Ucraini in fuga: il piano di accoglienza europeo

All’1 marzo 2022 sono circa duemila gli ucraini in fuga dalla guerra arrivati in Italia. Sono soprattutto donne e minori. Hanno superato il confine nord est del nostro Paese a bordo di auto o bus.
Il Viminale ha predisposto un piano di accoglienza per 16mila posti nelle strutture destinate ai migranti, 13mila nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e 3.000 nella rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione).
A chi proviene dalle zone di guerra inoltre, verrà conferito lo status di rifugiato automatico per un anno e sarà dato sostegno esterno per tutti quelli che troveranno ospitalità da amici e famigliari residenti in Italia.

Il vertice di Bruxelles
Sito Parlamento europeo, richiesta di asilo

Il 4 marzo 2022 a Bruxelles la Ue varerà la direttiva di accoglienza temporanea che prevede il riconoscimento della protezione internazionale per un anno (rinnovabile) a tutte le persone che provengono dalle zone di guerra. Non dovranno dunque presentare alcuna richiesta di asilo da passare al vaglio delle commissioni territoriali. Riceveranno il documento e potranno circolare liberamente in Europa. Alla riunione dei ministri dell’Interno del 4 marzo 2022 a Bruxelles sarà presente anche la ministra Luciana Lamorgese. Il ministero dell’Interno è mobilitato da giorni per un’emergenza dai tempi lunghi. Collabora con gli altri dicasteri coinvolti, a partire da quello degli Affari esteri e cooperazione internazionale.

La comunità italiana
Logo dell’associazione Italia-Ucraina

In Italia la comunità ucraina è la più ampia d’Europa e conta 250.000 abitanti residenti soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Campania.
Toccherà allo Stato, attraverso i Comuni o alla rete di enti, associazioni, volontariato, mettere a punto un piano di accoglienza.  Si provvederà ai pasti, o con l’allestimento di mense o in alternativa con la distribuzione di buoni spesa. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, saranno preparati anche i Covid Hotel. È prevista l’iscrizione a scuola dei bambini, ai corsi di italiano, a quelli di formazione e lavoro per gli adulti.
Non  ci sarà la ripartizione in quote di accoglienza per i 27 stati membri dell’Europa visto che i profughi saranno liberi di muoversi e di scegliere il Paese in cui andare a raggiungere amici e parenti. L’assessore al welfare del comune di Milano Lamberto Bertolè nel vertice in prefettura del 1 gennaio 2022 ha sottolineato un aspetto fondamentale di questa crisi cioè quello dei ricongiungimenti familiari.
Unhcr e Nato parlano di 5-6 milioni di persone in fuga dall’Ucraina. L’associazione Italia-Ucraina stima che 800-900 mila i profughi potrebbe cercare rifugio nel nostro Paese, ma è impossibile prevedere quanti saranno coloro che nelle prossime settimane potrebbero arrivare.

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