro fine 2023

In queste settimane sono partiti i lavori in 9 paesi dell’hinterland milanese: Assago, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Pieve Emanuele, San Giorgio su Legnano, Trezzano sul Naviglio, Turbigo e Solaro. Il piano prevede che, entro la fine del 2023, si aprano altri 27 cantieri per un valore complessivo di 50 milioni di euro. Città Metropolitana di Milano, insieme a Gruppo CAP, hanno sviluppato il progetto.

I 32 comuni coinvolti nel progetto "Spugna"
I 32 comuni coinvolti nel progetto “Spugna”

“Spugna” si basa su soluzioni naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali. Nello specifico, il progetto vuole «ricreare le condizioni che si trovano in natura per assorbire l’acqua piovana» afferma Yuri Santagostino, presidente del Gruppo CAP. Le nature based solutions prevedono la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e mitigare le isole di calore nel tessuto urbano. Il progetto interviene spesso su aree di parcheggio: sostituendo l’asfalto con materiale drenante «l’acqua filtra e viene raccolta in aiuole e canali vegetati piuttosto che bacini detenzione e da lì filtra nel terreno quando è naturalmente pronto ad assorbirla» prosegue Santagostino.

Un esempio di aiuola di bioritenzione
Un esempio di aiuola di bioritenzione

Non solo parcheggi, interventi simili mirati a adeguare il tessuto urbano a precipitazioni estreme saranno realizzati anche nei centri cittadini. «Sono interventi più delicati perché hanno un impatto importante nei paesi» ma, così facendo, «le reti fognarie avranno meno volumi di acqua da gestire in caso di eventi estremi» dichiara il presidente del Gruppo CAP.

Interventi adattabili anche ad altre città

«La cosa che rende ancor più interessante il progetto è che molti di questi interventi possono essere mutuati anche a Milano». Perché allora il piano non è ampliato anche al capoluogo lombardo? La risposta risiede nell’indice di vulnerabilità sociale, requisito indispensabile per accedere ai fondi del PNRR. Questo dato, calcolato dall’Istat, indica la situazione in cui una comunità non dispone di risorse per affrontare le difficoltà impreviste. I luoghi dove attuare questi interventi sono quindi selezionati in base a questo indice.

Nei giorni scorsi è stato presentato alla cittadinanza il primo intervento di riqualificazione urbana che coinvolge piazza Achille Grandi a Solaro, comune del Nord milanese. Qui, un’area di oltre 8 mila metri quadri verrà rigenerata in più di 1.500 metri cubi di aree verdi. Inoltre, 7 mila metri cubi saranno trasformati in superficie drenante per la laminazione delle acque che possono così essere rilasciate gradualmente in fognatura.

Le tipologie di opere realizzate
Le tipologie di opere realizzate
Per il Seveso servono altre soluzioni

«Si tratta di un intervento importante per quanto riguarda le piogge ma non risolutivo quando il Seveso esonda. Sicuramente può aiutare e proporremo al governo di estendere il progetto ad altri comuni rimasti fuori dai parametri del PNRR» confessa Paolo Festa, consigliere delegato all’Ambiente della Città Metropolitana di Milano. «C’è tanta attenzione e curiosità attorno al progetto “Spugna”. Il sindaco di Bari si è detto interessato a replicarlo e uno dei nostri tecnici sarà prossimamente a Dubai per presentarlo» racconta il consigliere.

Le esondazioni del Seveso muovono volumi d’acqua troppo elevati per questi bacini di ritenzione. Anche Yuri Santagostino si dice però ottimista che, nel complesso, avere delle superfici permeabili e più terreni verdi possa aiutare ad avere una migliore gestione idrica «che sta diventando sempre più difficile».

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